lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Vogliamo una società plurale
Pubblicato il 16-06-2015


Come socialisti siamo per una società aperta del molteplice, del plurale, dell’apertura per edificare gli Stati Uniti d’Europa, verso l’Internazionale futura umanità.

E’un dato chiaro, come deve essere altrettanto chiaro che però la sinistra socialista riformista liberale deve essere portatrice di un vero cambiamento paradigmatico per tutta la sinistra italiana, che sovente si perde in vuote formule astratte di apertura, che poi invece son sintomatiche di vuoto, di nichilismo che rafforza gli identitarismi e le forze politiche reazionarie-vetuste.

Può entrare in Italia ed in Europa solo chi condivide i valori universali promananti della rivoluzione francese, dalla Comune di Parigi, dalla Associazione Internazionale dei Lavoratori, dalle lotte plurisecolari portate avanti dalla plurale moltitudine verso la libertà, la democrazia e per l’eguaglianza e la fratellanza di tutte le persone.

Solo chi vuole integrarsi negli universali valori libertari insiti in tutto l’Occidente e nella sua civiltà può restare in Italia ed in Europa.

Non può esservi spazio per chi vuol chiudere le donne in casa, coprirle dalla testa ai piedi, per chi vuole prendere in sposa bambine di 12 anni, per chi pratica l’infibulazione, per chi crede sia giusto tagliare la mano ai colpevoli di furto, per chi distrugge le statue, per chi è intollerante agli universali valori di democrazia, di libertà e di laicità, che vorrebbe introdurre il matrimonio poligamico, per chi vuole imporre con violenza la supremazia delle proprie credenze religiose, spazzando via le altre, eccetera.

Insomma popperianamente rivendicare nel nome della tolleranza il diritto a non tollerare gli intolleranti.

Il Psi deve essere portatore di diffusione del pensiero moderno antinichilista, dell’apertura, con il concetto della civitas augescens, come moltitudine che cresce crescendo inclusivamente a mò di tela (in fieri) di patchwork.

Non più confini non più frontiere sono i confini rosse bandiere.

Alessio Andrej Caperna

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