martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Si studia ipotesi uscita a 62 anni
con un mese di penalità 
Pubblicato il 11-06-2015


Individuare una soluzione sostenibile per rendere più flessibile la riforma Fornero delle pensioni e dare più chance ai giovani di trovare lavoro. Nel giorno in cui il presidente dell’Inps Tito Boeri ha ricordato che dal primo giugno scorso, per effetto del decreto pensioni varato dopo la Consulta, è partita la novità dell’assegno pagato il primo del mese per tutti, invalidità e indennità di accompagno comprese, è stato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a indicare quale sia il prossimo obiettivo del governo sulla previdenza, ribadendo la volontà di intervenire già annunciata dal premier Matteo Renzi, ma chiarendo che qualunque misura deve essere compatibile con la tenuta del sistema nel futuro e con quella dei conti. Padoan ha spiegato che l’esecutivo sta valutando se una flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione sia sostenibile per le finanze nel lungo termine. “Se troviamo una soluzione – ha detto – potrebbe essere uno strumento per favorire ulteriormente l’occupazione giovanile”.

E proprio per limitare il più possibile l’impatto, nell’immediato, sulla finanza pubblica, si sta ragionando sulle penalizzazioni da introdurre per chi scelga di andare in quiescenza in anticipo, che potrebbe essere fissata a un tetto massimo di una mensilità ogni anno per chi se ne va a 62 anni, l’età minima su cui comunque tarare la nuova flessibilità. In Parlamento, intanto, ha annunciato il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, si è di fatto aperto formalmente il dibattito sulla flessibilità, partendo dalle proposte già avanzate da tutti i gruppi e in particolare da quella del Pd (a firma Damiano-Baretta), che al momento prefigura l’uscita anticipata a partire da 62 anni con penalizzazioni proporzionali che arrivano all’8% (ma anche uscita anticipata per chi abbia raggiunto 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, e senza penalizzazioni). “Noi siamo pronti e chiediamo un confronto sulle nostre proposte, Ci auguriamo – ha puntualizzato l’ex ministro del Lavoro – che il governo e non l’Inps avanzi a sua volta la sua ipotesi”. Fondamentale è però che non si pensi a dare flessibilità in cambio del ricalcolo dell’assegno tutto con il metodo contributivo. E nessuno, ha avvertito Damiano, si immagini di “usare la ‘minaccia’ del ricalcolo di tutti i trattamenti già erogati” con il retributivo perché scatenerebbe lo scontro sociale e rischierebbe di portare molti pensionati sotto la soglia della povertà. L’accento sulle differenze tra contributi effettivamente versati e assegni, oggetto del dibattito di queste settimane e dell’operazione trasparenza che l’Inps di Tito Boeri sta portando avanti, è stato posto di nuovo al centro dell’attenzione politica anche dall’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, ‘star’ della terza giornata del recente Festival Economia di Trento insieme a Hervé Falciani.

Ribadendo appunto che la spesa pensionistica è stata l’unica a crescere dal 2009 ad oggi, Cottarelli ha in particolare sottolineato che “quando si parla di diritti acquisiti c’è una differenza da fare su come siano stati acquisiti, andando a vedere i contributi effettivamente corrisposti. Poi la scelta è politica”. Ma il principio che persegue l’esecutivo, ha assicurato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, è quello di “consentire più libertà alle persone e alle famiglie, oltre a fare entrare più giovani al lavoro”. Una gestione più flessibile ha “tre vantaggi: per alcune situazioni in cui uscire dal mondo del lavoro a 66-67 è francamente eccessivo, come nel caso dei lavori usuranti o per gli esodati. In secondo luogo una maggiore libertà nella gestione familiare e terzo dare spazio per l’occupazione giovanile. Adesso che si preannuncia una ripresa dell’economia – ha concluso – è ora di farlo”.

Entrate e Inps rilanciano collaborazione e scambio di informazioni

Incrocio dei dati, tavoli tecnici a livello nazionale e regionale e controlli coordinati sulla base di metodologie ed elenchi condivisi. Con un protocollo d’intesa, Entrate e Inps uniscono le forze e mettono insieme strumenti e strategie per un obiettivo comune: il contrasto alle frodi fiscali e contributive. L’accordo, firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, punta a stringere le maglie contro il crescente fenomeno delle compensazioni fraudolente tra crediti e debiti nei confronti di Erario e Inps. “Nel 2014 – ha detto il Direttore, Rossella Orlandi – sono oltre 1,9 milioni i soggetti che hanno utilizzato crediti verso l’Erario per pagare, in tutto o in parte, contributi Inps, con oltre 5 milioni di modelli F24. L’Agenzia delle Entrate è impegnata a contrastare in maniera incisiva il fenomeno delle compensazioni di crediti inesistenti. Vista l’insidiosità di queste frodi, le nostre strutture regionali monitorano costantemente le posizioni a rischio, anche con azioni coordinate sul territorio.

Ci siamo inoltre dotati di una procedura ad hoc per il monitoraggio delle compensazioni, che ci consente di individuare quelle, indebite, connesse al pagamento di somme iscritte a ruolo. Grazie alla cabina di regia con l’Inps, che oggi diventa una realtà operativa, metteremo ulteriormente in mora questi comportamenti fraudolenti, condividendo strategie, dati e liste per controlli ancora più efficaci”. Come evidenziato dal presidente Boeri, “nel 2014 le richieste di compensazione all’Inps attraverso l’utilizzo parziale o integrale di crediti verso l’Erario sono fortemente aumentate. C’è stato un incremento del 60% nel numero di f24 presentati a tal fine per 1,2 miliardi in più di compensazioni con l’Erario. E’ un incremento fuori linea rispetto a quanto avvenuto negli anni precedenti, che fa sospettare che parte di queste richieste possano essere originate dal tentativo di evadere tasse e contributi sociali. Il protocollo siglato oggi con l’Agenzia delle Entrate è di fondamentale importanza per sincronizzare le banche dati dei due istituti, rafforzare la collaborazione fra i sistemi della fiscalità e della previdenza e reprimere così il fenomeno delle false compensazioni, soprattutto quelle di natura orizzontale, che giocano sul mancato dialogo fra diverse amministrazioni pubbliche.”

A fattor comune professionalità e informazioni – Per costruire un argine ancora più efficace contro l’uso improprio della compensazione tra partite creditorie e debitorie aperte nei confronti delle diverse Pubbliche amministrazioni, i due enti rafforzeranno le forme istituzionali di comunicazione. Questo comportamento fraudolento, infatti, costituisce una forma illecita di pagamento dei contributi, che consente alle imprese che vi ricorrono di risultare in regola e, di conseguenza, di ottenere il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), necessario per la partecipazione a bandi e gare pubbliche.

Tavoli tecnici per strategie condivise – L’accordo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico bilaterale di coordinamento, composto da funzionari dell’Inps e delle Entrate, che definirà i dettagli relativi allo scambio di informazioni. A livello regionale, invece, verranno formati ulteriori gruppi di lavoro con il compito di calare l’azione di controllo in maniera operativa e sistematica e sul territorio. L’Agenzia e l’Ente previdenziale si impegnano inoltre a mettere a punto specifiche metodologie di controllo condivise. Il passo successivo sarà la redazione di elenchi di aziende da sottoporre ad accessi, che verranno realizzati in maniera coordinata o anche congiunta.

Inps.Un mese di “La Mia Pensione”

Trascorso quasi un mese dall’avvio del progetto “la mia pensione”, l’Istituto è in grado di fornire i primi riscontri sul numero ed il gradimento degli utenti che hanno attivato il servizio. Con il progetto “la mia pensione” l’Inps metterà gradualmente a disposizione di circa 23 milioni di iscritti alle diverse gestioni previdenziali un servizio di simulazione e calcolo del futuro trattamento pensionistico. Nel primo mese di attivazione 908.935 cittadini hanno tentato l’accesso, di cui 222.461 al di sotto dei 40 anni e si sono effettuate 235.582 simulazioni della pensione. Inoltre nel mese di maggio sono stati rilasciati 288.980 nuovi Pin e attualmente l’Istituto ha a disposizione 17.102.265

Pin attivi. Le regioni in cui si sono avuti il maggior numero di accesi con simulazione sono state la Lombardia ed il Veneto. Si sono ottenuti interessanti rilievi percentuali dalle risposte fornite dagli utenti alle domande finali legate al giudizio del servizio. Alla domanda:

Ritieni che le informazioni fornite sulla tua pensione futura siano sufficienti ed esaustive? – il 34% degli utenti ha dato un giudizio “buono”, il 30% “molto buono” ed il 10% e 9% rispettivamente “scarso” e “sufficiente”. Riguardo invece alla necessità, dopo aver effettuato la simulazione, di una consulenza da parte di un operatore Inps, il 70% degli utenti ha risposto di non averne bisogno. Mentre il 45% ha ritenuto l’importo futuro della pensione calcolato con la simulazione molto simile alle proprie aspettative. Alla domanda finale: – Dopo aver utilizzato questo servizio, pensi di rivedere le tue previsioni sulla pensione futura? – Sia le persone al di sotto dei 30 che quelle al di sopra dei 30 anni, si attestano su percentuali molto simili con le risposte: “poco probabile” tra il 17 ed il 20%, “abbastanza probabile” tra il 30 ed il 31% ed infine “molto probabile” tra il 24 ed il 29%. I dati sono stati divulgati di recente dal Presidente Tito Boeri a margine della presentazione Inps del “Rendiconto 2014 dei servizi resi ai cittadini e alle imprese”, che si è tenuta a Milano presso l’auditorium Gio Ponti di Assolombarda.

Boeri: “Con i nuovi voucher si rischia precariato 

I voucher utilizzati per pagare prestazioni lavorative occasionali rischiano di diventare “la nuova frontiera del precariato”. Lo ha recentemente sostenuto il presidente dell’Inps Tito Boeri secondo il quale “il loro incremento può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione”. Entro il corrente mese di giugno l’Inps presenterà una proposta sul sistema della previdenza e dell’assistenza ma in attesa di questo ha documentato la situazione esistente a partire da quelle di favore nel quale si sono trovati gli iscritti ai fondi speciali dell’Istituto. Lo ha affermato Boeri ai microfoni di Radio anch’io rispondendo a una domanda sui vantaggi del metodo retributivo sull’importo della pensione rispetto al calcolo contributivo previsto per chi è stato assunto dal 1996 o aveva meno di 18 anni di contributi a quella data (metodo misto). ”Faremo una proposta proprio questo mese – ha detto – ora stiamo documentando la situazione”. Da poco, ha annunciato, è stato messo sul sito nell’area ”Porte aperte” un nuovo capitolo sui fondi speciali e sulla situazione di ”favore” della quale hanno goduto in questi anni.

Quasi 1 mln accessi a ‘La mia pensione’ – Il presidente dell’Inps Tito Boeri si è dichiarato “molto incoraggiato” dal quasi 1 milione di persone che nel mese di maggio si sono rivolte al servizio ‘La mia pensione’ sul nostro sito”. E’ quanto ha riferito nel corso di un convegno organizzato in collaborazione con Assolombarda. A suo avviso “il dato più incoraggiante è che il numero di giovani che è andato sul sito per raccogliere informazioni è aumentato di 6 volte rispetto ad aprile”. “Noi andremo avanti – ha aggiunto – e cercheremo di raggiungerne ancora di più”.

Carlo Pareto 

                                                        

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