venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Immigrati, diciamo la verità?
Pubblicato il 26-06-2015


“Accogliere i rifugiati, mandare a casa i migranti economici”. La dichiarazione del premier Renzi sorprende perché dovrebbe essere un’ovvietà. Chi fugge da guerre e persecuzioni ha diritto d’asilo, per un principio di consolidata civiltà giuridica: questo a livello europeo è normato dal protocollo di Dublino, che impone al Paese di primo approdo la responsabilità dell’asilo; i migranti economici senza visto invece sono affare regolato nell’accordo di Schengen, che impone al Paese d’ingresso di identificarli e respingerli, per non consentire una circolazione imprevista e inopportuna nell’intero spazio comune europeo. Cosa nasconde, allora, quest’apparente ovvietà? Il segreto di Pulcinella: l’Italia, da sempre, segue una prassi che non corrisponde alle regole.

Siccome accogliere tutti i profughi che approdano dall’Italia secondo Dublino non è agevole, si sono sempre lasciati filtrare verso altri Paesi UE coloro che mostravano intenzione di non fermarsi in Italia, e anzi, per dirla tutta, a volte sono stati incoraggiati a farlo. Siccome respingere tutti i migranti economici senza visto è costoso e complicato, si sono lasciati passare, magari mettendogli in mano, pro forma, un pezzo di carta con il decreto d’espulsione.

È quanto emerso sotto gli occhi di tutti con l’arresto in provincia di Milano del giovane marocchino sbarcato in Sicilia tempo addietro e indicato come uno dei terroristi del museo del Bardo (il ‘terrorista’ venuto col barcone, il giorno dell’attentato era a casa dalla mamma, poi notizie non ne abbiamo avute più): espulso sulla carta dalla questura dopo lo sbarco perché migrante senza ragioni di asilo, era rimasto in Italia, ma poteva essere andato ovunque, in Europa, se fosse dipeso dalle autorità italiane. E come lui migliaia di altri.

Questo per dire che molto del piagnisteo sulla mancata solidarietà dell’Europa di fronte al fenomeno degli sbarchi non è ben fondato. E anche che francesi, tedeschi e austriaci hanno le loro buone ragioni per irrigidirsi con l’Italia. L’Italia sarà molto più credibile, nel fare le sue giuste richieste a Bruxelles, prima tra tutte quella di cambiare il regolamento di Dublino per assegnare i profughi al Paese dove abbiano familiari o interessi senza imporre meccanicamente il principio del primo Paese di approdo (non funziona), se farà anche per intero la sua parte: accogliendo chi deve, e rimpatriando chi è necessario rimpatriare. Questo andrebbe detto, con coraggio e serietà, e, in fondo, tra le righe, nella sua apparente ovvietà, questo Renzi ha ammesso.

Luca Cefisi

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