mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA TRATTATIVA
Pubblicato il 30-06-2015


Eurogruppo-Dijsselbloem-Grecia

Fino all’ultimo minuto. Con un Eurogruppo straordinario via teleconferenza in serata per discutere la proposta greca. Lo ha annunciato il presidente Dijsselbloem. Un giro di telefonate e contatti, tra cui quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi e il primo ministro greco Alexis Tsipras. E le voci di una ripresa del negoziato hanno come effetto immediato quello di far scendere lo spread tra il Btp e il Bund tedesco che torna sotto i 160 punti base, a 154. Ma la cancelliera Angela Merkel ha messo subito le cose in chiaro: “Berlino non prenderà in considerazione l’ipotesi di un terzo salvataggio per la Grecia, come proposto da Atene, prima dell’esito del referendum di domenica prossima”.

Renzi domani sarà a Berlino. Una visita programmata da tempo, ma che oggi assume tutt’altro peso alla luce del precipitare della crisi del debito greco. Il bilaterale con la Cancelliera offre l’opportunità di discutere ampiamente di quanto accade dei possibili scenari che un default greco potrebbe aprire. Proprio oggi il premier ha avuto modo di spiegare che l’Italia è ormai stabilmente “fuori la linea del fuoco”. Concetto espresso anche dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che ha sottolineato come non esista un rischio spread o un rischio speculazione per il nostro Paese. Diverse e più difficili da prevedere sono le conseguenze di una eventuale Grexit sui mercati. Le tensioni di questi giorni hanno rappresentato una sorta di ‘test’. Il presidente del consiglio, proprio alla vigilia del colloquio con Merkel, ha spiegato in una intervista qual è la posizione dell’Italia: scontato il ruolo di protagonisti giocato da Francia e Germania, “stabile dai tempi di Khol e Mitterand”, l’Italia ha provato a fare da mediatore, sbattendo però contro “l’inutile ostinazione” di Tsipras e Varoufakis.

Uscita dal novero dei problemi ed entrata in quella dei “problem solver” l’Italia può oggi inserirsi in questo asse Parigi-Berlino come terzo interlocutore e senza scendere a compromessi con la burocrazie, italiane o europee che siano. Soprattutto, cercando di rimanere portabandiera anti Austerity e perorando l’idea di una Europa solidale, non “imbullonata” sui conti pubblici, capace di essere comunità di valori. E’ anche sotto questa lente che va letto il tweet in cui il premier ha spiegato che il referendum greco “non è un derby Tsipras-Ue ma un derby Euro-Dracma”. Un modo per dire che essere dalla parte dell’Europa non significa stare contro il governo di Tsipras e tantomeno contro il popolo greco.

Alexis Tsipras avrebbe inviato una lettera a Bruxelles con la sua controproposta. Un testo mandato a Juncker, Draghi, Hollande, Merkel e Dijsselbloem. Inoltre il governo greco ha chiesto un programma di salvataggio di due anni al fondo europeo Esm, assieme a una ristrutturazione del debito. Ma il tempo ormai è allo scadere con un tiro alla corda che si è protratto all’inverosimile. La mezzanotte non è un termine improrogabile, ma sicuramente una nuova intesa se ci sarà, dovrà arrivare a stretto giro. Da Berlino, fonti del governo, sottolineano che ormai “è troppo tardi per un prolungamento del programma”, sottolineando che a questo punto “non sarebbe fattibile” da un punto di vista procedurale nel poco tempo a disposizione. “Come farebbe a votare anche il parlamento tedesco? ” ha aggiunto la fonte. “Se pure si arrivasse a un accordo fra Tsipras e Juncker – si spiega – dopo bisognerebbe fare un assestment con le tre istituzioni, un passaggio nell’Eurogruppo e si dovrebbe rapidamente fare una richiesta al Bundestag per l’approvazione”. Tutto questo, sul fronte tedesco, non sembra fattibile nelle prossime dieci ore. Sarà invece possibile riaprire i negoziati se Atene vuole.

In mattinata il presidente della Commissione europea, Jean Claude juncker, aveva messo sul tavolo del premier ellenico Alexis Tsipras una nuova proposta con lo scopo di avvicinare ulteriormente le posizioni. Nella proposta vi sarebbero anche delle opzioni per trovare una soluzione per il debito, in cambio del sostegno del governo al sì per il referendum sul nuovo piano. Offerta alla quale il governo greco ha risposto con una controproposta nella quale si chiede l’avvio di un programma di salvataggio dell’Esm della durata di due anni e una ristrutturazione del debito. Una posizione che Tsipras insegue fin dalla campagna elettorale che lo ha portato al vertice del governo. Fin dall’inizio – come scrive sul Sole 24 Ore Giuseppe Chiellino – chiedeva alla “troika di cancellare una parte consistente di quei 350 miliardi di debito che stanno schiacciando l’economia del Paese e che rischiano di mettere a repentaglio l’intero progetto europeo”.

Un appello affinché in queste ore si raggiunga un compromesso sulla Grecia è giunto anche dall’Onu. “Qualsiasi accordo tra Atene e i suoi creditori richiederà compromessi da entrambe le parti”, ha detto un portavoce del segretario generale Ban ki-Moon, preoccupato per gli effetti che un default della Grecia il ‘Grexit’ avrebbero sull’economia mondiale.

Un’ultima occasione visto che oggi scade il termine per il rimborso di 1,7 miliardi all’Fmi che Atene non intende rispettare anche se la cancelliera Merkel ha detto che “la porta resterà aperta” anche dopo la mezzanotte non taglieremo fili del dialogo, o non saremmo l’Unione europea”.

Intanto anche gli economisti di fama internazionale, come Joseph Stiglitz, premio nobel e professore alla columbia university, insieme a Thomas Piketty, professore all’Ecole d’économie de Paris, hanno lanciato un appello Pro-grecia sul financial times. “Chiediamo ai leader europei di evitare di scrivere una brutta pagina di storia”, si legge nell’appello sottoscritto anche, tra gli altri, da Mary Kaldor, professore alla London school of economics, Stephany Griffith-Jones, professore alla Columbia University, James Galbraith, professore all’university del Texas, ed altri autorevoli economisti.

“Occorre mettere la Grecia in grado di pagare 1,6 miliardi di euro al Fmi. Bisogna permettere uno swap del debito con titoli della Bce dovuti in luglio e agosto in cambio di bond dal fondo di salvataggio, con scadenze più lunghe e tassi di interesse più bassi, che riflettano gli inferiori oneri finanziari dei creditori”. Tra i firmatari anche Massimo D’Alema.

Redazione Avanti!

I dieci punti su cui andranno a votare i greci il prossimo 5 luglio
(doc originale)(versione Sole 24 Ore)

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