sabato, 10 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La Banca di Atene: «Senza intesa fuori da euro e Ue»
Pubblicato il 17-06-2015


Banca-grecia-TsiprasA poche ore dal cruciale vertice tra i ministri delle Finanze Ue, fissato per domani a Lussemburgo arriva un deciso avvertimento da parte della Banca centrale ellenica: in caso di fallimento delle trattative, la Grecia potrebbe uscire non solo dall’eurozona, ma anche dall’Unione europea. Nel frattempo Tsipras ribadisce «un grande no» a un accordo cattivo, aggiungendo che «la nostra proposta assicura che centreremo gli obiettivi di bilancio fissati dalle istituzioni per il 2015 e 2016».

L’AVVERTIMENTO DELLA BANCA CENTRALE GRECA – Nel rapporto annuale sulla politica monetaria diffuso oggi, la banca centrale di Atene – istituzione autonoma dall’esecutivo – ha ammonito che, in caso di fallimento della trattativa con i creditori internazionali ed europei, si determinerebbe un default sul debito che comporterebbe una uscita dall’area dell’euro e «molto probabilmente dall’Unione europea».

TSIPRAS: GRANDE ‘NO’ A CATTIVO ACCORDO – Dopo aver incontrato il cancelliere austriaco, Werner Faymann, il leader di Syriza ha ribadito che la Grecia risponderà un «grande no» a un cattivo accordo che – fino a ieri – prevedava il ritocco (al ribasso) delle pensioni e l’aumento delle tasse. Per Tsipras l’accordo deve distribuire il peso degli oneri, e non danneggiare i lavoratori e i pensionati. Inoltre, secondo le indiscrezioni del quotidiano britannico Telegraph, l’ala di estrema sinistra all’interno del partito guidato da Tsipras sarebbe pronta a tornare nuovamente all’uso della valuta nazionale precedente all’euro, la dracma.

I TRE POSSIBILI SCENARI – Ipotesi che rientra tra i tre possibili scenari che la Grecia si troverà ad affrontare nelle prossime ore: la temuta ‘Grexit’, l’uscita appunto del Paese dall’unione monetaria, il raggiungimento di un accordo all’ultimo momento che potrebbe consentire lo sbocco degli aiuti finanziari, ovvero il mancato rimborso dei prestiti al Fondo monetario internazionale e alla Banca centrale europea, ma con il Paese che resterebbe nell’eurozona.

SOLDI PER ATENE DA RUSSIA E CINA? – Mentre si susseguono i vari botta e risposta fra la Grecia e le istituzioni europee e internazionali – pervasi da un comprensibile nervosismo dovuto a negoziazioni infinite e infruttuose – avanza l’indiscrezione del settimanale tedesco Der Spiegel, secondo cui Russia e Cina avrebbero un piano da quindici miliardi di euro per aiutare il governo ellenico: cinque miliardi dovrebbero arrivare a breve da Mosca e sono legati al progetto di costruzione gasdotto Turkish Stream (di cui il presidente russo Vladimir Putin e il premier greco Alexis Tsipras discuteranno il prossimo 19 giugno a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, ndr). Gli altri dieci miliardi dovrebbero provenire da Pechino, nell’ambito dei progetti di privatizzazione di alcuni settori dell’importante porto del Pireo e delle ferrovie di Stato. Nel frattempo cresce l’attesa l’Eurogruppo di domani che però sembra prospettare un ennesimo nulla di fatto.

Siria Garneri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento