sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Riflessioni e spunti sulla riforma settore assicurativo
Pubblicato il 23-06-2015


L’attuale SISTEMA ASSICURATIVO ITALIANO, necessita, considerati i tempi, di una completa rivisitazione delle norme vigenti, della introduzione di nuove norme e della istituzione di nuove realtà. Da queste esigenze scaturisce lo spunto di riflessione di seguito scritto che, merita approfondimenti, qualora ritenuto di interesse.

Con l’emanazione del D.L.1/2012 sono state introdotte novità importanti nel settore delle assicurazioni , apprezzabile per lo sforzo , e per talune norme, dissonante per altri aspetti, carente totalmente in altri ancora. Mi limito, pertanto, ad evidenziare solo gli aspetti di maggior rilievo dal punto di vista tecnico e dello stato dei fatti al 2012. Il problema delle liberalizzazioni e della riforma del settore della RCA non può essere espressione di una analisi della sola realta’ italiana , ma deve scaturire dalle soggettività italiane e dalle oggettività mondiali , utilizzando strumenti , analisi, statistiche ed esperienze internazionali, allorchè, analizzati i vari sistemi di assicurazione dell’RCA, da quello statunitense ai maggiori paesi Europei (Germania, Francia, Olanda U.K.)ci si renderebbe conto che l’attuale sistema di Assicurazione della RCA e le varie forme di tariffazione, la diversificazione tariffaria per settori geografici com’anche altre forme di personalizzazione,non rendono possibile il contenimento dei costi e producono oltre ad un aumento degli stessi un aumento di truffe e di ricorso alla autoassicurazione (in Olanda addirittura è stata costituita una associazione di obiettori delle assicurazioni, in forma mutualistica, e pertanto in luogo dell’assicurazione gli obiettori si iscrivono al fondo e non sottoscrivono polizze). Altro fenomeno da non sottovalutare è il sistema mutualistico Mussulmano con le cosi dette TAKAFUL , realtà che hanno dimostrato la totale tenuta in caso di crisi economico – finanziaria a livello mondiale, contrariamente a quanto con i tradizionali sistemi di Banca ed Assicurazione. (oggi esistono già delle Takaful Insurance e Takaful Reinsurance in Francia ed in Inghilterra).

Qualora i risultati non dovessero dare gli esiti sperati , considerata l’obbligatorietà della polizza RCAuto, si dovrebbe approdare alle tariffe redatte ed emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico con i prezzi controllati dallo stesso. L’esperienza Americana e dei Paesi Europei maturata nel settore Assicurativo favorendo la concorrenza spietata ha chiaramente indicato l’insuccesso di tale sistema e addirittura un aumento del ricorso al fenomeno della autoassicurazione , ovvero alla non assicurazione, in parte grazie alle Compagnie che non accettano rischi che definiscono non graditi ovvero li accettano con premi molto elevati. Ritengo, pertanto, che taluni aspetti affrontati dal D.L.1/2012 debbano essere approfonditi e modificati ed in tal senso mi permetto dei brevissimi suggerimenti atti a ridimensionare i premi assicurativi ad abbattere le truffe in percentuale, a ridistribuire ruoli pertinenti ai soggetti che operano nel settore assicurativo:

SETTORE RCA AUTO TARIFFE E NORME:

– Tariffa unica nazionale (con tale tariffa si ridistribuiscono su un numero maggiore di teste i risultati positivi o negativi) e, di fatto, si risolverebbero parte delle truffe poiché nessuno avrebbe più l’interesse a cercare una zona di residenza piuttosto che un’altra;

– Assicurazione sulla patente e non sul veicolo, abolizione delle classi di merito e premi applicati sulla storia di guida di ogni singolo soggetto, dalla data di conseguimento della patente, fino alla data di revoca della stessa, con indicazione anno per anno sulla patente stessa del premio corrisposto , in modo che, da un qualsiasi controllo, effettuato dalle autorità, con immediatezza si possa constatare l’esistenza della copertura assicurativa e, in assenza della stessa, si possa procedere all’immediato fermo del veicolo.

– Questo di fatto comporta l’eliminazione di qualsiasi documento da contraffare nonché la totalità dei detentori di patente ad essere assicurati. Interessando addirittura le motorizzazioni si potrebbe arrivare alla applicazione di sanzioni senza neanche più il controllo fisico ma con il controllo telematico.

– Assicurazione obbligatoria su ogni veicolo (e per le flotte assicurazione integrativa a copertura di eventuali danni cagionati a terzi da autista privo di assicurazione) del solo rischio statico e della circolazione abusiva .

– Abolizione del sistema indennizzo diretto;

– Abolizione della Legge Bersani alle norme relative al rilascio dell’attestato di rischio. Nel caso in cui si dovesse passare all’assicurazione sulla patente ovviamente, verrebbero soppresse automaticamente, in caso contrario, la norma va rivista poiché l’attuale applicazione della stessa ha comportato solo aumento di premi , di sinistri , in quanto non è giustificabile che un neopatentato possa avere la stessa tariffa del papà che magari non ha mai avuto un sinistro.

– Rivisitazione della imposizione fiscale sui premi assicurativi, gravanti nelle seguenti misure:

1. Polizze Malattie ed Infortuni 2,50% ( premi non deducibili ma deducibili i risarcimenti delle polizze sanitarie – andrebbe rivisitato e imposto la deducibilità delle sole somme eccedenti il premio versato, o in alternativa rendere deducibile l’intero permio);

2. Polizze R.E. Incendio Furto etc 22,25%

3. RCA – 16% (12,50 di base aumentabile al 16 ad insindacabile giudizio delle provincie) + 10,50 SSN + 3% Fondo Vittime della strada + 1% fondo antiracket

CONCORRENZA:

L’esperienza dei nostri partner europei, in primis U.K. e Germania, ha dimostrato che la concorrenza spietata nel settore assicurativo riflette risultati negativi, con conseguenti aumenti di tariffe e ricorso alla auto-assicurazione. Un aiuto ad un miglioramento della norma potrebbe venire dalla presa in considerazione di quanto di seguito suggerito:

¶ rafforzamento del monomandato agli agenti. La problematica è talmente complessa da non poter essere trattata brevemente, ma dall’analisi della figura giuridica dell’agente si comprende con facilità quanto la norma sia in contrasto con l’attività dello stesso, ed ignori l’esistenza degli intermediari anche detti Broker, creando di fatto un duplicato dei broker con lo svantaggio per il mercato che vedrebbe due figure contrapposte giuridicamente che svolgono la stessa attività, una supportata, sorretta, sponsorizzata e pagata da una impresa, l’altra una realtà di libera imprenditoria con il rischio d’impresa sulle spalle, destinata a soccombere, quando la realtà del brokeraggio è di fatto la massima espressione di libera impresa e di libero mercato.

¶ obbligo delle Compagnie di collaborare con tutti gli intermediari, detti anche broker, iscritti all’albo attualmente, in un futuro si spera in un ordine professionale. Divieto per le Compagnie di rifiutare collaborazioni e contratti agli intermediari/broker.

¶ Abolizione della norma dei tre preventivi nel settore RCA – è assurdo che un professionista debba farsi concorrenza da solo- ogni soggetto è dotato di intelletto nella misura nella quale il Signore ha voluto dotarlo e scientemente deve operare le sue scelte, con tutte le conseguenze di una scelta impropria.

¶ Abolizione di tutta la documentazione precontrattuale utile solo per far applicare sanzioni dall’Isvap.

¶ Eliminazione del carattere repressivo dell’ISVAP, che di fatto blocca lo sviluppo nel settore assicurativo

Suggerimenti diversi:

La mancanza di norme atte a regolamentare i diritti dei contraenti delle polizze assicurative, nonché di norme sanzionatorie per le Compagnie che non svolgono il ruolo sociale – seppur imprenditorialmente – porta ad un disinteresse dell’utenza al settore assicurativo . Tale disinteresse genera uno scarso sviluppo del settore stesso, se non nelle classi più evolute economicamente, ed anche in questo caso in controtendenza con il resto del mercato mondiale, superati concettualmente sia dalle Filippine dove esistono i contratti popolari, o dall’Austria dove esistono polizze sanitarie a vita intera ( con un indice di solvibilità del imprese 4000/100 a dimostrazione che la globalità degli assicurati e il rispetto delle regole nel ramo in Italia disdegnato da tutte le Compagnie, si può ottenere un ottimo andamento tecnico) . Al fine di ottenere risultati positivi ed invertire l’attuale tendenza del mercato e l’interesse degli assicurati il legislatore dovrebbe istituire alcuni obblighi per le Compagnie sia sulla gestione dei contratti, compresi quelli obbligatori come l’RCA, e su taluni aspetti dei servizi offerti dalle Compagnie. L’attuale sistema è limitato alla ispezione e irrorazione di sanzioni su trasgressioni di carattere formale e non sostanziale,pertanto l’effetto è quello di retrocedere sempre e di offrire sempre un servizio peggiore.

Al fine di contribuire alla riforma di un settore SOCIALMENTE UTILE, mi permetto segnalare alcuni aspetti che, se rivisti, invertirebbero la attuale tendenza:

– Ristrutturazione dell’ISVAP unica realtà mondiale di ente che legifera, effettua ispezioni, eroga sanzioni, detiene gli albi delle imprese e degli intermediari, ai quali infligge obblighi e sanzioni, delibera l’iscrizione, la radiazione di ogni soggetto fisico o giuridico che operi in ambito assicurativo, controlla è controllata ed è controllore di se stessa e di ogni altro soggetto in ambito assicurativo.

– Bisognerebbe scegliere quale ruolo lasciare all’autorità e ridistribuire gli altri ruoli sui soggetti preposti a tale attività, lasciando al privato la gestione degli albi, alla Finanza il controllo sulle irregolarità di qualsiasi tipo, e lasciando all’ISVAP esclusivamente la formazione, ed il controllo sulle imprese di assicurazione.

– Riclassificazione in ordini professionali degli operatori nel settore assicurativo; Ordine Agenti; Ordine Broker; Ordine Periti; Albo dei produttori , dei segnalatori, degli operatori nel settore della banca assicurazione o di vendita di prodotti abbinati a prodotti o servizi (autovetture, leasing etc etc)

– Creazione di una o più realtà private per il controllo delle truffe e della contraffazione nel settore assicurativo;

– Emanazione di norme repressive in caso di truffa con certezza della pena, in caso di esercizio abusivo della professione di assicuratore o perito o segnalatore.

– Bilancio delle Compagnie triennale e non annuale, con impossibilità di portare in detrazione ovvero al passivo la riserva dei sinistri . Al passivo solo i sinistri realmente liquidati nell’esercizio fiscale;

– Chiara indicazione del 40% di imposte e gabelle varie presenti sul contratto RCA. Renderle deducibili (argomento che necessiterebbe di massima attenzione poiché le plusvalenze della gestione di dette imposte porterebbe grande vantaggio economico sia agli assicurati, che allo Stato)

– Emanazione di norme severe che impongano alle Compagnie un corretto comportamento contrattuale e nella gestione dei sinistri.

– Introduzione di norme che limitino la stravaganza degli assicuratori in taluni rami assicurativi, RC patrimoniale, RC Professionale Medici( quest’ultima andrebbe gestita con un sistema di Bonus/Malus) etc.

Considerata la complessità della materia confermo sin d’ora la mia disponibilità ad un approfondimento.

Giovanni Battista Thau

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