domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

No, non è la Gospa
Pubblicato il 09-06-2015


In attesa delle conclusioni della speciale commissione, istituita a suo tempo da Benedetto XVI, incaricata di approfondire ed esprimere un orientamento circa le supposte apparizioni della Madonna (Gospa in lingua croata) a Medjugorie, Papa Francesco ha sferrato oggi, nel corso della sua omelia in Santa Marta un colpo di maglio alla lobby che sostiene da anni la soprannaturalità dei messaggi mariani, mediante una pronunzia che lascia davvero poco spazio agli adepti dei veggenti a tassametro del paesino dell’Erzegovina, così numerosi e chiassosi specie in Italia.

In sostanza – in perfetto stile gesuitico ovvero senza nominare direttamente mai né il luogo né i protagonisti – il Pontefice ha già fatto capire qual è la sua opinione che verosimilmente finirà per ricalcare quella espressa a più riprese prima dalla conferenza episcopale croata, poi, dopo l’indipendenza della Bosnia Erzegovina, riconfermata dalla neocostituita locale conferenza, in modo lapidario, ma assolutamente chiaro. “Non constat de supernaturalitate”. In altre parole per i vescovi bosniaci a cominciare dal titolare della diocesi di Mostar da cui dipende la parrocchia di Mediugorije, non esistono elementi tali da giustificare una devozione indotta da protagonisti giudicati da anni non credibili.

Di ritorno dal viaggio a Sarajevo Bergoglio ha prima accennato al tema in modo vago poi, in modo inatteso, ha lanciato un anatema che avrà lasciato come statue di sale i supporter della Gospa, a cominciare da quanti hanno, negli anni, utilizzato la credulità popolare per speculazioni che poco hanno a che fare con la spiritualità, con buona pace dei fanatici alla Paolo Brosio o Claudia Koll.

C’è da sperare che si metta la parola fine ad una telenovela che ha creato più di un grattacapo alla gerarchia, non senza provocare smarrimento presso i credenti italiani, sottoposti a una formidabile pressione mediatica anzitutto da parte di esponenti del mondo dello spettacolo e soprattutto da parte del discusso don Livio Fanzaga che dai microfoni dell’emittente Radio Maria (che dirige) da anni si comporta come un agit prop della Gospa bosniaca.

La circostanza della pronuncia papale potrebbe essere una buona occasione per riaprire la mai chiusa questione delle frequenze dell’emittente che ha una copertura nazionale superiore a quella della Rai. Perché è una cosa che proprio non si può più tollerare.

Emanuele Pecheux

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento