sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sardegna, ancora contro
i lavoratori in mobilità
Pubblicato il 09-06-2015


Sardegna-lavoratori-mobilitaMobilità in deroga. In Sardegna si continua ad infierire contro 17 mila lavoratori aventi diritto. Perdura infatti il ritardo dei pagamenti relativi alle spettanze del 2014.
“Sono stati disattesi tutti gli impegni assunti nei confronti dei 17 mila lavoratori sardi in mobilità in deroga, ma pure dell’intero Consiglio regionale della Sardegna e della Commissione Lavoro del Consiglio Regionale”, ha detto senza troppi giri di parole il consigliere regionale Ignazio Locci (Forza Italia) che ha trovato subito d’accordo il collega Raimondo Perra (Psi), Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale. Un coro unanime di critiche a cui si sono uniti i portavoce del C.L.A.S.- Comitato lavoratori attivi Sardegna – che dall’ottobre 2013 sono impegnati in una lotta continua contro i ritardi, da parte del Governo, di ripartizione dei fondi per gli ammortizzatori sociali, contro la violazione del diritto di percepirli definito per legge, e contro l’oramai noto menefreghismo istituzionale e della Giunta Cappellacci prima (2013, ritardo pagamenti perdurato 22 mesi) e, oggi, della Giunta Pigliaru.

Raimondo Perra si è espresso molto duramente: “È stata disattesa la volontà politica espressa all’unanimità nel corso della seduta del Consiglio Regionale dell’11 maggio,con  47 consiglieri su 47 che hanno votato la Legge regionale 11 maggio 2015, n. 12 – Modifiche all’articolo 2 della legge regionale n. 17 del 2013 (Ulteriori disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale). Autorizzazione di spesa per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali in deroga. Tutto ciò – prosegue Perra – proprio per far fronte ad una grave emergenza di carattere sociale in atto. Non si possono lasciare 17 mila lavoratori e loro famiglie nella condizione di non aver un sostegno al reddito.

Ma ancor di più è inammissibile restare impassibili di fronte a un ritardo che si protrae oramai da 18 mesi affermando, come ha fatto l’Assessore al lavoro Mura, che con i 55 milioni di euro sbloccati dal Governo si può procedere al pagamento di tre mensilità per coloro che non hanno ancora preso nulla, e di una mensilità per quanti, invece, hanno già percepito due mensilità, e che questo sia concedergli ‘respiro’. Per questo, da parte mia, e di altri colleghi del Consiglio ci attiveremo già da subito per presentare un’interrogazione urgente o anche una mozione. Devono esser date delle risposte senza tergiversare ancora sulla vicenda”.

Quanto accaduto lo spiega meglio in una nota, pubblicata anche sul suo profilo Facebook, il consigliere di forza italia Ignazio Locci primo firmatario di una mozione, la n. 153 – depositata il 5 giugno c.m. – “È scandaloso quanto perpetrato dalla Giunta Regionale in merito al pagamento della mobilità in deroga. Si sono beffati di tutti, partendo dalla Commissione Consigliare al lavoro, passando per il Consiglio Regionale intero fino, cosa molto grave, ai 17 mila beneficiari i quali ora dovranno “accontentarsi delle briciole” per giunta tassate al 23% come se fossero loro i responsabili dei ritardi nei pagamenti arretrati”.

Locci ripercorre le tappe della vicenda, dalla quale, pare emergere davvero un subdolo progetto ai danni di chi già fa i salti mortali per andare avanti, continuando ad indebitarsi nei confronti di amici, parenti e, in alcune occasioni, anche ricorrendo a vie di credito ben più pericolose. “L’undici maggio scorso, il Consiglio concede l’autorizzazione per la procedura ai sensi dell’articolo 102 del regolamento e approva una legge che avrebbe dovuto consentire l’anticipazione dell’indennità relativa all’anno scorso, dando così ristoro ai circa 17 mila sardi ormai strozzati dai debiti e con l’acqua alla gola.

Ma il 18 maggio un accordo sottoscritto con i sindacati dirotta le risorse alle politiche attive per il lavoro lasciando a bocca asciutta tutte quelle famiglie che attendono con ansia il pagamento delle spettanze arretrate. Dei 55 milioni di euro che il Governo ha assegnato alla Sardegna per il pagamento degli ammortizzatori sociali, infatti, ben 49 sono finiti alle politiche attive per il lavoro, quindi – prosegue – l’intesa unanime raggiunta in Consiglio era stata trovata proprio in virtù della necessità di liquidare gli arretrati del 2014 a quanti percepiscono la mobilità in deroga. E ciò che appare oltremodo scandaloso è che la stessa relazione alla legge approvata indicava tale volontà, così come le dichiarazioni pronunciate in aula dal presidente della seconda commissione.

Ma non solo: lo stesso assessore regionale al Lavoro Virginia Mura, durante l’audizione in commissione, aveva rassicurato sulla destinazione delle risorse. Ma i professori hanno fregato tutti, disinteressandosi totalmente della situazione drammatica che vivono migliaia di sardi. Siamo di fronte a un’oscenità che offende le migliaia di famiglie che aspettano una boccata di ossigeno per risollevarsi. È doveroso da parte del Presidente del Consiglio Francesco Pigliaru e dell’Assessore al Lavoro Virginia Mura porre rimedio a un inganno che, senza alcuno scrupolo, hanno teso ai sardi. Per trovare una via d’uscita e provare a salvare la faccia la maggioranza di governo può fare ricorso alla proverbiale sensibilità della sinistra in tema di lavoro. Sensibilità che tuttavia non sembra avere il centrosinistra al governo della Regione.”

Inutile sottolineare la rabbia chiaramente percepibile negli animi dei lavoratori in rappresentanza del C.L.A.S. , Irma Meli, delegata regionale lo dice chiaramente – “In questi ultimi due anni e mezzo, forse anche più, abbiamo provato a dialogare in maniera propositiva con tutti i rappresentanti delle istituzioni. Non ci aspettavamo di esser traditi cosi in questo modo, soprattutto da chi dovrebbe lottare per difendere i diritti dei lavoratori. L’azione perpetrata dall’Assessore al lavoro, con la complicità delle OO.SS., proprio a ridosso delle elezioni comunali, è da considerarsi un atto arbitrario posto in esser in nome di ipotetiche politiche del lavoro.

Ci può stare che vengano destinati dei fondi alle stesse, ma, ricordiamo, seguendo sia la linea di destinare le risorse all’anticipazione delle somme mancanti, sia quella per le politiche attive del lavoro. Del resto, questo e ben specificato anche nella legge appena approvata in Consiglio regionale che mi sembra sia in tal senso molto chiara – “L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 luglio 2013, n. 17 (Ulteriori disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale), e successive modifiche ed integrazioni, è destinata alla copertura dei medesimi interventi riferiti all’anno 2015 per le spettanze maturate dai beneficiari a decorrere dal 2014 e per interventi di politica attiva del lavoro.” “Crediamo – continua Giuseppe Matta, anch’ egli lavoratore in mobilità in deroga – che sussistano tutti i presupposti per percorrere la strada dell’azione collettiva, prevista dall’articolo 140 bis del D.L. 6/09/2005 n. 206.

Ciò anche perché la legge regionale approvata è bene chiara nel senso di voler prevedere l’utilizzazione dei fondi stanziati per l’anticipazione e per politiche attive del lavoro. Noi abbiamo anche inoltrato al Prefetto di Cagliari, Dottor Giuffrida, una richiesta urgente di convocazione di un tavolo con Assessorato al lavoro, OO.SS., Inps, Agenzia delle entrate e una nostra delegazione, in quanto riteniamo sia imminente l’esplosione del disaggio sociale che non può esser tacciato con un irresponsabile provvedimento furbescamente posto in esser a danno di migliaia di lavoratori.”

Insomma, certo l’attuale Giunta Regionale non ha applicato il principio di sinistra, “preferisco sbagliare dalla parte dei lavoratori, piuttosto che far bene contro di essi”, ma in questa vicenda appare chiaro, che si è sbagliato e si continua a farlo, contro i lavoratori .

E non si è nemmeno fatto bene contro di essi in quando è evidente che allo stato attuale sono fallimentari persino i provvedimenti di politiche attive del lavoro. Non si vorrà per caso dire che il sistema della flexicurity potrà dare risposte ai lavoratori?

Antonella Soddu

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