sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La crisi di Roma,
degrado chiama degrado
Pubblicato il 16-06-2015


Roma_spazzaturaLa Grande Bellezza di Paolo Sorrentino o il Sacro G.R.A. di Gianfranco Rosi? Forse entrambi i film meritano di esser visti per farsi un’idea della Roma dei nostri giorni. Ancora meglio l’osservazione diretta della città, ma vi avvertiamo che un sentimento di profonda tristezza e rabbia può investirvi se, come il sottoscritto, deciderete di passeggiare in pieno centro in un sabato di metà giugno. A maggior ragione se amate la Capitale per la sua storia, i suoi monumenti e per quello che rappresenta per tutti noi italiani. Questo breve resoconto non vuole essere una critica al Sindaco Ignazio Marino, che pure sembrerebbe stia provando a fare qualcosa per riportare un po’ di dignità e moralità nel Senatus PopulusQue Romanus, ma una mera testimonianza.

Iniziamo la nostra passeggiata dal Parco del Colle Oppio, a cinquanta metri dal Colosseo. Un Parco che nelle intenzioni del Sindaco Marino avrebbe dovuto rappresentare l’ideale prosecuzione dei Fori Imperiali pedonalizzati. Un Parco frequentato, soprattutto nel fine settimana, da famiglie e turisti. Vediamo cumuli di rifiuti che pervadono le aree verdi, proprio vicino alle (malandate) giostre per i bambini, mettendo a repentaglio la salute dei frequentatori, soprattutto di quelli più piccoli che, come noto, tendono a raccogliere tutto da terra. Vediamo migranti che vi stazionano come accampati, senza che nessuno chieda loro i documenti per verificare quale sia la loro dimora. Vediamo fontanelle a cui si è costretti a rinfrescarsi ed abbeverarsi in mezzo al lerciume e, poco più in là, fontane monumentali che sono a secco, o meglio, con poca acqua stagnante e putrida all’interno. Vediamo dappertutto inferriate che segnalano lavori senza fine alla Domus Aurea e che, allo stesso tempo, ostacolano la visuale, precludono l’accesso ad alcuni settori del Parco, violentano il paesaggio. Ci troviamo in una delle aree verdi più centrali di Roma, alle spalle del Colosseo, un luogo che andrebbe tenuto come un gioiello, eppure non possiamo non notare uno stato di abbandono che fa male al cuore e di cui i turisti, sì, i turisti, loro per primi, si stupiscono.

Ma il degrado non colpisce solo le aree verdi. Restando in zona Colosseo, continuiamo la nostra passeggiata lungo i Fori Imperiali, dove ci imbattiamo in venditori abusivi, prevalentemente stranieri, che vorrebbero propinarci bastoni per fare autoscatto con i telefonini, i cosiddetti selfies, cappelli in simil-paglia, acqua in bottiglie di ignota origine, rose rosse non si sa dove spuntate o sottratte e via dicendo, come in una medina. Sembra che questi non abbiano minima consapevolezza della portata storica del luogo in cui si trovano e purtroppo, a lungo andare, rischiamo che questo accada anche a noi.

Decidiamo di uscire dalla bolgia e, deviando di duecento metri, dirigerci a Piazza Madonna ai Monti, la principale piazza del rione Monti, dove solo pochi giorni fa è stata riposta una targa alla memoria di Mario Monicelli. Il grande regista e sceneggiatore italiano, che in questo quartiere ha vissuto, si starà rivoltando nella tomba nel vedere come la fontana cinquecentesca che arreda la piazza sia contornata da personaggi che, dopo aver fumato e consumato alcool sui gradini ai bordi della fontana, buttano cicche e bottiglie vuote ovunque o, se va bene, in cartoni improvvisati (forse lì riposti da una manina interessata). Raccontano che a volte, se si è davvero fortunati, ci si può anche imbattere nello spettacolo di chi, in preda ai fumi dell’alcool, entra nella fontana vestito e, eccitato da una folla non meno alticcia, si esibisce in improvvisati spogliarelli. Peccato che neanche lontanamente ricordino quello famoso di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi.

Consigliamo comunque a tutti di evitare di attardarsi, in quanto potreste ritrovarvi al buio, essendo la pubblica illuminazione non sempre assicurata. Si racconta che all’origine del fenomeno di intere strade con lampioni spenti vi siano furti di rame; tuttavia occorrerebbe porre rimedio al fenomeno e riparare questi lampioni in tempi brevissimi e non in mesi come talvolta accade. Inoltre di sera, nonostante la spazzatura in centro a Roma dovrebbe essere raccolta porta a porta, si rischia pure di inciampare nei sacchi neri di spazzatura lasciati qui e là, soprattutto da ristoranti ed alberghi, alla mercé di disperati.

Potremmo continuare, ma per il bene che portiamo nei confronti della nostra Città Eterna preferiamo non infierire. A buon intenditore poche parole: urge un cambio di passo da parte dell’Amministrazione capitolina per riportare decoro a Roma Capitale! A beneficio innanzitutto dei cittadini residenti che, a valle dei recenti aumenti delle rendite catastali, sono costretti a pagare salate TASI che dovrebbero garantire i servizi – illuminazione, pulizia, manutenzione delle aree verdi, ordine pubblico e sicurezza – di cui lamentiamo la mancanza. A beneficio, anche, dei turisti italiani e stranieri per i quali Roma rappresenta lo specchio dell’Italia e della nostra cultura.

Barone Rosso

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Commenti all'articolo
  1. Vero, non solo nelle zone citate. Anche nei vicoli vicini a via del l’orso la sporcizia è evidente. Serve severità, anche i turisti spesso sporcano, bottiglie, cartoni della pizza ecc. . Più pulizia e controllo. Punire chi sporca è doveroso.

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