domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Da Obama una legge
per aumentare gli stipendi
Pubblicato il 30-06-2015


Obamacare“Chi lavora duro, merita una giusta paga”. Sembra un’ovvietà, ma non lo è, tant’è che il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha condensato in questa frase – nel suo blog sull’Huffington Post – il senso della sua proposta di innalzare la soglia minima per aver diritto al pagamento degli straordinari dagli attuali 23.660 dollari l’anno, circa 20 mila euro, a quasi il doppio, 50.440 $ a chi lavora oltre le 40 ore settimanali.

Dietro la scelta di Obama c’è non soltanto la volontà di ridurre le fasce di sfruttamento della forza lavoro, ma anche di innalzare il reddito medio di 5 milioni di americani.

“Come presidente la mia priorità è rafforzare la classe media. E per questo che credo nell’economia della classe media, ovvero l’idea che il nostro Paese fa meglio quando tutti hanno giuste opportunità e quando tutti giocano secondo le stesse regole”. “Dobbiamo investire nel futuro dell’America”. La proposta di Obama verrà formalizzata in una proposta di legge che però è aperta a modifiche. Il progetto di legge è infatti aperto, verranno raccolti e valutati i commenti e poi a fine anno la proposta prenderà la strada del Congresso anche se il Presidente potrebbe decidere di cambiare semplicemente le norme attuali senza rischiare la bocciatura da parte della maggioranza repubblicana.

La situazione attuale – ha riassunto – è il frutto di anni di disattenzione. Si sono lasciate invariate le regole e la soglia di accesso, tutto inizialmente pensato per i ‘colletti bianchi’, e così basta guadagnare anche un solo dollaro al di sopra della soglia corrente e si rischia di non aver nessuno straordinario. E questo indipendentemente dal lavoro che si svolge perché non vale solo per gli impiegati, ma anche per gli operai. Anche se si tratta di un operaio che riempie gli scaffali di stoccaggio, anche se lavora 50 o 60 o 70 ore alla settimana, il suo datore di lavoro non è obbligato a pagargli un solo centesimo in più. Un assurdo anche perché, spiega Obama, questo determina una forma di concorrenza sleale. Generalmente i datori di lavoro pagano gli straordinari, ma c’è chi non lo fa e in questo modo ha costi più bassi.
Ma l’intento dichiarato del presidente è quello di correggere la tendenza all’impoverimento della classe media che ha avuto un’accelerazione dopo la terribile crisi del 2008 che ha visto allargarsi a dismisura – ma anche in Europa e soprattutto in Italia – la forbice tra ricchi e poveri.

Sicuramente nel progetto c’è un intento propagandistico, che consente a Obama di uscire al meglio dal suo secondo mandato e di lasciare una robusta eredità al futuro concorrente del Partito Democratico per la Casa Bianca, ma c’è anche una preoccupazione sincera e non ideologica per le sorti del Paese la cui ossatura di civiltà e modernità è proprio nella classe media.

Una lezione di lungimiranza mentre qui in Europa si continua a cercare di vincere la concorrenza estera abbattendo i costi di produzione tagliando salari e stipendi, riducendo le garanzie e la sicurezza del posto di lavoro. Una politica economica e sociale suicida perché riduce il mercato interno e destabilizza il mondo del lavoro, anche se compiace agli appetiti della finanza e dell’industria.

Insomma dall’America arriva una lezione ‘socialdemocratica’ per il Vecchio Continente dove i Governi – vedi quanto accade con la Grecia – sembrano prigionieri di logiche fallimentari e di ottusa conservazione, salvo poi sorprendersi per gli exploit elettorali dei cosiddetti movimenti ‘antisistema’.

Anche l’iniziativa di aumentare il salario minimo a 10dollari e 10 centesimi l’ora – proposta che è stata ostacolata dalla maggioranza repubblicana al Congresso – va letta in questa direzione: senza una robusta classe media, il Paese è destinato alla stagnazione e l’aumento del PIL, ottenuto con iniezioni di centinaia di miliardi di dollari per volta, non ha prodotto un conseguente livello dell’occupazione né tanto meno del reddito medio. Nel corso degli ultimi 63 mesi, le aziende statunitensi hanno creato 12,6 milioni di posti di lavoro, ma il reddito si è abbassato.

Questa è solo l’ultima iniziativa di un Presidente che passerà certamente alla storia come uno dei più ‘progressisti’ e non è un caso dunque se torna a volare nei sondaggi. Secondo l’ultima rilevazione di Cnn e Orc International, il gradimento nei suoi confronti è salito per la prima volta in due anni sopra al 50%. Un evento per un Presidente che sta per concludere il suo secondo mandato. Sono gli effetti di una settimana di successi, dalle sentenze della Corte Suprema su nozze gay e riforma sanitaria, l’Obama care, al sì del Congresso alla sua politica commerciale (TTP).

Carlo Correr

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