lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giuseppe F. Marinig:
Quello che servirebbe sull’Avanti
Pubblicato il 08-06-2015


Leggo quasi quotidianamente l’Avantionline ed apprezzo molto di quanto viene scritto, però, ritengo che sarebbe alquanto utile, per rilanciare l’immagine del partito e dello stesso quotidiano socialista, completare le informazioni con riferimenti alla vita e all’attività del partito sul territorio riportando notizie, per esempio, sull’andamento delle adesioni ed iscrizioni al partito nelle federazioni,sugli eletti nelle istituzioni locali, sull’attività delle sezioni, su convegni organizzati nelle regioni dalle federazioni provinciali e regionali, coinvolgendo in uno sforzo comune tutti i responsabili locali perché vengano impegnati a fornire notizie e materiale utile per l’informazione. All’iscritto, penso, faccia piacere essere a conoscenza dell’attività politica ed amministrativa del partito sia a livello locale che nazionale. Ritengo, inoltre, che un passo decisivo ed una riflessione sul passato che tuttora offusca il socialismo, siano necessari ed utili soprattutto in un momento così grave e difficile che il Paese attraversa sia per la diffusa illegalità che per l’incapacità politica e finanziaria nella gestione delle istituzioni.

Mi riferisco all’immagine di Bettino Craxi, che in ogni occasione e spesso a sproposito, viene dipinto come il male assoluto e chiamato in causa, come pietra di confronto, ogni qualvolta vengono indagati per tangenti spesso e sempre molto più gravi e pesanti di quelle passate, i numerosi politici, soprattutto se appartenenti all’ex-PCI, PDS, DS e in questi ultimi tempi se militanti dell’ “ incorruttibile “ Partito Democratico. Credo che ci siano ancora tra i vecchi socialisti, ex-parlamentari ed ex-dirigenti del partito, che non abbiano completamente perso la memoria storica e che possano sostenere, aprendo un dibattito ampio,su fatti di corruzione e su quella gran parte degli indagati socialisti che furono perseguiti particolarmente per il “ FINANZIAMENTO ILLECITO AL PARTITO “, colpa, comunque, grave visto che quella legge fu votata anche dai socialisti, ma, diversa se paragonata ai reati di concussione,corruzione, furto ed arricchimento personale degli anni più recenti. Per quanto mi sembra di sapere, avendo letto molto in questi anni di tangentopoli, che gran parte dei finanziamenti illeciti siano serviti per finanziare in primo luogo il partito socialista e in parte per dare contributi a gruppi dissidenti in lotta per la democrazia e la libertà in varie parti del mondo (vedi perseguitati cileni, dissidenti cecoslovacchi, l’organizzazione per la liberazione della Palestina di Arafat, etc.). Solo per il fatto che Craxi abbia ammesso pubblicamente in Parlamento che il PSI si finanziasse anche illecitamente,come del resto facevano tutti i partiti, di fronte al silenzio assordante degli altri 629 parlamentari, meriti il rispetto per non aver mentito o meglio per non aver negato le sue responsabilità. Comportamento rarissimo e direi sconosciuto in un paese come l’Italia. Una mia convinzione personale, che trova fondamento nei fatti di quegli anni e di tanto in tanto affiora anche in certa stampa, è quella di un possibile complotto , probabilmente coordinato, che sia stata la fonte dell’esplosione di tantissime informazioni in un lasso di tempo brevissimo visto che Craxi nella sua posizione di presidente del Consiglio, di leader socialista e per la sua attività riformatrice non era particolarmente amato in vari settori della politica e della giustizia.

Craxi ha sfidato ed umiliato la super potenza americana a Sigonella facendo retrocedere l’esercito americano dai carabinieri; Craxi era mal visto dai politici sovietici per l’aiuto dato ai dissidenti cecoslovacchi e dell’est europeo, ma soprattutto per l’installazione dei missili Cruise puntati contro l’URSS a Comiso; Craxi era in forte contrasto con molti magistrati italiani, particolarmente per aver estromesso, modificando la vecchia legge, i giudici dal poter partecipare come collaudatori delle grandi opere arrecando sicuramente danni finanziari agli stessi; Craxi era decisionista e talvolta autoritario ma soprattutto fortemente contrario al compromesso storico tra la DC e il PCI, di fatto sbarrando la strada del governo ai comunisti, per cui diventava un ostacolo da combattere ed annientare in tutti i modi possibili.

Craxi, pur tra errori, stava predisponendo, per primo 30 anni fa, la grande riforma istituzionale per la modernizzazione dello stato e stava acquistando rispetto, dignità ed autorevolezza nel mondo e l’Italia, riconosciuta quale quinta potenza industriale,venne inclusa per la prima volta nel consesso dei G 7. Inoltre il partito socialista, dopo la caduta del muro di Berlino e lo scioglimento dei partiti comunisti in Europa, tra l’altro confortato da positivi successi elettorali, avrebbe potuto raccogliere finalmente tutta l’eredità della sinistra, diventandone egemone, cosa inconcepibile per il PCI che da sempre si considerava l’unico e vero depositario di quell’ ideale. Comportamenti politici certamente corretti, ma non graditi a molti per cui accaddero in rapida successione molti fatti , alcuni dei quali noti a tutti :lancio di monetine,indagini a tutto campo, avvisi di garanzia e comunicazioni giudiziarie, arresti plateali, informazione ed enorme pubblicità su tutti i mass-media, processi rapidi e condanne pesanti, rari casi di prescrizioni per decorrenza dei termini, clima politico incandescente con la piazza estremista in subbuglio e poca reazione alle accuse da parte di socialisti che solo cercavano di mimetizzarsi e avanti così.

Con suicidi di indiziati e condanne, la piazza ebbe ragione e molti dei giudici titolari di quei processi diventarono parlamentari e ministri della così detta seconda repubblica, quasi sempre eletti in un partito, in quegli anni fortemente giustizialista, oggi molto meno ,forse,perché vede implicati quotidianamente tanti e tanti dei suoi iscritti presenti nelle istituzioni, quasi totalmente occupate dallo stesso negli incarichi di sottogoverno e nei posti manageriali ed amministrativi.

Comunque siano andate le cose legate alle tangenti, di un fatto sono convinto: Craxi avrebbe dovuto rimanere in Italia e affrontare tutte le conseguenze dei processi anziché esiliarsi in Tunisia. Raccontare i fatti e scrivere le memorie eventualmente anche dal carcere. Avrebbe sicuramente salvato il partito e , forse, anche se stesso come statista di levatura internazionale.

Giuseppe F. Marinig

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Commenti all'articolo
  1. Io, invece, non credo che Craxi dovesse rimanere in Italia, vista la “temperatura” politica e ideologica di allora, e d’altronde anche l’Autore stesso parla di “clima politico incandescente con la piazza estremista in subbuglio”, e quando si infiamma e prevale la piazza succede abbastanza spesso che il giustizialismo prenda il sopravvento, al punto che, come si usa dire, “la ragion non vale”, e si diviene comunque soccombenti (non a caso sempre l’Autore ricorda che la piazza ebbe ragione).

    Del resto, pur a distanza di tanti anni da quei giorni, permane ancora un tasso elevato, ancorché incomprensibile, di ostilità della “piazza” nei confronti dei socialisti e del loro Leader, il che fa pensare che se fosse rimasto qui non gli sarebbero state verosimilmente risparmiate umiliazioni inaccettabili per uno statista del suo livello (la cui qualità e statura politica è oggi ammessa, seppure a denti stretti e molto tardivamente, da diversi dei suoi detrattori dell’epoca, ma è trascorso quasi un quarto di secolo da quegli eventi).

    Paolo B. 10.06.2015

  2. Piuttosto l’Avantionline entri nel vivo dei problemi di oggi. e, se può, faccia emergere le soluzioni di parte socialista, in antagonismo al nulla che emerge dalla politica italiana.

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