martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, Boeri: “Busta arancione a tutti entro il 2016”
Pubblicato il 08-06-2015


«In un anno e mezzo sarà raggiunta la totalità dei contribuenti» con l’operazione trasparenza, la cosiddetta ‘busta arancione’ (estratto conto previdenziale, ndr) dell’Inps, partita ufficialmente il 1° maggio scorso. A dirlo è stato direttamente Tito Boeri, presidente dell’Inps, alla cerimonia d’apertura della Giornata nazionale della previdenza, svoltasi recentemente a Napoli, in piazza Plebiscito. L’iniziativa ‘La mia pensione’, ha spiegato, «ha la funzione di permettere ai contribuenti», dotati di apposito pin, «di effettuare attraverso il sito dell’Istituto una previsione online» sulla prestazione futura. «Si potrà vedere», ha sottolineato il numero uno dell’Inps, «come cambia l’assegno pensionistico, al mutare di una serie di fattori, come la perdita del posto di lavoro, o l’aumento del salario». Spesso, ha proseguito Boeri, «quando si parla di contributi previdenziali» essi sono percepiti come «un prelievo, una tassa sui redditi: è un errore», ha puntualizzato, visto che «in un sistema contributivo rappresentano una forma di risparmio, di consumo differito, rimandato nel tempo».

La carenza di informazioni è stata ignavia di Stato
«È stata un’ignavia di Stato non dare ai contribuenti la possibilità di informarsi sul sistema contributivo dagli anni 90 a oggi», ha rimarcato ulteriormente l’alto dirigente dell’Ente assicuratore evidenziando l’assenza da parte dei governi di una corretta informazione a partire dagli anni 90 sul sistema pensionistico «temendo reazioni molto forti dai soggetti contribuenti che li avrebbero penalizzati elettoralmente». Per Boeri «è possibile con le nuove regole per le nuove generazioni cautelarsi».

Ressa e spintoni
Ressa e spintoni hanno interrotto la quinta edizione della Giornata Nazionale della Previdenza svoltasi nel capoluogo partenopeo. Una dozzina di sindacalisti appartenenti all’Usb pubblico impiego ha raggiunto il tavolo con il presidente dell’Inps Boeri e il ministro Poletti, chiedendo di poter parlare. L’intervento della sicurezza ha determinato qualche momento di tensione, con strattoni e spintoni. Alla fine i lavoratori hanno srotolato uno striscione con la scritta ‘pensioni pubbliche dignitose per tutti’ e un loro rappresentante è intervenuto al microfono. «Stanno ammazzando la previdenza pubblica a favore di quella privata – ha detto uno dei sostenitori della protesta intervenendo al microfono – e che il principale sponsor sia il presidente dell’Inps è per noi una vergogna». Dopo questo intervento i manifestanti, una quindicina in tutto, hanno lasciato la sala consentendo la regolare ripresa dei lavori con l’intervento del segretario della Uil, Carmelo Barbagallo.

L’equità è il modo migliore per rispondere ai disagi
«L’equità è il modo migliore per rispondere al disagio», ha affermato il presidente dell’Inps. «Siamo chiamati a scelte molto difficili in politica economica – ha continuato – e l’equità non è solo tra chi ha di più e chi ha di meno, ma è un’equità intergenerazionale». Per Boeri «chi ha avuto di più deve dare di più e chi è destinato ad avere di meno non deve essere tartassato».

Lavoro più stabile che in passato
«Il fatto positivo è che questi dati segnalano che il nuovo lavoro tende a essere più stabile che in passato, la quota di assunzioni con contratti a tempo indeterminato si sta avvicinando al 50 per cento, mentre prima era attorno al 30 per cento, quindi si va verso un lavoro più stabile», ha puntualizzato il presidente dell’Inps Tito Boeri commentando i dati appena resi noti dell’Osservatorio sul precariato. La commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria ha ascoltato Tito Boeri nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva di una razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria; potenzialità e criticità del sistema nel contrasto all’evasione fiscale.

Aspettare i dati Istat di giugno
«A livello generale», ha aggiunto, «se aumenta l’occupazione o meno, bisognerà aspettare i dati Istat di giugno, perché l’Inps copre solo il lavoro dipendente, non il lavoro autonomo, né quello irregolare. Quello che questi dati ci dicono però, ed è importante, è che quando si assume oggi in Italia, lo si fa sempre di più, soprattutto da marzo in poi, da quando è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti, con dei contratti a tempo indeterminato», ha detto ribadendo come la parola definitiva spetti all’Istat: «non so dire se sia occupazione aggiuntiva o meno: per quanto riguarda il lavoro subordinato aumenta, ma potrebbe essere che aumenti, accompagnato da una riduzione del lavoro autonomo o irregolare. Per questo dobbiamo aspettare i dati Istat», ha concluso.

Segnali ancora labili sul fronte dell’occupazione – I segnali sul fronte dell’occupazione, comunque, che di solito «tende a seguire l’andamento dell’economia» sono «abbastanza labili e sono appena iniziati», ha seguitato ricordando come peraltro i dati Inps fotografano «anche l’effetto degli sgravi contributivi che quest’anno sono stati molto robusti».

Pensioni. Boeri: “Equità tra generazioni  Mi auguro che le risposte che verranno date siano improntate alla ricerca di equità, e non soltanto intragenerazionale, stando attenti al fatto a chiedere un contributo più alto a chi ha dei redditi più elevati, ma anche intergenerazione. Non si possono chiedere prelievi ulteriori a chi è destinato ad avere prestazioni future più basse». Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è intervenuto così sulle conseguenze della sentenza della Consulta sul ritorno della perequazione pensionistica durante la sua recente audizione resa nella commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.

Pensioni, Boeri: “Mi auguro contributo maggiore da chi ha di più” – «Penso – ha aggiunto Boeri – che noi siamo usciti da questa lunghissima crisi con degli squilibri tra generazioni molto forti e sarebbe un errore molto grave oggi andare a chiedere ulteriori prelievi a persone che sono destinate ad avere in futuro delle prestazioni molto più basse di chi è oggi in pensione. Questo – ha concluso – potrebbe creare problemi sulla tenuta del patto intergenerazionale».

«Equità tra generazioni» – Quanto alla decisione della Consulta, ha puntualizzato: «Non me la sento di commentare il giudizio di una Corte; queste sentenze vanno unicamente eseguite e in ogni caso bisogna guardare in avanti; penso che adesso il grosso problema è la scelta di politica economica, molto difficile, che non compete all’Inps: noi stiamo dando tutto il sostegno possibile, tutte le informazioni che possono rendere questa decisione più informata possibile». Boeri ha quindi ribadito: «Bisogna decidere se l’importo grava sui pensionati o sui contribuenti. È chiaro che ci saranno effetti redistributivi molto rilevanti; mi auguro che verranno fatte scelte motivate e improntate alla ricerca dell’equità, non solo tra chi ha di più e chi ha di meno: l’equità è anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato oggi a dare di più per poi ricevere di meno e mi auguro che il Governo e il Parlamento poi lo vorranno fare».

Subito rimborsi per 3-3,5 miliardi
L’operazione complessiva di restituzione delle mancate rivalutazioni del 2012 e 2013 alla quale ha lavorato il governo avverrà con gradualità e per fasce di reddito e dovrebbe concludersi con una coda di rimborsi successivi differiti in più anni a venire. Il tutto per un probabile esborso complessivo di 4-4,8 miliardi. Il rimborso avverrà con un decalage: meno soldi al salire delle fasce di reddito pensionistico con un tetto di fatto ai 2.500-3.500 euro lordi al mese. Ogni fascia di reddito dovrebbe avere un suo adeguamento lineare senza effetto trascinamento su quella successiva, secondo la soluzione prefigurata. Per quest’anno la copertura dovrebbe arrivare in grande parte dal “tesoretto” da 1,6 miliardi e dalle maggiori entrate attese dalla voluntary disclosure. Ma è stata anche prevista una clausola di salvaguardia: nell’ipotesi di margini fiscali non sufficienti scatterebbero tagli di spesa. In ogni caso per quest’anno il deficit nominale programmatico si attesterà al 2,6%, come ha ripetuto il ministro Pier Carlo Padoan nei giorni scorsi a Bruxelles.

Boeri: “Intensificare la consultazione esterna delle banche dati Inps”

Dare una valutazione sulle politiche economiche adottate, migliorarle, diminuendo così eventuali sprechi e raggiungere le persone più bisognose”. Con queste parole il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha recentemente presentato gli obiettivi del programma ‘VisitInps scholars’, con cui l’istituto intende mettere a disposizione le sue basi statistiche, a chi voglia lavorare a progetti di studio di politica previdenziale ed economica, a grande rilevanza sociale, non solo accademica. “L’Inps ha delle banche dati – ha spiegato – molto ricche, che coprono diversi aspetti che sono, appunto, fondamentali per valutare la politica economica in Italia”. “Per fare questo, però, oltre al capitale umano – ha ammesso Boeri – e al capitale di informazione straordinario di cui l’Inps dispone, serve il connubio con persone che stiano al di fuori dell’Inps e che abbiano studiato a fondo le metodologie, per utilizzare al meglio le banche dati disponibili e compiere anche inferenze di natura causale”. “Ecco, dunque, l’importanza di ‘Visitinps scholars’, un progetto strategico per l’Inps – ha fatto notare – perché tutti i grandi istituti, gli enti di sicurezza sociale hanno al loro interno dei centri studi e servizi di analisi che mettono a frutto nell’esercizio delle loro funzioni. Queste attività di studio e analisi servono per migliorare l’attività degli istituti stessi, per sapere, ad esempio, se ci sono sprechi o effetti perversi delle politiche adottate”. “In Europa – ha puntualizzato il presidente Boeri – l’Inps è il più grande ente di sicurezza sociale, eppure di fatto questo servizio di analisi, di studio e approfondimento dei dati e di valutazione della politica economica non lo sta fornendo. Ha banche dati molto ricche che coprono vari aspetti che sono fondamentali per valutare la politica economica in Italia, dagli archivi dei lavoratori dipendenti a quello dei lavoratori autonomi, gli iscritti alla Gestione separata, il casellario dei pensionati sono solo alcuni esempi”. “Ebbene, noi vogliamo imparare a usare nel migliore modo possibile – ha detto – questi dati per fornire valutazioni nel tempo giusto in cui poi le scelte devono essere prese. Spesso, invece, le valutazioni della politica economica intervengono con notevole ritardo sui processi decisionali.

Vogliamo essere più rapidi per dare davvero un contributo al miglioramento”. “‘VisitInps’ chiamerà, quindi, all’Inps a lavorare – ha continuato Tito Boeri – un numero ristretto di ricercatori. Puntiamo ad averne tra i 10 e i 15 che saranno impegnati per una durata minima di 3 mesi, interagiranno con la struttura e con le persone dell’Inps e avranno la possibilità di accedere alle banche dati, rese anonime, e avranno anche il supporto logistico”. “Queste persone verranno scelte – ha chiarito- in base ai progetti presentati sia dall’Inps sia dai ricercatori stessi. Entro il mese di giugno presenteremo un bando, definiremo una commissione che poi valuterà le domande pervenute. Chi non verrà prescelto potrà comunque avere accesso alle informazioni e dati Inps, chiaramente con modalità diverse”. “Noi avremo – ha elencato il presidente dell’Inps – una modalità di diffusione dei dati basata su tre livelli: quella del sito Inps che già oggi pubblica una serie di statistiche con il sistema degli osservatori; una legata alla presentazione di progetti da parte di ricercatori accreditati e daremo la possibilità di accedere a file, sempre però nel rispetto della privacy; quella formata da persone che staranno presso l’Istituto ma senza poter scaricare i dati”.

Carlo Pareto

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