venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il PSI lancia il contro-Family Day
Pubblicato il 22-06-2015


Gay_pride_RomaDopo la manifestazione del Family Day, il tema della parità dei diritti civili per le coppie omosessuali, è tornato a far salire la temperatura dei rapporti politici dentro la maggioranza di governo e tra maggioranza e opposizione di centrodestra.

Il senatore dell’Ncd, Carlo Giovanardi, ha promesso battaglia utilizzando come munizioni centinaia di emendamenti. “Quando martedì riprenderà in Senato l’esame degli emendamenti sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, sui quali relatrice e governo dovranno esprimere i pareri, sentirò la responsabilità, ma anche la forza di combattere una battaglia giusta con alle spalle una immensa mobilitazione popolare, per garantire diritti per tutti, nella salvaguardia del principio di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. L’NCD è partner nel Governo Renzi ed è in grado di procurare parecchi fastidi a una maggioranza che, a Palazzo Madama, cammina sul filo dei numeri. Giovanardi rappresenta però l’ala estrema del movimento di opinione che sabato ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone e nel suo partito non tutti sono su posizioni così, notoriamente, radicali. Per Fabrizio Cicchitto, dello stesso partito, “è evidente che intorno alla dialettica sulla legge per le unioni civili non c’è né disciplina di governo, né disciplina di partito, ma la libertà di coscienza e un reciproco rispetto nei confronti delle opinioni diverse”. Insomma qualche problema si potrebbe presentare anche nel PD tant’è che il ministro Maria Elena Boschi ha invitato a trovare una mediazione: “Quella piazza va ascoltata, ha chiesto più attenzione per la famiglia e ci sarà ascolto. Ma ci sono anche tante coppie omosessuali che meritano di essere ascoltate e meritano diritti. Se si lavora con buona volontà si trova una soluzione; se ci si limita a dividere, la soluzione è più difficile”. Ma sulle unioni civili il PD sembra intenzionato ad andare avanti, anche senza gli alleati di Ncd, anche perché l’Italia finisce per essere l’unico Paese senza una legislazione adeguata alla realtà. La prova del fuoco si avrà sul disegno di legge sulle coppie gay della senatrice Monica Cirinnà e nel PD c’è anche chi è pronto ad alzare la posta con un emendamento sulle adozioni tout court.

Un fronte composito anche a destra dove, ad esempio, nello stesso partito di Giovanardi, la deputata Nunzia De Girolamo, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega di essere “per il riconoscimento dei diritti per gli omosessuali, senza se e senza ma”. “Esclusa la possibilità di fare adozioni bisogna tenere fuori i bambini da tutta questa storia. Ho tantissimi amici gay che mi dicono di non essere interessati nemmeno alla ‘stepchild adoption’ (adozioni di figli preesistenti alla nuova coppia, ndr). Dunque posso ritenere che non sia una loro esigenza”. “Sono l’unica all’interno del mio partito che fa considerazioni sui diritti civili per gli omosessuali. Anche una persona come Fabrizio Cicchitto è molto dialogante”. D’altra parte “è compito e obbligo della politica di ascoltare le piazze. Deve ascoltare la piazza del Family Day, ma anche quella del Gay Pride”. “Dobbiamo essere molto precisi quando faremo la legge. Dobbiamo tenere separate le unioni civili dal matrimonio. Sono due istituti giuridici diversi. E diversi devono rimanere. Questo è importante per tutelare i bambini”.

Il tema viene seguito, storicamente, con grande attenzione dai socialisti che hanno annunciato una manifestazione per il 3 luglio dall’esauriente titolo: ‘Libertà degli Uguali’. La manifestazione organizzata dal Psi si terrà il prossimo a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti (alle ore 16.30). I socialisti di tutta Italia, in risposta al ‘Family Day’ e in vista del dibattito che da domani riprenderà in Senato sul provvedimento sulle unioni civili per gli omosessuali, si ritroveranno in una convention aperta a tutti coloro che condividono la lotta all’oscurantismo e ai pregiudizi e per chiedere una legge per il riconoscimento delle unioni civili e l’affermazione dei ‘diritti di terza generazione’, sui quali il Psi aveva chiesto a Pietro Grasso e Laura Boldrini una sessione straordinaria perché se ne discutesse rapidamente alla Camera e al Senato. “Combattere i pregiudizi e lottare contro l’omofobia tra poco verrà ritenuto, oltre che un peccato, anche un reato”- ha scritto sulla sua pagina Facebook il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, annunciando l’iniziativa del 3 luglio. “Come il pontefice apre, la piazza chiude. Noi siamo donne e uomini liberi e lo grideremo nella giornata dedicata alla ‘Libertà degli uguali’” – ha aggiunto Nencini, che ha definito la manifestazione organizzata dai centristi ‘un corteo contro la libertà di scelta’. Alla Convention del 3 luglio parteciperanno, oltre che i dirigenti del Psi, parlamentari italiani ed europei”.

Fuori dal Parlamento prosegue anche la mobilitazione di associazioni e gruppi che si battono per la parità dei diritti. “Come in altre parti del mondo – denunciano – anche in Italia i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) spesso rischiano di essere violati. Oltre a una radicata cultura discriminatoria, il mancato riconoscimento nella legislazione italiana delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso impedisce il godimento dei diritti necessari all’autorealizzazione, alimenta la stigmatizzazione e la discriminazione e favorisce gli abusi nei confronti delle persone Lgbti. 38 associazioni chiedono al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, di garantire che sia eliminata ogni forma di discriminazione nella legislazione italiana sul matrimonio civile, aprendolo anche alle coppie dello stesso sesso, riconoscendo i matrimoni e le unioni celebrate all’estero e assicurando pari diritti ai figli delle persone dello stesso sesso”.

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