domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La svolta buona?
Pubblicato il 04-06-2015


Qualche elemento di ottimismo si affaccia, dunque. La piccola ripresa col segno più del primo trimestre del 2015 pareva non interessare l’occupazione. Anzi, si era teorizzato che il leggero incremento del Pil, ancora esiguo rispetto agli altri paesi europei, non avrebbe determinato nuova occupazione. Poi si era anche sancito che il Jobs act, e soprattuto la detassazione delle nuove assunzioni, aveva semplicemente consentito la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti.

Siamo invece, coi dati Istat riferiti ad aprile, ad un insperato aumento dell’occupazione soprattuto giovanile. La percentuale complessiva del disoccupati passa dal 12,6 al 12,4, mentre quella giovanile scende dal 42,5 al 40,9. In un mese si segnalano quarantamila disoccupati in meno. Poca cosa, se si vuole, ma da sette anni questa è la migliore performance italiana. L’Ocse ha alzato la stima del Pil italiano dall1,3 all’1,5 per il 2016, mentre resta stabile lo 0,6 per il 2015. Resta il dato negativo sull’industria, che invece non accenna a miglioramenti. Anzi, il dato positivo riguarda i servizi, perché l’occupazione nel settore industriale continua a raffreddarsi e addirittura a diminuire.

Adesso dovremo intrecciare queste buone notizie con le conseguenze dei risultati elettorali. Si annunciavano rese dei conti nella direzione del Pd di lunedì. Vedremo in che verso si orienterà. Più probabile che Renzi, forte delle buone notizie sul versante economico, camuffi un po’, come sta facendo vantandosi di un 37 per cento non conquistato, prendendo a pugni in faccia la minoranza. D’altronde quest’ultima non si decide mai. O sceglie un’altra strada, come ha già fatto il simpatico Civati, o sta alle regole del gioco. È evidente che una minoranza non può reggere a lungo se si comporta come un altro partito. O diventa una semplice coerente che sta a alle regole della maggioranza votando come essa stabilisce o rompe e forma un altro soggetto politico. Un’altra ditta, che in fondo tra coalizioni sociali, Vendola e Civati, è all’orizzonte. Possibile?

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Commenti all'articolo
  1. Tra astensionismo e luce in fondo al tunnel, la politica ristagna. Farebbe piacere sentir parlare di Socialismo e avere un partito che discuta di contenuti reali e che chiami le cose col loro vero nome.

  2. Ritengo sia finita un’epoca e non sia iniziata quella successiva, si sta nel marasma della transizione.
    Il dato negativo dell’industria e quello positivo dei servizi mi consolidano l’idea di una crisi non congiunturale ma strutturale, cui va commisurato un nuovo modello di sviluppo.
    Renzi non entusiasma ma al confronto dei suoi oppositori interni, e quelli da poco esterni, giganteggia.
    Tuttavia tra la sua liberaldemocrazia ed il socialcomunismo della sinistra classica c’è ampio spazio, oggi sostanzialmente occupato da alcune argomentazioni, comunque sgangherate, dei Grillo e dei Salvini, che noi dobbiamo intravedere, filtrandone massicciamente le impurità.

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