sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Pd non vince da solo
Pubblicato il 01-06-2015


Elezioni difficili. Per l’altissimo tasso di astensione dal voto (ovunque, senza più differenza tra regioni italiane) e per l’onda lunga di un voto antisistema e populista. E però non ci sono stati né gli effetti spagnoli né l’esito polacco. Con l’eccezione del Veneto, già leghista, nessuna regione italiana verrà governata da Grillo e da Salvini. Un segno positivo a metà.
Perdura e si rafforza la forbice tra politica e cittadini, figlia del disagio sociale e di una insicurezza che sfocia nella paura. Lì sono le radici del successo leghista e della tenuta grillina. L’abbiamo già scritto. O la sinistra rivede le sue posizioni in tema di migranti, diventa più incisiva nella redistribuzione della ricchezza, chiede con forza un nuovo patto fondativo per l’Europa o non sarà nella condizione di governare la complessità di questo inizio di secolo.
La prova è stata difficile, ma l’abbiamo superata. Abbiamo eletto consiglieri socialisti, avremo nostri assessori; in Campania e in Umbria siamo stati decisivi per la vittoria della sinistra riformista. Eleggiamo nei Comuni.
Il progetto politico che avevamo messo in campo è andato benissimo nelle Marche e meno bene in Toscana. Si tratta comunque di un buon inizio. C’è un altro dato significativo emerso nel voto di ieri. Il Pd non vince da solo. Lo dicono i numeri. E i numeri non sono opinioni. Infine, la sinistra radicale.
Stenta ad affermarsi e soprattutto non costituisce un’alternativa credibile. Insomma, per i socialisti c’è spazio per lavorare.

Riccardo Nencini

 

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Condivido che c’è spazio per i Socialisti anzi per il Socialismo Democratico. Chiedo una riflessione sul perché l’astensionismo aumenta!. Ritengo che l’astensionismo aumenta e continuerà ad aumentare finché non si tornerà ad una legge elettorale proporzionale e all’eliminazione di tutte le leggi fatte dal 1992 ad oggi perché hanno distrutto la Repubblica nata dalla Resistenza de Popolo Italiano al nazi-fascismo. E gli italiani sono contrari (ancora?) ad ogni forma di totalitarismo anche a quello “soft” di renzi.

  2. Caro Segretario, penso che il titolo sia sbagliato perchè “Noi perdiamo con il PD di Renzi”. Accontentarsi dei zuccherini non è una politica e una ambizione Socialista. Inoltre la Tua Toscana ha tardito i Socialisti? oppure se ci appiattiamo sul PD, i cittadini che lo sostengono logicamente lo votano pure, gli altri votano altre Liste e candidati. Manca il nostro ruolo politico.

  3. Il Partito si presenta in 7 regioni, in modo competitivo, e si presenta in tre modi: Certamente sceglie giustamente di usare il suo simbolo in certe situazioni in altri casi sceglie liste civiche, dove a difficoltà opta di entrare nelle liste del Pd, queste sono le scelte che la dirigenza del Psi ha fatto in campagna elettorale.
    I risultati sono stati 4 consiglieri eletti, 2 nelle Marche, 1 in Campania, 1 in Umbria, che già il partito aveva espresso nel 2010 con una percentuale regionale 4,16% oggi 3,37%, questi sono i numeri.
    Ci sarebbe da dire che il dato della Toscana non è esaltante, e in Puglia, Liguria e Veneto il Psi non è stato una buona comparsa in questo turno elettorale.
    Il Psi a tanto spazio per lavorare e lavorare bene cosa che non ha fatto fino ad oggi, i Socialisti credo che abbino perso ogni speranza, dopo oltre vent’anni i soloni e i catoni si accontentano di questi numeri sopra citati, dobbiamo dare atto ai loro commenti positivi, mi immaginavo un po’ di coerenza e onestà matematica cioè sui numeri!

  4. Segretario, analisi condivisibile la tua, in parte. Ci spieghi cosa deve fare la sinistra per recuperare consenso e non ci spieghi a sufficienza cosa dobbiamo fare noi per avere più consenso.
    Il mio modesto parere, per quello che può contare, mi spinge a constatare la grande delusione provata il giorno dopo le elezioni, specialmente nella mia Liguria e nella tua Toscana.
    Ci devi spiegare bene, qual’è la nuova strategia del Partito in preparazione delle scadenze elettorali a medio o lungo periodo.
    Noto una crescente insofferenza nei compagni che manifestano nel prendere atto di un appiattimento del Partito verso il P.d. sulle varie problematiche, vedi: Province, Senato, Scuola, Lavoro,migrazione.
    Urge una chiara presa di posizione del Partito, per tenere uniti i compagni.

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