domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
A me De Luca ricorda Berlusconi
Pubblicato il 10-06-2015


Non era ancora terminato lo spoglio e i giudizi, le analisi e le sentenze venivano sfornati come le sfogliatelle nella pasticceria di Cutrufo. Più parlavano e più la confusione aumentava. A risultato noto, le cose non si sono semplificate. De Luca ha vinto, ma diventerà Governatore? A me, De Luca ricorda Berlusconi, che, come disse il Prof.Guarino, promise tutto a tutti e Thompson che, nel 1900, da candidato a Sindaco di Chicago, promise rigore ai proibizionisti e il contrario agli antiproibizionisti; una città aperta ai biscazzieri; posti di lavoro ai neri; pulire la città alle madri.
Non ho sentito una proposta precisa per risolvere un singolo problema. Solo la ripetizione dell’eterno elenco: gli stipendi dei forestali (non l’utilità della forestazione), gli ospedali (per fare poche appendiciti al mese), i trasporti (anche senza passeggeri) e via di questo passo.
Stefano Caldoro ha preso atto della sconfitta e, forse, in cuor suo avrà pensato che con il personale di cui disponeva, non poteva andare diversamente, specie in Irpinia, dove l’improvvisazione e la non conoscenza de “l’arte della guerra” hanno fatto molti regali a De Luca. Caldoro non poteva non perdere. Il passaggio dell’UDC al campo deluchiano mi ha fatto ricordare quanto avvenne nel 2008, all’Amministrazione Provinciale di Avellino.
De Mita ruppe con il Centrosinistra e, poi , fece vincere il Centrodestra alle provinciali e alle regionali del 2010. Mi sforzai di far capire alla De Simone che non bisognava rompere con l’alleato UDC, paventando la perdita della Provincia e della Regione. La “scienziata” non mi ascoltò, anzi fece il contrario di quello che si era concordato. E, quello che paventavo si avverò. Nella prima Repubblica fenomeni del genere avrebbero comportato attacchi a chi cambiava e chi accoglieva.

Nella savana della seconda Repubblica ci si muove da un posto all’altro senza dover superare ostacoli.
Veniamo al risultato. Un superficiale osservatore pronuncia le seguenti frasi: 1) L’astensionismo è stato altissimo; 2) Il risultato è stato 5 a 2, come se avessero giocato due squadre di calcio (quasi, Lazio-Napoli); 3) De Mita ha fatto vincere De Luca; 4) I voti non puzzano; 5) Il vero vincitore è stato il M5s. Cinque frasi, esaustive per gli ignoranti, inutili per gli addetti ai lavori.

Per il futura della Campania, sono più preoccupato del Direttore Gianni Festa e spiego il perché. Ritengo utile capire il futuro dell’attività amministrativa da come si costruiscono le liste; dagli argomenti che si sottopongono agli elettori; dalle “cambiali” che si firmano e dalla cultura economica degli eletti; dall’esistenza o meno di un modello di società. De Luca ha preso quello che Caldoro scartava, si è fatto valutare come Sindaco, non come Governatore di una Regione difficile del Meridione e ha avuto apprezzamento e sostegno da chi, finora, non “butta 3 se non è sicuro di prendere 8. Il Corso di Salerno non è un modello di società. Se a questo aggiungiamo, la presenza di una legge che non consente nemmeno di fare il Governatore, come Campani dovremmo reagire. Quanto innanzi non fa cambiare il giudizio sull’Amministrazione uscente. Concludo con due osservazioni: 1) Che male abbiamo fatto per trovarci nella seguente condizione: “o ti mangi ‘sta minestra o ti butti dalla finestra; 2) Forse ha vinto ancora una volta la borghesia Vomerese, che si è sposata con quella e ‘ncopp’ ‘o mazzo da signora’ *. Quella di Campania Felix è sempre in agguato. I Lupi irpini, intelligentemente, aspettano l’odore.

Luigi Mainolfi

*) A Salerno c’è una collina, che ha la forma del posteriore di una donna. Per dire che uno abita su quella collina, si usa l’espressione da me usata. Traduzione dal dialetto: sopra il culo della signora.  I residenti appartengono alla borghesia salernitana, omologhi dei residenti al Vomero o a Posillipo di Napoli.

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