lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa, Corte Suprema. Nozze gay in tutti gli Stati
Pubblicato il 26-06-2015


Matrimoni gay-USACinque giudici hanno votato a favore, quattro in modo contrario. In ogni caso, e per un soffio, la Corte suprema statunitense – il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti – ha legalizzato i matrimoni omosessuali in tutto il territorio statunitense – imponendo, di fatto, ai 13 Stati che ancora espressamente li vietano – di cambiare le loro leggi. Oltre a questa vittoria dell’attivismo a favore dei diritti gay, ieri Obama ha incassato anche quella sulla riforma sanitaria approvata nel 2010 e fortemente contestata dal partito repubblicano. Doppio successo dunque per il presidente degli Stati Uniti. Il leader socialista, Riccardo Nencini: «Negli Usa oggi vince la civiltà. In Europa l’Italia ha la maglia nera sui diritti».

LA DECISIONE DELLA CORTE SUPREMA – La decisione dei giudici della Corte Suprema – dopo decenni di controversie e attivismo – è giunta sullo sfondo di mutamenti in rapido movimento nell’opinione pubblica, con i sondaggi che indicavano che la maggior parte dei cittadini yankee sono favorevoli alle nozze tra persone dello stesso sesso.

OBAMA: PASSO GRANDE VERSO UGUAGLIANZA – «Oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l’uguaglianza». Così Obama commenta in un tweet la storica sentenza della Corte suprema. Altri tweet di congratulazioni sono arrivati dalla candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton e da un altro candidato democratico, Martin O’Malley, ex governatore del Maryland. Intanto a Washington continuano i festeggiamenti sulla scalinata della Corte suprema.

NENCINI: VINCE LA CIVILTÀ – «Negli Usa oggi vince la civiltà. In Europa l’Italia ha la maglia nera sui diritti. Noi il 3 luglio a Roma chiederemo la #libertadegliuguali contro il Family day e per chiedere una legge per le unioni civili in Italia». Così ha scritto in un tweet il segretario del Psi, Riccardo Nencini.

L’ALTRO SUCCESSO DI OBAMA – Ieri, sempre la Corte suprema statunitense ha dato ragione al governo e alla presidenza di Obama in un atteso e importante verdetto in merito alla riforma sanitaria approvata nel 2010 (che si fonda su tre pilastri fondamentali, ndr) fortemente contestata dai repubblicani. La sentenza di ieri – che ha visto il parere favorevole di sei dei nove giudici – ha rigettato il ricorso di chi chiedeva l’abolizione di alcuni importanti sussidi.

Redazione Avanti!

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