venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PSOE punta su Sanchez
e nazionalismo
Pubblicato il 24-06-2015


Sanchez-el cambio

Il segretario del Psoe Pedro Sanchez, 43 anni, sarà il candidato alla presidenza del governo per i socialisti spagnoli alle elezioni politiche in programma per novembre e sfiderà con ogni probabilità il premier uscente Mariano Rajoy, presidente del Partido Popular, e i leader di Podemos e Ciudadanos, le due nuove formazioni anti-casta, Pablo Iglesias e Albert Rivera.

A rianimare le speranze socialiste in Spagna ci ha pensato il Partito popolare, coinvolto in una serie di scandali che hanno suscitato l’indignazione riversatasi, però, per Podemos nel voto amministrativo di fine maggio. Inoltre, il centodestra che può contare solo su un grande partito e non su una frammentazione politica come avviene a sinistra e quindi contare anche su alleanza post voto, sembra non esser riuscito a rispondere alle difficoltà economiche del Paese, scoppiate nel precedente mandato socialista a guida Zapatero.

“La società spagnola continua ad affrontare due problemi che ne indeboliscono la forza: la disoccupazione e la corruzione”, ha detto Sanchez nel suo discorso come candidato, che nei sondaggi è, grazie anche alla sua verve telegenica, il secondo politico più gradito del Paese, dopo Albert Rivera leader di “Ciudadanos”.
In casa socialista quindi tutto è andato come da previsione, non ci saranno le primarie aperte per mancanza di avversari e conseguentemente nessuna lotta interna, che non avrebbe giovato a un partito ridotto ai minimi storici, ma un presa di coscienza di fare fronte comune e unirsi attorno alla figura del segretario, che per altro non si è mai misurato personalmente con il voto nazionale.

Una scelta quella dei socialisti spagnoli di scommettere su Sanchez “il bello” arrivata per acclamazione, o per mancanza di alternative si affrettano a commentare gli appartenenti della sinistra socialista, durante l’ultimo consiglio nazionale del partito, programmato e confezionato in pieno stile da inizio campagna elettorale. Palco allestito con alle spalle una bandiera spagnola e nessun riferimento al PSOE, ma con uno slogan dal sapore nazionalista storicamente usato dalla destra del Paese ma dato oramai per certo dagli esperti di comunicazione del partito socialista, “Más España”, più Spagna, per rappresentare “La unidad y la solidaridad”

A meno di un anno dalla elezione come segretario arriva per Pedro Sanchez il momento dell’azione e dimostrare di poter puntare alla vittoria ricompattando il voto, non solo dei socialisti, su un progetto politico alternativo a quello del PP, dopo la disastrosa parentesi della segreteria Rubalcaba.

il video della proclamazione di Pedro Sanchez candidato alla presidenza del governo.

Laura Agostini

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