domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Respinta la proposta Greca. Il cerino a Tsipras
Pubblicato il 10-06-2015


Tsipras-Juncker-UELe controproposte della Grecia non bastano. Non sono state sufficienti a tranquillizzare JeanClaude Juncker e i creditori internazionali. Infatti Commissione Ue, Bce e Fondo monetario le hanno definite “non credibili” gelando le aspettative della Grecia a cui rimane in mano il cerino acceso. Restano dunque tutti i dubbi di Juncker. Ma soprattutto pare non esserci la volontà politica per arrivare a una soluzione che a questo punto può arrivare solo dalla Grecia. Le proposte contenute nelle pagine inviate da Atene non sono state ritenute sufficienti a far quadrare i conti. Atene nella trattativa vuole legare riforme e debito, punto su cui i creditori internazionali non sono d’accordo: prima l’intesa sulle riforme e poi si discute dei nuovi aiuti.

L’insoddisfazione nei confronti dei tatticismi greci è arrivata a un livello tale che non viene confermato nemmeno ufficiosamente l’incontro a Bruxelles tra Tsipras, Juncker, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. Lo ha riferito Margaritis Schinas, portavoce della Commissione confermando la partecipazione di Juncker al summit tra Unione europea e i leader dei paesi Latino Americani e Caraibici, al quale dovrebbe essere presente anche Tsipras. Schinas non ha confermato nemmeno la partecipazione di Juncker all’eventuale incontro a tre tra Tsipras, Angela Merkel e Francoise Hollande. Anzi, il cancelliere tedesco ha rincarato la dose facendo arrivare dal suo portavoce un freddo “Angela Merkel incontrerà Alexis Tsipras se il primo ministro greco chiederà un incontro”. Anche da parte francese la posizione è la stessa. Insomma al momento nessun incontro in programma che però ha tenuto la porta ancora aperta ricordando che “la riunione di oggi non è sulla Grecia ma se a margine della riunione potremo evocare la Grecia con Merkel, Tsiprs e altri, lo faremo. E il messaggio sarà: bisogna andare in fretta, non bisogna bloccarsi ne’ pensare a soluzioni che sarebbero cattive per Grecia, Ue ed Eurozona. Dunque il consiglio è: lavoriamo, andiamo in fretta e concludiamo”.

Non è quindi bastato che la Grecia proponesse un avanzo primario pari allo 0,75% del Pil quest’anno per salire al 2,5% nel 2017, così come non ha convinto l’Ue l’ammorbidimento delle posizioni sulla riforma dell’Iva: Atene conta di incassare 1,36 miliardi contro l’1,8 chiesto dai creditori. A tenere lontane le parti è soprattutto la differenza tra spese ed entrate – al netto degli interessi sul debito – in rapporto al Pil: 2% nel 2016, 3% nel 2017 e 3,5% nel 2018; nel precedente accordo, siglato con la vecchia Troika, l’avanzo primario doveva essere del 3% quest’anno e del 4,5% il prossimo, ma il governo di Syriza ha comunque giudicato una macelleria sociale anche l’ultima proposta Ue.
Intanto in Grecia i prezzi al consumo sono ancora in calo: l’indice ha segnato un -2,1% a maggio a livello tendenziale, invariato rispetto ad aprile. Secondo l’ufficio statistico ellenico si tratta del 27 esimo mese di deflazione per la Grecia, il picco è stato raggiunto nel novembre 2013 quando l’indice dei prezzi al consumo ha segnato un -2,9% su base annua.

Redazione Avanti!

 

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Commenti all'articolo
  1. Sapete, cari redattori, cos’è che non mi è piaciuto di questo articolo? Il tono “distaccato”, da cronista.
    Come può un giornale socialista, trattare della Grecia e della situazione dei greci, in questa maniera?
    L’Europa di Merkel-Hollande (sic) somiglia in modo impressionante a quella di Merkel-Sarkozy, e questo già di per sé dovrebbe preoccupare dei socialisti, ma è la situazione sociale che non può essere sottaciuta. Il Pasok ha seguito le regole dell’austerità ed ha fallito, non si può perciò considerare la Grecia come se niente fosse accaduto.
    Tsipras, non accettando i diktat dell’austerità, viene presentato come avventuriero, mentre i veri pericoli vengono dalla linea politica, oltre che dalla sclerotica struttura europea.
    L’Umanesimo socialista non può rievocare gli interessi di “Junker e dei creditori internazionali”!

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