sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Insegnanti, né uno né centomila. Nessuno
Pubblicato il 17-06-2015


Renzi-riforma-scuolaRenzi torma all’attacco. Questa volta sulla scuola. Uno dei terreni di scontro preferito dal premier. L’assalto mediatico è cominciato ieri dal salotto di “Porta a porta”. Al centro i numeri delle assunzioni come elemento centrale in un discorso di riassetto dell’istruzione in Italia. Centomila sono i precari che sperano di essere assorbiti mentre 31mila sono le assunzioni previste per il turn over. “Nei primi giorni di luglio – ha detto – faremo una conferenza nazionale sulla scuola, dai sindacati alle famiglie, presentiamo la nostra proposta e una volta che abbiamo ascoltato tutti si chiude”. E poi ha continuato parlando dei tempi di approvazione del ddl. “Quest’anno con tremila emendamenti in commissione non si riesce ad assumere i 100mila a settembre. Le scelte dell’opposizione hanno come conseguenza che il provvedimento non riuscirà ad entrare in vigore in tempo per settembre”. Suscitando così la dura reazione del degli insegnanti. E non solo.

Intanto al Senato i relatori del ddl tentano lo sfoltimento degli emendamenti per consentirne l’approvazione in tempi brevi. Per questo fine hanno rivolto alle opposizioni e al Pd un appello affinché ritirino i loro emendamenti, chiedendo allo stesso tempo due giorni di sospensione dei lavori in Commissione Cultura del Senato che si riunirà martedì prossimo.
Renzi è tornato di buon mattino sull’argomento postando il suo pensiero su Facebook: “Il disegno di legge Buona Scuola prevede centomila professori in più, una diversa organizzazione basata sull’autonomia, più soldi per la formazione e finalmente il merito nella valutazione. Per la prima volta un Governo mette più soldi (tanti) sulla scuola perché per noi è strategico. Basta coi tagli alla scuola, investiamo finalmente!”.

“In molti però hanno contestato questo provvedimento chiedendone il ritiro e dicendo che avrebbe distrutto la scuola pubblica. Al Senato di conseguenza il provvedimento è bloccato da migliaia di emendamenti che cercano di stopparne l’approvazione. Ora, delle due l’una. O questo provvedimento è una sciagura, come dice chi protesta. Oppure, come pensiamo noi, può essere migliorato ma è il primo provvedimento dopo decenni che mette soldi sulla scuola e restituisce continuità educativa ai nostri ragazzi”. “Oggi – aggiunge il premier – qualcuno parla di ricatto, ma la verità è molto semplice: puoi assumere solo e soltanto se cambi il modello organizzativo. Dare più professori alle scuole impone l’autonomia degli istituti e una diversa organizzazione. Altrimenti la scuola diventa ammortizzatore sociale per i precari e non servizio educativo per i nostri ragazzi e le famiglie”. Nessun passo indietro quindi. Le posizioni rimango immutate. Sulla possibilità di assunzione dei centomila è intervenuta anche il ministro dell’istruzione Stefania Giannini che su questo punto non ha nascosto il suo pessimismo. “

È evidente – ha detto – che assumere 100 mila persone è un’operazione straordinaria. I tempi necessari per noi sono e restano quei due mesi abbondanti che a questo punto temo per quest’anno non saranno più possibili”. Parole nette che sembrano tagliare la questione dei numeri sulle assunzioni chiudendo così un balletto che va avanti da mesi.

Per il presidente dei deputati del Psi Marco Di Lello “Qando Governo e Relatrici hanno proposto l’immodificabilità del testo della Commissione noi socialisti ci siamo opposti evidenziando i rischi di questo atteggiamento. Lo stop della riforma – ha aggiunto – può aiutare a ridiscutere su idonei, dirigenti scolastici, precari di seconda fascia e paritarie pur nella convinzione che lo sblocco dei precari è necessario e dovuto. Noi ci siamo e faremo la nostra parte”.

Per lo sblocco dei precari anche il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan e il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima che in una nota congiunta hanno affermato che “non si possono condizionare le 100.000 assunzioni degli insegnanti all’espressione di un consenso sui contenuti sbagliati del disegno di legge sulla scuola. La stabilizzazione dei rapporti di lavoro è fondamentale per tante persone che da anni lavorano nella scuola e sono indispensabili per il regolare funzionamento”. “È davvero singolare chiedere il ritiro di emendamenti per accelerare i tempi di approvazione di una legge. I tempi che si allungano, infatti, sono la conseguenza e non la causa delle difficoltà che il Governo e il Parlamento devono affrontare e risolvere: un supplemento di riflessione e di confronto è utile e necessario proprio per questo, per cambiare le tante cose che non vanno in un disegno di legge e trovare soluzioni giuste alle emergenze della scuola. Non risolverebbe, fra l’altro, nemmeno la questione del precariato, se rimanessero esclusi dal piano di assunzioni decine di migliaia di docenti ai quali le 100.00 assunzioni non offrirebbero garanzie nell’immediato né in prospettiva. Sia chiaro, in ogni caso, che 100.000 assunzioni coprirebbero oggi solo in parte il fabbisogno del nostro sistema scolastico, al cui funzionamento concorrono quest’anno in modo decisivo 130.000 contratti a tempo determinato”.

Secondo la Cisl il Governo non ha bisogno di altre motivazioni per rendere stabile il lavoro di cui ha “normalmente” necessita. “Il peccato originale di questa riforma è la presunzione di non dare ascolto a chi lavora nel mondo della scuola”.

Ginevra Matiz

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Un bel titolo, come questo pirandelliano, ha il’insolito pregio di quietare il lettore, sollecitando uno spirito critico o superiore, alla penosa situazione. Questo appare neppure leggendo l’articolo, specie, immaginiamo in questo caso, se a leggerlo fosse un docente precario.

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