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Opinioni e commenti
 

Migranti. Da Calais all’Ungheria nessuno li vuole
Pubblicato il 24-06-2015


Immigrati-CalaisDopo l’annuncio della costruzione di un muro lungo 175 chilometri e alto 4 metri al confine con la Serbia, l’Ungheria di Viktor Mihály Orbán fa retromarcia sulla decisione di respingere gli accordi di Dublino III sui richiedenti asilo. Intanto a Calais, in Francia, continuano ad arrivare immagini dei disperati tentativi dei migranti di attraversare il confine per arrivare in Gran Bretagna. Il ministro degli esteri magiaro, Peter Szijjarto, ha discusso con il collega austriaco Sebastian Kurz informandolo che “l’Ungheria non ha sospeso nessuna norma dell’Unione Europea”.

Infatti ieri il governo ungherese aveva annunciato la sospensione unilaterale della normativa che regola la richiesta di asilo nell’Unione europea. La nuova svolta decisa da Budapest stabilisce che le richieste d’asilo devono essere esaminate nel paese Ue dove per primo arriva il migrante. Per questo l’Austria aveva chiesto, nei giorni scorsi, alla Commissione Ue di verificare se la decisione ungherese avesse potuto costruire una violazione sia dei Trattati Ue sia dei Diritti Umani.

In Gran Bretagna, invece, il primo ministro conservatore David Cameron usa il pugno di ferro sul caso immigrazione alla frontiera tra Francia e Regno Unito. Il leader del partito conservatore elenca le priorità da portare avanti dalla sua agenda politica: rafforzare le frontiere, aumentare i controlli sul territorio e discutere con i vertici europei per una soluzione condivisa. “Stiamo cercando di capire se possiamo assumere più addetti per controllare le frontiere, soprattutto cani poliziotto che potrebbero fare la differenza” ha dichiarato Cameron al Parlamento. Ha poi proseguito: “Alzeremo le barriere non solo intorno al porto di Calais, ma anche all’uscita dei tunnel sotto la Manica”. Misure del genere non furono prese neanche ai tempi dell’operazione Leone Marino(Unternehmen Seelöwe) di Adolf Hitler.

Le associazioni umanitarie fanno sapere che ci sono migliaia di persone che vivono accampate in baraccopoli di fortuna vicino a Calais come a Ventimiglia. In Francia però quest’ultime sono state sgomberate. Le autorità francesi hanno contato circa 3mila immigrati nei pressi della cittadina francese in attesa di entrare nel Regno Unito. Il presidente del Consiglio Renzi intanto ha dichiarato: “Il dibattito in corso in Italia mostra che è necessaria una risposta europea più solida”. L’obiettivo del governo italiano è di convincere Bruxelles a far rispettare il regolamento di Dublino e il Trattato di Schengen. La priorità del Vecchio Continente è una soltanto: pianificare un’equa distribuzione degli immigrati coerentemente alle reali capacità delle strutture e dei servizi dei Paesi membri dell’Ue.

Manuele Franzoso

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