mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il placet di Strasburgo al concetto di ‘famiglia gay’
Pubblicato il 09-06-2015


Famiglia-gay_StrasburgoDopo il recente ‘sì’ del popolo irlandese ai matrimoni gay, il difficile cammino dei diritti civili in tema di omosessualità ha raggiunto un altro importante traguardo. Questa volta il placet arriva dalle Istituzioni europee: il Parlamento Ue ha infatti approvato – a larga maggioranza – un rapporto sull’uguaglianza di genere in Europa. È la prima volta che l’argomento ‘famiglia gay’ viene trattato in modo così esplicito. La benedizione da parte di Strasburgo arriva a pochi giorni dalla celebrazione in una Chiesa valdese romana di un matrimonio tra due uomini. Nel frattempo i deputati socialisti, Pia Locatelli e Marco Di Lello hanno presentato una risoluzione in cui si chiede al governo di realizzare qualunque tipo di azione che impedisca ai prefetti l’illegittima cancellazione d’ufficio delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero da persone dello stesso sesso. Il caso è scoppiato lo scorso ottobre quando il Viminale inviò ai prefetti una circolare invitandoli alla cancellazione delle trascrizioni.

IL RAPPORTO UESul fronte europeo, oggi il Parlamento “prende atto dell’evolversi della definizione di famiglia – si legge nel testo approvato – il Parlamento raccomanda che le norme in quell’ambito (compresi i risvolti in ambito lavorativo come i congedi) tengano in considerazione fenomeni come le famiglie monoparentali e l’omogenitorialità”. Non è la prima volta che Strasburgo si esprime in tal senso sul tema: già lo scorso marzo l’Europarlamento aveva infatti votato a favore del riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso “considerandolo come un diritto umano”.

Famiglia-gayLOCATELLI: STOP A CANCELLAZIONE DEI PREFETTI – Differente è la situazione in Italia dove «mentre la Chiesa valdese benedice l’unione di una coppia omosessuale, noi siamo ancora alle prese con i prefetti che, in seguito alla direttiva del Ministro Alfano, impongono ai sindaci di annullare le trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso». Così la deputata Psi, Pia Locatelli. «A questo proposito abbiamo presentato una risoluzione che verrà votata domani – continua la Locatelli – nella quale si chiede al governo di assumere, con la massima sollecitudine, le opportune iniziative volte a far cessare una situazione di sostanziale illegittimità, dal momento che non essendoci violazioni di norme penali il compito di un eventuale annullamento spetterebbe solo all’autorità giudiziaria, e a disporre che i prefetti cessino immediatamente dal procedere alle cancellazioni d’ufficio delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, ristabilendo così il rispetto delle prerogative costituzionalmente riservate alla magistratura».

DI LELLO: ILLEGITTIMA LA CANCELLAZIONE DEI PREFETTI  All’esponente Psi ha fatto eco il presidente dei deputati socialisti, Marco Di Lello che ha ricordato che «sindaci di importanti Comuni italiani hanno disposto la trascrizione nei registri di stato civile andando di fatto contro la circolare emanata dal Ministero dell’Interno che ne impone la cancellazione ai Prefetti. La procura di Udine si è espressa sottolineando che il prefetto non ha alcun potere di abrogazione né di cancellazione, riconosciuta solo in capo all’autorità giudiziaria». «Lo scorso gennaio – continua l’esponente socialista il ministro dell’Interno venne interrogato nel merito e nell’occasione rivendicò la competenza dello Stato e, in sede territoriale, dei prefetti alle cancellazioni di tali matrimoni. Sulla vicenda si è espresso anche il Tar del Lazio confermando l’illegittimità dell’iniziativa ministeriale, ma ciononostante i matrimoni tra coppie dello stesso sesso contratti all’estero continuano a essere cancellati dai prefetti. È arrivato il momento che la politica italiana affronti il tema in maniera seria normando la materia, nel frattempo» – conclude Di Lello – «ci aspettiamo che il governo intervenga allo scopo di porre fine a questo illegittimo comportamento».

NENCINI: SI CALENDARIZZI SEDUTA STRAORDINARIA – “Prima l’Irlanda, ora il Parlamento europeo. Ultimi sui #diritticivili di terza generazione. Grasso e Boldrini calendarizzino sedute straordinarie per discuterne. Lo chiediamo da due anni”. È quanto scrive in un tweet il segretario del Psi, Riccardo Nencini, il cui riferimento è alla richiesta – avanzata già due anni fa – ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, di calendarizzare alla Camera e al Senato una seduta straordinaria per discutere di diritti civili.

Siria Garneri 

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