sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Immigrati. Ridiscutiamo il trattato di Dublino
Pubblicato il 17-06-2015


Migranti VentimigliaMentre i migranti di Ventimiglia si preparano al quinto giorno di protesta, si continua a cercare una soluzione per i nuovi sbarchi. Nonostante l’ultimo annuncio del Governo francese, la polizia ha intensificato i controlli alla stazione di Menton-Garlaven e alla barriera autostradale di La Turbie. Alla stazione di Garlaven vengono fermati tutti i treni provenienti dall’Italia ed eseguiti i controlli dei documenti. Il ministero dell’interno francese poi, nonostante il clima di tensione sulla questione, ha annunciato la creazione di 10 mila alloggi per rispondere alla crisi immigrati, tra questi cinquemila sono per coloro che hanno ottenuto l’asilo in Francia, quattromila per chi ancora l’ha solo chiesto e 1.500 per migranti irregolari senza una sistemazione.

In Italia invece la polemica è ancora politica, oggi Papa Francesco durante l’Udienza del mercoledì ha detto: “Vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca vita, una famiglia, che cerca di essere custodita”. “Sabato prossimo – ha ricordato Bergoglio – ricorre la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Preghiamo per tanti fratelli e sorelle che cercano rifugio lontano dalla loro terra, che cercano una casa dove poter vivere senza timore, perché siano sempre rispettati nella loro dignità”.

“Incoraggio – ha concluso il Pontefice – l’opera di quanti portano loro un aiuto e auspico che la comunità internazionale agisca in maniera concorde ed efficace per prevenire le cause delle migrazioni forzate”. Immediata la reazione del leader di Lega Nord, Matteo Salvini, che su Radio Padania ha risposto all’invito di Bergoglio: “Noi non abbiamo bisogno di essere perdonati”, e ironizza: “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano? Sono curioso di vedere se il Papa a Torino incontrerà qualche sfrattato torinese”.

Sulla stessa onda la risposta di Maurizio Bianconi, deputato di centrodestra, che riguardo al Papa sostiene che “la pseudo solidarietà è una cosa che non tollero. Dimentica però di dire quale gente e soprattutto non tiene conto del fatto che l’Italia in questo momento forse non è in grado di accogliere”. E aggiunge: “Lui ci pensa bene ad accogliere: sono venuti in 300.000 e gli ha dato 30 posti per dormire. Se ha così voglia di accogliere deve aprire tutti i conventi, tutti i seminari, tutte le chiese sconsacrate, tutti gli alberghi del Vaticano, li metta lì e li accolga”.

Nel frattempo, anche in Transatlantico si è discusso di come affrontare il problema. L’Aula della Camera ha approvato a larghissima maggioranza (con 387 voti a favore e 24 contrari) la Risoluzione a firma Ravetto (FI), maturata e condivisa all’interno del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen. La Risoluzione – su cui tra l’altro il governo aveva espresso parere favorevole – impegna il governo “a valorizzare a pieno, per quanto di sua competenza, in sede europea e nazionale, con particolare riguardo alla riunione del Consiglio europeo del 25 e 26 giugno 2015, quanto previsto dall’articolo 17 del Regolamento (UE) n. 604/2013, cosiddetto Regolamento Dublino III, promuovendo un sistema di asilo europeo che consenta un’equa ripartizione degli oneri tra gli Stati membri di primo ingresso e gli altri”. L’articolo in questione “prevede due clausole molti importanti, in deroga ai criteri generali di determinazione dello Stato competente per l’esame della domanda di asilo: la clausola di sovranità e la clausola umanitaria”.

Ovvero uno Stato membro, a prescindere dal regolamento di Dublino, può sempre decidere di assumere la responsabilità di esaminare una richiesta di asilo presentata in frontiera o sul territorio, anche se, in base ai criteri ordinari, la competenza dovrebbe essere attribuita ad altro Stato membro. La clausola umanitaria stabilisce che qualsiasi Stato membro, pur non essendo competente per l’esame della domanda secondo i criteri ordinari, può diventarlo in considerazione di esigenze familiari o umanitarie del richiedente asilo.Subito dopo la votazione è arrivato il rimbrotto di Khalid Chaouki (Pd) “è bene che l’Italia sappia che i deputati della Lega Nord, compatti, votano contro la richiesta al Governo di ottenere in sede europea una più equa ripartizione delle quote di profughi da accogliere”. “È ormai chiaro – ha precisato il deputato – che il partito di Matteo Salvini non è interessato a risolvere i problemi, altrimenti gli verrebbero meno gli argomenti per predicare la paura; ormai la retorica leghista vive solo dell’emergenza e nell’emergenza, per questo contrasta ogni azione volta a gestire il delicato tema dell’immigrazione”.

“Al di là delle dichiarazioni e delle speculazioni di alcune forze politiche impegnate ad aizzare il malcontento della popolazione per raccogliere voti e consensi, alla prova dei fatti gli italiani hanno fatto prevalere sentimenti di solidarietà e disponibilità all’accoglienza nei confronti dei migranti, uomini e donne. Lo hanno fatto a Lampedusa nella prima accoglienza dei profughi, nelle stazioni di Roma e Milano, al confine di Ventimiglia, Bolzano e in Friuli. Dal sud al nord del Paese nessuno si è tirato indietro e nessuno ha avuto atteggiamenti di chiusura e di intolleranza”. Lo ha detto Pia Locatelli intervenendo alla Camera sulla relazione del Comitato Schengen e sulla mozione largamente condivisa volta ad impegnare il Governo a valorizzare appieno, per quanto di sua competenza, quanto previsto dall’articolo 17 del regolamento di Dublino III, promuovendo un sistema di asilo europeo che consenta un’equa ripartizione degli oneri fra Stati membri di primo ingresso e gli altri.
“Noi socialisti – ha concluso – pensiamo che su questo si giochi la tenuta ed il futuro dell’Europa, la stessa che, trent’anni fa, ebbe il coraggio, con il Trattato di Schengen, di abbattere le frontiere interne; l’Europa, che oggi rischia di naufragare assieme ai balconi dei disperati e alle speranze di milioni di convinti europeisti”.

Ma mentre in Italia si discute su come affrontare il problema, in Europa ognuno agisce per proprio conto. Dopo un bilaterale a Expo 2015 con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il premier inglese David Cameron ha affermato che metterà in campo risorse e aiuti per il problema degli sbarchi, ma non il Regno Unito non parteciperà alla divisione delle quote. Ancora peggio sul versante orientale: l’Ungheria ha infatti annunciato la costruzione di una recinzione alta 4 metri lungo l’intero il confine con la Serbia per arginare il flusso di immigrati clandestini. Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, ha detto, durante una conferenza stampa, che “l’immigrazione è uno dei problemi più gravi per l’Unione europea di oggi”. “I paesi dell’Ue cercano una soluzione … ma l’Ungheria non può permettersi di aspettare più a lungo.

Si tratta di un muro di confine lungo 175 km (110 miglia) e alto quattro metri.

Liberato Ricciardi

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