mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’altra Europa
Pubblicato il 30-06-2015


Dalla crisi, il cambiamento. Ora o mai più. È questo il tema dell’incontro socialista del 3 luglio. A due giorni dal referendum greco e nel bel mezzo della emergenza provocata dalle continue ondate di migranti che hanno fatto del senso di responsabilità europeo un accidente.
I migranti non sono gli emigranti. Fuggono dalla carestia e dalla guerra e portano con se usi, tradizioni, religione. Non tutti sono profughi. I profughi vanno accolti, i clandestini rimpatriati. L’accoglienza dei profughi va condivisa con altri Paesi europei. Chi vive tra noi deve accettare i canoni della nostra democrazia. Rispettare la parità tra uomo e donna, rinunciare a tradizioni tribali lesive dei diritti fondamentali delle persone, integrarsi in una civiltà che ha fatto della libertà e del diritto i suoi pilastri. Tertium non datur.
La crisi greca è la conferma, e solo la conferma, che il patto fondativo dell’Unione siglato a Maastricht va superato. Troppa discrasia tra i poteri sovrani conferiti all’UE e i diritti degli Stati. Troppo potere conferito alla finanza e troppo poche le capacità di regolamentazione di quel potere da parte della politica. Troppa la differenza accumulatasi tra gli stati nel quinquennio terribile apertosi nel 2008. Troppi cerotti, poca strategia. In assenza di un nuovo ordine, l’Europa latita. Nelle relazioni internazionali, nelle misure economiche necessarie a favorire la crescita, nell’essere un modello di civiltà.
La velocità impressa al cambiamento, il passaggio dalla globalizzazione alla complessità, richiedono visione e decisione. Un disegno, insomma. Lo stesso che serve ai socialisti europei se vogliono invertire la rotta di elezioni a somma zero che da tempo si ripetono, da est a ovest. Spagna, Inghilterra, Danimarca, Germania. E cito solo i casi più eclatanti.
Da venerdì tesseremo una tela mediterranea attorno a questi nodi. Da qui si parte.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Riccardo, il tuo ragionamento non fa una piega.
    Le idee non ci sono mai mancate. Quello che ci manca è la forza e la coerenza per portarle avanti.
    O ci diamo una mossa o saremmo travolti e il nostro sogno non sarà neanche, più tale.

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