domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Partita del cuore: big in campo per la ricerca
e la solidarietà
Pubblicato il 03-06-2015


la partita del cuore 2015Martedì 2 giugno non è stata solo la Festa della Repubblica, ma anche quella della solidarietà. Dallo Juventus Stadium di Torino, infatti, si è giocata l’edizione 2015 della Partita del Cuore, per dare un calcio alla ricerca. Molti i campioni scesi in campo per dare il loro contributo, ma soprattutto molti gli Istituti coinvolti, vere e proprie eccellenze italiane, all’avanguardia nel tema di una ricerca che vuole essere sempre più avanzata. Si mira a sconfiggere o trovare una cura possibile per almeno alcune delle malattie genetiche esistenti. Sono circa trenta quelle su cui si sta lavorando di più (sulle circa 7mila note) per far sì che i geni diventino farmaci e che vi sia una diagnosi non invasiva, precoce e più precisa. Un altro obiettivo raggiunto da questi centri che hanno aderito alla causa è che permettono di riportare in Italia molti ricercatori nostrani dall’estero, quei cervelli in fuga di cui si intende riappropriarsi per far sì che possano mettere tutto il loro sapere al servizio di tutti i malati che hanno bisogno di loro. Però si coinvolgono anche molti stranieri (sono pari a 200 circa i ricercatori con cui lavorano e collaborano tali istituti) accolti da queste strutture perché la ricerca riguarda ognuno  di noi. E dunque, dato che anche il calcio è un’altra eccellenza tutta italiana, quale miglior occasione per parlarne e fare qualcosa di molto costruttivo e concreto che la Partita del Cuore?

La sfida era tra la nazionale Cantanti e quella dei Campioni per la Ricerca. Numerosi i big che hanno voluto partecipare, ma anche molte le famiglie presenti sugli spalti allo stadio di Torino. Non a caso si è giocato qui poiché uno degli Istituti principali coinvolti era proprio quello della Fondazione Piemontese per la Ricerca (oltre alla centrale Fondazione Telethon). Presente, pertanto, in primis e non per coincidenza la presidente di quest’ultima Allegra Agnelli; mentre in campo c’era anche Lapo Elkann, tra gli altri. Un successo e un traguardo notevoli: oltre 42mila persone allo stadio per un totale di circa un milione e 800mila euro d’incasso complessivi tra biglietti acquistati per la Partita e le donazioni effettuate tramite il numero 45509.

Si poteva dare un contributo di due euro da sms e di 5 o 10 euro da rete fissa. Il numero è rimasto attivo e disponibile sino alla mezzanotte di mercoledì 3 giugno. Si è dunque superato il milione e mezzo circa dello scorso anno, perché non c’era solamente “la competizione tra le squadre, ma anche quella di migliorare il record dei fondi raccolti” ha precisato lo storico commentatore Bruno Pizzul. Affiancato da Pupo, da Max Giusti (che si è lanciato in molte imitazioni, come quelle ad esempio di Al Bano e di Lotito), da Red Ronnie, da Manila Nazzaro e da Claudio Lippi. Questi ultimi raccoglievano commenti e dichiarazioni da bordo campo. É stato lo stesso Lippi a ricordare che si stava facendo un regalo a tutti, poiché la ricerca riguarda tutti e le malattie possono colpire chiunque. Ma a far parte dei presentatori c’era anche Amadeus, che ha condotto al posto di Fabrizio Frizzi.

Ma è stata una festa iniziata già da prima del calcio d’avvio della Partita, con una puntata straordinaria di “Affari tuoi”. Molti i big che hanno giocato coi pacchi di soldi per raccogliere altri fondi. A sfidare la dottoressa c’era Luca Cordero di Montezemolo. La somma che si è riusciti a portare a casa è stata di 56mila euro: un bel regalo che ci si è fatti, con l’auspicio da parte dell’ex presidente della Ferrari di “buon lavoro a tutti i ricercatori”. Nonostante la trasmissione andasse in onda in via eccezionale, Flavio Insinna è sembrato particolarmente onorato di condurre nuovamente il suo programma e coinvolto dalla causa cui aderiva la trasmissione, poiché “non è colpa mia -ha spiegato- se le malattie non vanno mai in vacanza. E se il progresso è per tutti, lo è anche la ricerca”. Soprattutto quelle genetica e per l’oncologia.

E si è puntato proprio sulla particolarità della ricorrenza per sensibilizzare ancor di più sull’argomento. In apertura di collegamento con lo Juventus Stadium di Torino, è stato Arturo Brachetti a ritenersi fiducioso che: “oggi è il 2 giugno e il cuore degli italiani sarà ancora più generoso”. Un progetto a cui hanno voluto partecipare in molti, anche chi non è sceso in campo. Con messaggi per invitare a donare, come il Capitano della Roma Francesco Totti ad esempio. O venendo allo Stadio, seppur rimanendo sugli spalti e tribune: come Luca Argentero che si è prestato a molti selfie coi fan, ma soprattutto ha voluto evidenziare che si era quasi un’unica squadra in quanto si giocava tutti per la solidarietà. Con quale schema? “É un classico 45509”, ha risposto con una battuta ricordando il numero da digitare per dare il proprio contributo, non solo economico, ma anche di speranza e di umanità. L’attore era particolarmente a suo agio nella sua città, Torino; inoltre non è nuovo alla solidarietà essendo a capo di un’associazione Onlus, UnCaffè org, che si cimenta in progetti umanitari. Tutti hanno giocato col cuore appunto, come ha voluto ribadire Raoul Bova. Anche Rocìo era presente in tribuna orgogliosa di essere presente ad una manifestazione di così alto valore etico morale. “Che altro dire? Ci ho messo il Cuore”, ha solamente commentato l’attore romano all’uscita dal campo. Come tutti del resto ribadiamo. “Anche se è più facile cantare”, ha scherzato Piero de “Il Volo” (l’unico a giocare indossando gli occhiali da vista).

La Partita del Cuore è finita sul 4 pari e il 20 giugno prossimo per la prima volta sarà portata ad Andria. I goal sono stati segnati da Nedved e Del Piero, che portano subito in apertura la nazionale dei Campioni per la Ricerca sul 2-0. Poi la nazionale Cantanti pareggia con le reti di Luca Barbarossa e di Moreno, che segna poi una doppietta e si cimenta in un pezzo rap, come Rocco Hunt che regala uno dei suoi free style. Doppietta anche per Del Piero; poi i goal finali di Dovizioso per la nazionale dei Campioni per la Ricerca e di Gianluca Ginoble de “Il Volo”: molto bello il suo, almeno tanto quanto quello dei fuoriclasse Del Piero e Nedved.

Per il momento, oltre i bei goal segnati, resta anche la speranza di aver portato un sorriso a tutti e un filo di ottimismo in più per il futuro per chi lotta contro patologie rare tutti i giorni. Emblematicamente rappresentato da quello smile tra i pacchi azzurri che si è cercato di tenere sino in fondo proprio quale simbolo di questa speranza. Sicuramente titolo dell’evento solidale e colonna sonora erano quanto mai indicati. “La Partita del Cuore. Tutti insieme per la ricerca”, il primo. E “Si può dare di più” (senza essere eroi ndr aggiungiamo noi), la seconda. Unica nota negativa qualche polemica di troppo per delle entrate un po’, dure soprattutto di Nedved, subito messe a tacere con una stretta di mano amichevole.

Tra new entry, assenti, vecchie glorie della Partita del Cuore e nuovi arrivati, sono molti i nomi da segnalare che hanno reso ancor più onorevole l’evento. Assenti artisti del calibro di Paolo Bonolis, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, ad esempio, sempre presenti. Da rimarcare il ritorno di Eros Ramazzotti. E poi ancora, i veterani Enrico Ruggeri, Marco Masini, Paolo Belli, Luca Barbarossa. A cui si sono aggiunti: i ragazzi de Il Volo, Neri Marcoré, Raoul Bova, Moreno, Rocco Hunt, Francesco Pannofino (entrato negli ultimi cinque minuti), Andrea Dovizioso, Marco Bocci, Massimo Giletti, Fabio Galante, Massimiliano Allegri, Emilio Fontana, Pavel Nedved, Lapo Elkann e addirittura una star internazionale quale Liam Gallagher.

Barbara Conti 

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