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Opinioni e commenti
 

La Repubblica – Di Lello contro la sanatoria “Non premiamo l’illegalità”
Pubblicato il 08-06-2015


La Repubblica – 6 giugno 2015

Di Lello contro la sanatoria “Non premiamo l’illegalità”
L’ex assessore regionale guidò la lotta al condono

«INTUISCO lo spirito pratico di De Luca, però ci deve essere qualcuno che gli dà cifre e consigli sbagliati». È perplesso Marco Di Lello circa la sortita sulla sanatoria edilizia. Deputato socialista, elettore di De Luca e certo non suo avversario. Di Lello ad esempio è stato dalla sua parte ponendosi fra i più acerrimi critici di Rosy Bindi e della lista di quella Antimafia di cui anche lui fa parte. Di Lello era però anche in prima fila, assessore all’Urbanistica con Antonio Bassolino quando iniziò la contesa costituzionale sulla applicazione del condono in Campania.

Ora la sortita de De Luca sembra andare contro le decisioni che prendeste allora.
«Mi dispiace che la sua azione di governo inizi con una deroga sul terreno della legalità. Non è certo il modo migliore per partire. Evidentemente non hanno spiegato a De Luca che su quegli 80mila casi meno di un terzo riguardano edifici da abbattere. Il resto sono balconi, verandine, superfetazioni ».

Peraltro anche lui poi esclude dalla sua sanatoria tre fattispecie.
«Giusto. Dopo di che cosa rimane? Semmai bisognerebbe chiedersi perché chi commette abuso fuori da zone a vincolo lo fa. Credo di norma per due cause: o per non pagare gli oneri di urbanizzazione o comunque per scavalcare la normativa comunale. E allora, perché premiarlo? In ogni caso, si tratta di materie tipiche da lasciare al Comune stesso. Tra l’altro le norme ci sono già. Si acquisisce l’immobile al patrimonio comunale e lo si destina a edilizia popolare».

Con un sindaco compiacente si può far rientrare dalla finestra ciò che si è chiuso fuori dalla porta.
«Ma intanto si è sottratta la proprietà. Non è poca cosa».

Ma dei famosi 60mila decreti di abbattimento?
«Altra esagerazione. Anche lì ci sono moltissimi piccoli abusi. Poi togliamo i tre casi esclusi anche da De Luca, togliamo le seconde case. Cosa resta? I casi di prima casa per necessità sono davvero pochi. Ad ogni modo la sanatoria non è materia della Regione, semmai spetta allo Stato».

Insomma De Luca si è infilato in un ginepraio inutile?
«La Regione può fare una sola cosa utile, aiutare i Comuni a snellire i piani di recupero e riqualificazione. È all’interno di questi che si può trovare soluzione ai casi che possono meritare attenzione ed evitare l’abbattimento. In ogni caso non esiste la sanatoria di una Regione».
(r.f.)

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