martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

ONU. Un rapporto che è
come un macigno su Israele
Pubblicato il 23-06-2015


Gaza-bombardamenti civiliNelle 217 pagine del rapporto consegnato lunedì alle Nazioni Unite, i due commissari incaricati delle indagini, elencano una serie di numeri che, nella loro crudezza, parlano chiaro ed è impossibile ignorarli.

Nei 50 giorni dell’ultima offensiva sulla striscia di Gaza, “Operazione Margine di Protezione”, Israele ha causato la morte di 2,251 palestinesi, di cui 1462 civili, e la distruzione di 18 mila abitazioni.

Tra i numeri, si legge anche, che in 15 casi specifici, l’esercito israeliano ha utilizzato armi di precisione (come missili e bombe a guida laser) contro abitazioni civili e che per questo sono morte 216 persone, tra cui 115 bambini e 50 donne.

Dall’altra parte Israele ha avuto negli stessi giorni 67 morti, di cui 64 i militari e tre i civili. L’operazione militare contro Gaza è iniziata in seguito al lancio di razzi contro il territorio di Israele. I militanti palestinesi, e in particolare Hamas, hanno lanciato 4881 razzi e esploso 1753 colpi di mortaio, in maniera indiscriminata col preciso intento di seminare il terrore tra i civili israeliani.

Il governo israeliano ha fatto di tutto per boicottare l’indagine conoscitiva e nei giorni scorsi ha anche diffuso i risultati di due inchieste per contrastare anticipatatmente la condanna che sarebbe inevitabilmente emersa dalla lettura del rapporto del Consiglio dell’ONU sui Diritti Umani. Per questo si è anche rifiutata di offrire collaborazione agli inviati delle Nazioni Unite, attaccando a più riprese i due commissari che si sono succeduti al vertice della commissione di inchiesta, per demolirne la credibilità, ma chi rischia di uscirne con le ossa rotte, proprio sul piano dell’immagine internazionale, è proprio il governo di Nethanyau.

L'occupazione israeliana in Cisgiordania e Gaza, con la linea di confine del '49, i territori dell'ANP con le zone e gli insediamenti sotto contrrollo israeliano, il Muro e le strade rpincipali.

L’occupazione israeliana in Cisgiordania e Gaza, con la linea di confine del ’49, i territori dell’ANP con le zone e gli insediamenti sotto contrrollo israeliano, il Muro e le strade rpincipali.

Il rapporto dell’ONU costituisce infatti una conferma inequivocabile a un’impressione largamente diffusa nell’opinione pubblica mondiale e cioè che di fronte alle provocazioni e al terrorismo di Hamas, Israele aveva reagito in maniera assolutamente sproporzionata e illogica. Da una parte aveva causato una quantità incredibile di lutti e distruzioni tra i civili palestinesi e dall’altra aveva confermato in pieno il messaggio di Hamas, cioè di uno Stato militarizzato, aggressivo e omicida. Esattamente quello che voleva il movimento integralista che domina la Striscia di Gaza.

Per di più la decisione dell’Autorità palestinese di rispondere alla totale impermeabilità del Governo israeliano di fronte alle richieste di riprendere un vero negoziato e alla ininterrotta politica di ampliamento degli insediamenti di coloni nei Territori Occupati, con l’apertura di una inchiesta per stabilire se Israele si sia o meno macchiata di crimini di guerra, apre un cammino di ulteriore aggravamento dei rapporti tra i due popoli. Niente che induca a essere ottimisti per il futuro.
Carlo Correr

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento