domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’inconsistenza italiana
e Lady Pesc
Pubblicato il 19-06-2015


Mogherini-immigratiIl Governo italiano ha voluto “il nuovo che avanza” anche in Ue, ma ora ad avanzare, a quasi un anno dalla nomina di Federica Mogherini, è solo lo sconcerto per lo scarso peso dell’Italia nelle scelte che contano dell’Unione Europea. Il giovane Presidente italiano, Matteo Renzi, si è battuto in tutti i modi per mandare in Europa la sua “creatura” Mogherini, nonostante i continui inviti a cambiare candidata, anche dal vecchio Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L’inconsistenza italiana in Europa, nonostante la titolarità dell’Alto rappresentante agli esteri, si è vista non solo nei summit sulla Grecia, dove l’unica esclusa era Roma, nonostante noi siamo il terzo creditore diretto di Atene, ma anche e soprattutto in questi giorni con la questione degli immigrati. Non solo la Francia continua a bloccare le frontiere a Ventimiglia, ma secondo i volontari della Croce rossa, Hollande ha preso la palla al balzo per provare ad espellere in Italia anche extracomunitari minorenni e clandestini di dubbia provenienza. Ovvero anche coloro che non hanno varcato il confine dall’Italia per raggiungere la Francia. Sulla questione non si sente un solo sospiro di Lady Pesc, e dopo il pugno duro della Francia, è letteralmente sparita dalla scena.

Mogherini in questi giorni è impegnata a Sahel, in Africa e l’ultima volta che ha parlato dell’immigrazione e del piano Juncker ha detto entusiasta che sull’immigrazione l’Ue ha fatto passi da gigante, “ha capito l’urgenza, la risposta finalmente è europea e globale”. Pochi giorni fa, proprio a lei si erano rivolti, i ministri degli Esteri di Francia, Italia e Germania con una lettera per proporre all’Alto Commissario per gli Affari europei Federica Mogherini una “politica della migrazione esterna più attiva e inclusiva”. Un documento che vorrebbe fornire un contributo “a una visione comune dell’Ue sulla migrazione”. Non si sono viste risposte, almeno ufficiali. Non da meno il nostro rappresentante alla Farnesina, Paolo Gentiloni, si è dimostrato remissivo nei confronti dell’Ue, e ha finito addirittura con il rimettere la questione dei migranti all’Onu, ponendo in primo piano al Palazzo di Vetro il traffico di esseri umani degli scafisti.

Sembrano lontani i giorni in cui la stampa italiana accoglieva trionfante la notizia dell’elezione della giovane italiana in Ue. Allora la stampa estera, non a torto, sottolineava la “scelta sbagliata” su Federica Mogherini. Il quotidiano francese Le Monde spiegava che la sua candidatura “soddisfa comodamente diverse condizioni, perché è donna, socialdemocratica e brava con le lingue straniere”. “Tutte tranne una: l’esperienza – e l’aura personale che questa conferisce”. Verrebbero così soddisfatti, diceva Le Monde, quei Paesi che “non vogliono assolutamente un peso massimo politico o un diplomatico navigato” come Alto rappresentante, perché “questi profili rischierebbero di intralciare le loro ambizioni nazionali”. L’ultima valutazione in particolare, è stato un vero pronostico di come stiano agendo sull’immigrazione alcuni Governi in queste settimane, Francia in testa.

Giudizio errato invece quello dei Paesi dell’Est che la definirono una “simpatizzante di Putin”, non solo le sanzioni alla Russia sono state prorogate ma Federica Mogherini ha voluto una “relazione energetica” con gli Stati Uniti sempre più concreta al punto tale da gestire direttamente il negoziato con John Kerry per l’inserimento di un capitolo specifico sull’energia all’interno del TTIP.

Ma non è solo la Mogherini a uscire invisibile sul piano diplomatico, l’Italia stessa d’altronde con il semestre europeo non ha portato a nessun risultato di rilievo. Sono lontani gli anni di Romano Prodi quando la Commissione Ue vantava il record di venti italiani, tra cui molti in posizione chiave. Il giovane Renzi invece si è giocato tutto per la Mogherini, il Presidente del Consiglio ha ottenuto così l’incarico che gli stava tanto a cuore, ma a discapito delle caselle più importanti in commissione.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Vorrei ricordare cos’hanno combinato i politici italiani che tu giudichi “consistenti”.
    La circostanza che determinò la nascita dell’Euro fu paradossale: un accordo, nel 1989, fra il presidente francese Mitterand e il cancelliere tedesco Kohl in cui Kohl, in cambio dell’appoggio di Mitterrand per la riunificazione tedesca, rinunciava al marco e quindi accettava la prospettiva dell’euro. Accettava cioè di arrivare a una moneta comune che proteggesse la Francia. Ma quell’accordo prevedeva anche la deindustrializzazione dell’Italia che minacciava i primati tedesco e francese alla guida dell’economia europea. Lo sostiene l’economista Nino Galloni, Direttore Generale dei ministeri del Lavoro e del Bilancio di quel periodo. Quell’accordo fu onorato da Carli, Ciampi e Prodi nel vari incarichi da essi ricoperti lungo la strada decennale verso l’Euro e anche da Mario Monti. Gli effetti sono stati macroscopici. Il nostro declino industriale ha messo in ginocchio i ceti produttivi e ha favorito una classe politica, sindacale e giudiziaria di inetti. Poi la crisi è diventata pericolosa, complice la speculazione finanziaria internazionale.
    Per quanto poco possa fare Federica Mogherini, sono sicuro che farà del suo meglio per salvare il salvabile. Quanto a Massimo D’Alelma, che tu avresti preferito, ti ricordo i suoi sostenitori della lobby delle slot machines e del poker online. Fra quelli che tu giudichi “consistenti” il più pulito ha la rogna …

Lascia un commento