domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Impresentabili”, polemiche
in Commissione Antimafia
Pubblicato il 10-06-2015


Bindi-antimafiaAl plenum della Commissione Antimafia la discussione non sarà semplice e i toni risentiranno ancora delle aspre polemiche sorte con il caso De Luca. Infatti è il primo plenum della Commissine che si riunisce dopo la pubblicazione della “lista impresentabili” alle Regionali in cui è incluso il nome dello stesso De Luca.

Al plenum della Commissione Antimafia, questa sera, si farà “una messa a punto della vicenda impresentabili, in modo che ci sia agli atti della Commissione il resoconto di come sono andate le cose. Per ora ci sono stati singoli comunicati, ma non un formale verbale”. Lo afferma il senatore del Psi Enrico Buemi componente della Commissione Antimafia, secondo il quale il plenum è comunque “propedeutico per avviare una riflessione sui limiti dell’attività e sulle sottovalutazioni che sono state fatte sulla vicenda del Codice etico, che proprio per sua natura non ha dei vincoli significativi, penetranti, è una libera scelta”.

Buemi mette in guardia dall’evitare che “la libera scelta esca dal campo giuridico e diventi valutazione politica”; e d’altra parte, fa notare, oggi “le primarie sono fatte male e le esclusioni e gli inserimenti dei candidati sono lasciati molto alla discrezionalità ed ai rapporti di forza interni ai partiti”. Il senatore non crede sia in discussione la presidenza Bindi, in Antimafia ma sia comunque “necessario modificare l’approccio su alcune tematiche: non ci sono paladini della illegalità ma bisogna trovare parametri oggettivi per valutare i candidati. Anche i partiti che inseriscono o escludono i candidati, lo devono fare attraverso procedimenti democratici. Il primo lavoro devono farlo i partiti, dotandosi di strumenti rigorosi”.

Per Buemi questa vicenda ha creato “ferite evidenti, che sono state pagate elettoralmente; l’immagine del Paese è stata colpita da certe candidature e certa superficialità nell’applicare pagelle e criteri. Anche la legge Severino, nata sull’onda dell’emotività, non tiene conto di una serie di problematiche. Le leggi dovrebbero essere fatte per durare nel tempo, non certo sull’onda dell’emozione del momento”.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario della Commissione, Marco Di Lello, presidente del gruppo del Psi alla Camera, Psi, nei giorni scorsi molto critico con la presidente Bindi, confermerà il proprio giudizio negativo. “Confermerò il giudizio negativo sulla conduzione della Commissione – ha detto – sull’assenza di collegialità, sulla tempistica e sulle modalità di comunicazione degli esiti dello screening”. Ai colleghi che vogliono che il lavoro di studio sulle candidature prosegua, dice: “Non sono contrario nel merito, ovvero che la Commissione tenga alto il livello di attenzione e di stimolo verso i partiti: ma bisogna consentire a tutti il contraddittorio che non è stato garantito”. A chi gli chiede se verrà chiesto da qualcuno alla Bindi di farsi da parte, spiega: “Credo che il chiarimento stasera ci sarà e sarà franco: non azzardo previsioni”. Quanto a lui, se rimarrà o no segretario della Commissione, “mi riservo di valutare il da farsi”, risponde. Infine, sul senatore Di Maggio, che lo ha accusato di scarsa presenza in Commissione e di aver parlato in questi giorni per farsi pubblicità dice: “In Commissione Antimafia Di Maggio non ha brillato né per qualità nè per quantità di interventi”.

Redazione Avanti!

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