venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’accordo Vaticano-Palestina irrita Israele
Pubblicato il 26-06-2015


Vaticano-Palestina-accordoIl Vaticano ha firmato oggi un trattato con lo “Stato di Palestina”, i cui negoziati erano terminati a maggio, e si attendeva soltanto la firma ufficiale. L’accordo è stato siglato da Monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e Riad al-Malki, ministro degli Affari esteri dello Stato di Palestina. Un trattato storico, poiché si tratta del primo accordo tra Vaticano e la Palestina come Stato, perché quello precedente firmato nel 2000 era tra la Santa Sede e l’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina.
“Per la prima volta – ha detto il ministro degli Esteri palestinese Al-Maliki – l’accordo include un riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato da parte della Santa Sede, quale segno di riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, alla libertà e dignità in un proprio Stato indipendente libero dalle catene dell’occupazione. Esso appoggia anche la visione a favore della pace e della giustizia nella regione, conformemente con il diritto internazionale, sulla base di due Stati, che vivono uno accanto all’altro in pace e sicurezza sulla base delle frontiere del 1967”.

Monsignor Gallagher, dopo il sigillo dell’Intesa, ha così commentato: “Spero che l’accordo possa in qualche modo costituire uno stimolo per porre fine in modo definitivo all’annoso conflitto israeliano-palestinese, che continua a provocare sofferenze ad ambedue le parti. Spero anche – ha detto ancora Gallagher – che l’auspicata soluzione dei due Stati divenga realtà quanto prima. Il processo di pace può progredire solo tramite il negoziato diretto tra le parti con il sostegno della comunità internazionale. Ciò richiede certamente decisioni coraggiose, ma anche sarà – ha precisato – un grande contributo alla pace e alla stabilità della regione”.

Non è però dello stesso parere lo Stato di Israele che ha espresso il proprio “rammarico” per l’accordo tramite il portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, che ha così commentato: “Questo passo affrettato danneggia le prospettive di far avanzare un accordo di pace e nuoce agli sforzi internazionali per convincere l’Autorità palestinese a tornare ai negoziati diretti con Israele”. E in una nota, l’ambasciata israeliana presso la Santa Sede fa poi sapere che “Israele studierà l’accordo in dettaglio e le sue implicazioni per la futura cooperazione fra Israele e il Vaticano”.
L’accordo è costituito da un preambolo e da 32 articoli distribuiti in 8 capitoli. “Esso riguarda aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa nello Stato di Palestina, riaffermando nello stesso tempo il sostegno per una soluzione negoziata e pacifica della situazione nella regione”. Lo scopo sembra quindi essere quello di salvaguardare la comunità cattolica presente in medioriente. È comunque da tempo che la Chiesa sta mediando per un avvicinamento con la Palestina, nel solo mese di maggio c’è stata la visita al Vaticano del leader palestinese Abu Mazen prima e la canonizzazione di due santi palestinesi da parte di Papa Bergoglio.

Liberato Ricciardi

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