mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Isis. Una ‘nuova stagione’ nelle strategie mediatiche
Pubblicato il 30-06-2015


Isis-BallardiniNuove modalità di uccisione degli infedeli e delle presunte spie – l’annegamento in gabbia, le cinture esplosive, le autobombe – tre attentati nel giro di poche ore. Cioè, quasi in contemporanea, venerdì scorso in Francia, Tunisia e Kuwait. E, oggi, per la prima volta, la decapitazione di due donne in Siria con l’accusa di stregoneria. Avanti! fa il punto sull’avanzata del cosiddetto Islamic State of Iraq and Siria con Bruno Ballardini, saggista, esperto di comunicazione strategica, nonché autore “Isis. Il marketing dell’apocalisse”, saggio documentato e dettagliato in cui Ballardini non si limita ad analizzare il fenomeno Isis dal punto di vista della comunicazione, ma ne realizza anche un’approfondita analisi storico-filosofica e sociale. Un libro non per tutti, ma per coloro che sono autentici curiosi dell’informazione negata che emerge grazie al lavoro dell’autore che per mesi ha monitorato i canali dell’Isis per attingere a fonti autentiche, e fornire notizie vere. Per fare chiarezza. «Sono entrati in azione i cosiddetti ‘lupi solitari’. Con questo si è aperta una sorta di ‘seconda stagione’ nelle strategie mediatico-terroristiche dell’Isis» spiega Ballardini.

«Tre attentati cui ne seguiranno inevitabilmente molti altri, visto che sui loro canali si sta parlando di questo da mesi. Tutto ciò è perfettamente coerente con i programmi già  esposti – in modo ampio – nei primi numeri di ‘Dabiq’, la loro rivista ufficiale. Si tratta solo di andare a rileggerli, è già stato scritto tutto» ammonisce l’esperto. Come è noto, l’Isis è una costola di Al-Qeda che si è staccata per essere autonoma. Sulle differenze tra le due organizzazioni terroristiche, Ballardini spiega che «Al-Qeda era ed è troppo concentrata a combattere gli Usa. I miliziani del Califfato hanno invece voluto creare uno Stato islamico per ripristinare i valori dell’Islam tradizionale, quello più arcaico, essendo il mondo arabo prevalentemente occidentalizzato e dunque, per loro, corrotto».

Se la diffusione dei video delle recenti esecuzioni degli ostaggi rappresentava una sorta di ‘ordinaria amministrazione’ – sulla scia di tanti altri e simili filmati diffusi in precedenza – con gli atti terroristici di venerdì scorso «sembra di intravedere qualcosa di nuovo: ovvero, l’utilizzo di attentati ambientati in luoghi specifici allo scopo di ‘illustrare’ un programma» . Ballardini non crede che quanto accaduto in queste ore sia frutto di una casualità; emerge invece «una precisa strategia di comunicazione dietro a ciascuna delle azioni». Uno stabilimento è stato l’obiettivo dell’attentato di Lione che ha provocato danni limitati, «ma – evidenzia l’esperto – il messaggio è inequivocabile: attaccheremo i vostri centri nevralgici e le vostre fonti di energia quando meno ve l’aspettate, con l’intenzione di uccidervi tutti (significante la testa mozzata, ‘trofeo’ utilizzato come nei messaggi mafiosi)». Nell’attacco terroristico in Tunisia, invece è stato scelto un resort di lusso con lo scopo di continuare «ad alimentare il clima di paura che ha già iniziato a danneggiare il settore del turismo che rappresenta uno dei comparti più rilevanti dell’economia tunisina».Qui, secondo Ballardini, esiste però un secondo obiettivo di comunicazione: «uccidendo ricchi turisti occidentali – che vengono in vacanza in un paese arabo – si è voluto indirizzare un messaggio ‘politico’ anche alle giovani leve di aspiranti fighters (combattenti, ndr) che vedono nell’Isis la ‘liberazione dallo sfruttamento dell’Occidente’, la riconquista della propria identità culturale e, se possibile, l’espansione planetaria dell’Islam». Non a caso, su uno dei lati della nuova moneta coniata dai fedeli di Al Baghdadi circa un anno fa – anche se la notizia è stata diffusa pochi giorni fa – è rappresentata l’immagine del mondo. Lo scopo di creare la moneta dello Stato Islamico spiega Ballardini nel suo saggio è proprio quello «di ‘valorizzare’ la loro valuta – basata su metalli nobili (come oro, argento e rame) – rispetto al dollaro, sottolineando quanto abbia più valore rispetto alla finta economia Usa, basata sul niente».

Tornando al venerdì di sangue, il terzo episodio – ossia l’attentato suicida in una moschea sciita a Kuwait City – secondo l’esperto rappresenta «un messaggio rivolto non solo e semplicemente al mondo sciita, ma anche all’Islam sunnita moderato che viene visto in pari modo nemico dai salafiti dello Stato Islamico». Per Ballardini alla luce di quanto successo negli ultimi giorni è necessario fare un’altra considerazione: «nella guerra asimmetrica si usano spesso azioni diversive, soprattutto quando si tratta di distogliere l’attenzione del nemico (che siamo noi) dal vero scenario in cui si è impegnati con il grosso delle proprie forze. Ciò significa che in realtà il vero teatro delle operazioni in questo momento continua a essere la Siria, e che è imminente la caduta di Bashar Al-Assad. Lo ‘spettacolo’ è appena iniziato».

Silvia Sequi

Bruno Ballardini,

ISIS® Il marketing dell’apocalisse

Baldini & Castoldi, giugno 2015

288 pagine

euro 17

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