giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Caperna:
Appello ai socialisti
Pubblicato il 26-06-2015


Con la fine della I Repubblica, ahimè, abbiamo assistito ad una politica con la p minuscola, i grandi Partiti sono tutti svaniti, adesso si dice liquefatti, eccettuato il Psi, che è oggi, nel panorama italiano, il più antico Partito politico esistente. Non vi sono più i comunisti del Pci, non vi è più la vecchia balena bianca eccetera. Vero è che l’attuale Psi è presente, ma in forma ridotta, numericamente, ma le idee, quelle a noi socialisti non mancano, ed è con le idee che dobbiamo tornare a farci conoscere ed essere nuovamente una grande forza di governo, con l’azione politica quotidiana dei nostri parlamentari, dei nostri consiglieri ed assessori regionali, provinciali e comunali e dei militanti e dei simpatizzanti, quindi dobbiamo e stiamo incidendo ancora nella società italiana, difatti nell’azione di governo (noi siamo una sinistra di governo), abbiamo apportato più di qualcuna delle nostre idee e delle nostre battaglie, come la responsabilità civile dei magistrati(non può più esistere un potere irresponsabile), la introduzione del divorzio breve, il codice degli appalti, l’istituendo registro dei lobbisti, le nostre battaglie per migliorare il Jobs Act, per dare diritti a chi sinora non ne aveva, in quanto era sfruttato e a vita precarizzato, la introduzione del merito nella scuola eccetera.

Carissimi compagni, vi sembra giusto che tutti i docenti della scuola italiana debbano avere lo stesso stipendio? I docenti che si aggiornano, che studiano, che approfondiscono la materia, che sei dedicano alla scuola possono e debbono guadagnare allo stesso modo di quegli insegnanti che non aprono più un libro dall’ultimo esame universitario e che sovente si assentano non assicurando la continuità didattica? Diceva il giurista Francesco Ruffini (tra i pochi ordinari dell’Università che si rifiutò di prestare il giuramento fascista), che trattare situazioni diverse allo stesso modo è il sommo dell’ingiustizia.

Il Psi è da sempre schierato dalla parte di chi è più debole ed i discenti sono la parte debole nel sistema scolastico, ed è per questo motivo che va introdotto il merito nel corpo docente, perché gli studenti hanno diritto ad apprendere ed intraprendere un percorso scolastico serio, di studio e di canoscenza. E duole dover registrare che la sinistra italiana continua a frammentarsi, a dividersi ancora e ancora… Ma non ci è bastato il passato?

Non ci sono ancora bastate le scissioni, le lacerazioni, le tante divisioni? E cosa hanno portato queste destrutturazioni della sinistra se non il rafforzamento delle forze politiche reazionarie, che vogliono la conservazione (innaturale) dello status quo, le forze che un tempo si chiamavano fascismi, oggi hanno assunto una diversa sembianza, quella del populismo, del nichilismo qualunquista e disfattista, dell’identitarismo campanilista e comunitarista (il mio idioma, il mio campanile decrepito è meglio del tuo, eccetera et similia). Non continuiamo a dividerci, a spezzarci a frammentarci. Il Psi deve essere unito e aggregativo di tutti i socialisti italiani, di tutti i liberali, i libertari, i radicali, deve aggregare a sé le forze laiche, democratiche che si riconoscono negli universali principi liberali che traggono scaturigine dalla Rivoluzione francese, dai partiti politici laici che hanno scritto la Costituzione Repubblicana, perché ulteriori frammentazioni nella sinistra italiana potrebbero portare il paese in un neo-oscurantismo di tipo teocratico moderato (vedi da ultimo il family day).

Proprio il Family Day può essere considerato come un sintomo, un segno dei tempi che potrebbero essere, tempi bui, oscuri di Kali Yuga (età oscura), ove potrebbe essere compresso pure il diritto ad abortire, a divorziare a pensare nuove forme di famiglia e di affettività e il ruolo della donna potrebbe essere rivisitato dai conservatori in forma di un ritorno a casa ed al focolare, i segnali vi sono e sono preoccupanti. Non roviniamo la nostra secolare storia di futuro che è il socialismo italiano, non frammentiamo ancora il Psi a cui attendono ancora grandi compiti e radiosi futuri, il socialismo è il progresso, il pensiero progressivo, che non può essere fermato, perché è un’onda impetuosa che va sempre Avanti!

Alessio Andrej Caperna

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