mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TRA IL DIRE E IL FARE
Pubblicato il 22-06-2015


Immigrati-sparatoria-Libia

Una nuova tragedia in mare, questa volta si tratta di una sparatoria. Sono ancora in corso gli accertamenti, ma un gommone di immigrati partito dalle coste libiche è stato raggiunto da colpi da sparo, portando alla morte di un uomo e al ferimento di un altro. Il ferito è stato subito trasferito in elicottero a Lampedusa. Secondo la ricostruzione a sparare contro il gommone carico di immigrati sarebbe stato il personale di una motovedetta libica. Intanto proprio oggi è stata approvata l’operazione Eu-Navfor-Med, una missione navale, con base a Roma, per contrastare il traffico di migranti nel Mediterraneo e impiegherà pattugliatori marittimi, aerei di sorveglianza, droni e sottomarini.

Obiettivo della missione è fermare i trafficanti di immigrati
La piattaforma di comando e coordinamento sarà la portaerei Cavour che avrà anche la funzione di un ospedale navigante per soccorrere i migranti, a guidarla l’ammiraglio, Enrico Credendino. La missione avrà nella sua prima fase compiti di intelligence e vigilanza rafforzata con il pattugliamento in alto mare per individuare i trafficanti; ma nel lungo termine l’obiettivo potrebbe essere la distruzione dei barconi di migranti. L’operazione partirà dalla prima settimana di luglio ma bisognerà attendere il 20, quando l’ammiraglio Credendino presenterà ai Ventotto i primi elementi sull’avvio dell’operazione. durante il Consiglio dei ministri degli Esteri dei 28 paesi Ue.

L’ultima decisione spetta all’Onu
Nonostante tutto però resta da aspettare una decisione dell’Onu, poiché senza una risoluzione delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza nelle acque territoriali libiche, la missione dovrà limitarsi ad azioni mirate. Il tema sarà affrontato durante un incontro a Lussemburgo tra il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e i ministri degli esteri. Ci sono però buone possibilità sul sì del Palazzo di vetro in quanto tutti gli sforzi internazionali negli ultimi tempi si sono concentrati sulla formazione di un governo di unità nazionale in Libia, e non poco è stato fatto dall’inviato speciale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon. Si attende ora anche il summit Ue di giovedì e venerdì, quando i Capi di Governo si incontreranno con l’obiettivo di “rafforzare la solidarietà e responsabilità” europea in tema di immigrazione. L’obiettivo della missione, ha spiegato l’alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini “non sono i migranti, ma quelli che fanno soldi sulle loro vite”. Infatti lo scopo per cui è stata pensata l’operazione non è salvare vite umane, ma appunto smantellare il business model dei trafficanti, il salvataggio di migranti sarà probabilmente una delle difficoltà maggiori nelle quali incapperà la missione.

Lady Pesc si dice comunque ottimista al riguardo, e affermando che la missione navale varata dalla Ue “fa parte di un’azione più ampia” che “funziona solo in con un’efficace strategia” di accoglienza perché “quando i migranti bussano alle nostre porte non possiamo evitare la domanda di come accoglierli”. Inoltre Federica Mogherini sottolinea che dal vertice dei capi di Stato e di Governo di giovedì e venerdì prossimi “mi aspetto che dia una risposta efficace” sulla questione della ricollocazione degli aventi diritto all’asilo.

Authority Libia: Colpire barconi  in acque libiche è violazione sovranità
Mentre si sedano le acque in casa europea, si intravedono turbolenze da parte libica, il Paese non sembra gradire l’iniziativa europea sulle proprie coste. “Le autorità libiche stanno facendo quello che possono per far fronte ai flussi migratori e i Paesi dell’Ue devono coordinarsi con la Libia” ha affermato all’agenzia Lana il numero due dell’Autorità anti-immigrazione della Libia, Mohamed Abu Breida. Colpire barconi in acque libiche sarebbe una “flagrante violazione della sovranità libica”, ha aggiunto.
Ora la decisione spetta all’Onu, poco tempo fa l’inviato speciale delle Nazioni Unite Bernardino Leon si detto è favorevole a un blocco navale alla Libia a guida italiana con sostegno UE.

Contro questa linea il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore della Difesa, che in un’intervista al Corriere della Sera afferma: “Un blocco navale, in assenza di una risoluzione Onu o della richiesta del Paese interessato, è un’azione di guerra. Si fa contro un nemico. Sarebbe controproducente. Siccome in nessun caso viene meno il dovere di salvare le vite dei naufraghi, i barconi punterebbero contro le navi del blocco”.

Maria Teresa Olivieri

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