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Opinioni e commenti
 

‘FAREMO DA SOLI’
Pubblicato il 15-06-2015


Immigrati-confine-italia-francia

“Les jeux sont faits”, i membri della Comunità europea iniziano a giocare ognuno per conto proprio, ognuno tira acqua al proprio mulino e lascia indietro il più debole, magari facendo il gioco dello “scaricabarile” anche delle responsabilità.
Solidarietà senza confini, a parole, ma nei fatti, l’Europa, e la Francia in particolare mostrano i denti all’Italia, con tanto di Polizia schierata ai confini e rispediscono gli immigrati in Italia. Il Paese d’oltralpe “gioca sporco” con l’Italia bloccando la frontiera a Ventimiglia, irritando Roma e registrando un numero record: negli ultimi sette giorni 1.439 migranti sono stati fermati dalle forze dell’ordine francesi nella zona di frontiera con l’Italia. Fra questi mille sono stati rispediti in Italia. Il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano parla di ‘situazione anormale’: “Ho sentito che un gruppo di giovani migranti con un regolare biglietto ferroviario da Nizza a Parigi è stato fermato e riaccompagnato in Italia. Questa cosa non è normale, respingere gli immigrati così non va bene”.

La Francia continuerà a rispedire migranti in Italia
Ma a riscaldare gli animi sono soprattutto le ultime dichiarazioni del ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, che al canale tv francese Bfm, ha puntato il dito proprio contro l’Italia che deve “accettare di creare dei centri” per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati. Il Ministro nota come dall’inizio dell’anno la Francia ha “avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen”. “Quando i migranti – precisa Cazeneuve – spiega arrivano in Francia dopo essere passati per l’Italia ed essersi lì registrati, si applica la legge europea, e ciò significa che essi devono tornare in Italia”. “Non hanno il diritto di passare e vanno gestiti dall’Italia”, ha aggiunto il ministro.

L’Austria accusa l’Italia di lasciare entrare persone senza documenti
Su esempio francese, anche l’Austria ha iniziato a bloccare le frontiere e a rispedire indietro i profughi. Il portavoce del governo austriaco Karl-Heinz Grundboeck ha sostenuto che è un problema che riguarda l’Italia se lascia transitare persone sprovviste di documenti validi verso altri Paesi dell’Ue. “Quando ci sono controlli e si trova (in Austria) qualcuno sprovvisto di un permesso di soggiorno legale nell’Ue, lo si rispedisce al Paese da dove è entrato”, ha detto Grundboeck. Il portavoce ha precisato che Vienna non impone controlli alle frontiere, nel rispetto degli accordi di Schengen, ma nello “spazio alla frontiera” e che questa pratica non è nuova perché viene applicata da anni.

Renzi richiama l’Ue ai doveri di Comunità
Nel frattempo l’Italia si ritrova da sola a dover gestire un vero e proprio caos, con il ministro degli Interni, Angelino Alfano, che ha richiamato l’attenzione sul “piano Juncker” della distribuzione degli immigrati e lo schiaffo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che risponde a Cazeneuve: “L’Europa ha il dovere di affrontare il problema immigrati tutti insieme. Per noi questo è il piano A. L’atteggiamento muscolare che alcuni ministri di Paesi esteri stanno avendo va nella direzione opposta”. “Se si vuole che l’Europa continui ad essere una comunità di persone come noi l’abbiamo sognata e costruita, occorre farsi carico di risolvere il problema drammatico di chi dall’Eritrea, attraverso gli scafisti in Libia, cerca rifugio in Europa”, ha aggiunto Renzi. Inoltre il Presidente del Consiglio ha parlato poi di un “Piano B”: “L’Ue è a un bivio: o ragiona come comunità e si fa carico di risolvere tutti insieme il problema, e questo è il piano A. Ma se non si trovano soluzioni altre, faremo da soli: il piano B è che l’Italia affronta il problema da grande Paese che è”.

L’Ue difende il “piano Juncker”
A rispondere a Renzi ci pensa l’Ue, tramite Natasha Bertaud, portavoce del commissario Ue per la politica migratoria Dimitris Avramopoulos. “Non siamo al corrente di nessun piano B” da parte dell’Italia sull’emergenza migratoria. La portavoce ha difeso il piano presentato dalla Commissione per la redistribuzione di richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri paesi, definendolo “equilibrato”. Per domani Dimitris Avramopoulos, ha convocato una riunione tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania, a margine di un Consiglio affari interni a Lussemburgo, mentre gli occhi sono tutti puntati sul summit del 25 giugno quando si riuniranno i Capi di Stato dell’Ue.

La mossa del Cavaliere nel 2011
Intanto si fanno congetture e ipotesi sul “piano B” di Renzi, c’è chi sostiene che l’Italia sospenderà il pagamento delle proprie quote all’Ue e chi invece sostiene che Renzi faccia la mossa del “Cavaliere”, ovvero che ricorra allo stesso stratagemma dell’ex Presidente Berlusconi. Nel 2011, dopo la caduta di Zine El-Abidine Ben Ali in Tunisia, centinaia di profughi sbarcarono in Italia e raggiunsero Ventimiglia, nel tentativo di raggiungere la Francia. Anche allora l’Eliseo chiuse le frontiere, ma con un permesso di soggiorno temporaneo, l’Italia riuscì ad averla vinta sui francesi. Con il decreto del presidente del Consiglio dell’8 aprile 2011 si consentiva ai “cittadini nordafricani giunti in Italia fra il primo gennaio ed il 5 aprile”, qualora volessero andare in un altro paese, di richiedere “entro il 16 aprile” il lasciapassare. Quel documento, si legge nel Dpcm, autorizza gli interessati, “titolari di un documento di viaggio, la libera circolazione nei Paesi Ue, conformemente alle previsioni dell’Accordo di Schengen e della normativa comunitaria”.

L’isolamento e Lady Pesc

Nel “gioco diplomatico” infine, ciò che realmente si evince è che l’Italia resta da qualche tempo, la “grande esclusa”. Ad accorgersene anche Confindustria, “è demoralizzante vedere che quando fanno i vertici che contano non ci invitano più”, ha detto Squinzi riferendosi all’incontro tra Angela Merkel e Francois Hollande, sul futuro della Grecia. Ma anche portare in Europa il nostro ministro degli Esteri pare non sia servito a granché visto che Federica Mogherini pare non fare altro che emettere comunicati pieni di entusiasmo, ma senza alcuna logica concreta. Appena pochi giorni fa aveva parlato di collaborazione con Parigi sulle quote immigrati senza dimenticare che sull’immigrazione l’Ue ha fatto passi da gigante, “ha capito l’urgenza, la risposta finalmente è europea e globale”.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Letto quanto sopra, mi pongo e Vi pongo una semplice domanda, ma in quale tipo di europa siamo stati infilati? Ci stupisce il comportamento di alba dorata in grecia, dei governanti ungheresi fautori di rigurgiti xenofobi, che comunque si vanno evidenziando raggrumandosi in tutt’europa, così come da noi grillini e leghisti. Siamo, e siamo stati sicuramente in mano a degli sciagurati, etica morale e responsabilità collettiva concetti del tutto smarriti, imperversa la finanza che consuma tutto anche l’anima degli uomini.Tutto ciò è davanti a noi, e facciamo ipocritamente finta di non accorgercene.Colorni, Rossi e Spinelli se ci fossero ci maledirebbero.

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