martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Ecoreati e valorizzazione dei rifiuti
Pubblicato il 26-06-2015


Richiamando la recente legge integrativa dell’Articolo 452 del Codice penale (Legge n. 68/2015) ci conforta l’espansione di norme sui delitti contro l’ambiente. Ben 12 articoli (dal 452 bis al 452 terdecies) concorreranno alla realizzazione di un ambiente più sicuro. L’occasione è propizia anche per spingere il Bel Paese verso la valorizzazione dei rifiuti e la pulizia dell’ambiente. Peraltro le norme introdotte si aggiungono a precedenti leggi settoriali: dalla Legge n. 150/1992 al decreto legislativo n. 152/2006 ed al successivo n. 128/2010. Ci conforta altresì l’impegno del ministro dell’Ambiente per la movimentazione logistica dei rifiuti. Dall’ottobre 2013 è in attività il Sistri (Sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti).

Dal marzo 2014 il Sistri ha ampliato la gamma delle tipologie dei rifiuti e funziona a pieno regime assicurando la tracciabilità informatizzata, anziché quella cartacea, del trasporto Rsu (Rifiuti solidi urbani), dei rifiuti speciali, quelli pericolosi e tossico-nocivi. Sono così coinvolti tutti i gestori ed i produttori della filiera titolata alla problematica rifiuti, costituita da 77mila aziende di settore. Il ciclo di gestione rifiuti per i prossimi 5 anni dovrebbe consentire la riduzione drastica delle volumetrie di Rsu indifferenziati avviati in discarica, raddoppiare la raccolta differenziata ed assicurare per ogni Comune l’obbiettivo del 65% di differenziata “porta a porta”.

Per ridurre il residuo indifferenziato va avviata una campagna di educazione ambientale tesa alla separazione della frazione organica domestica e della ristorazione da destinare al compostaggio, incrementare la valorizzazione della Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano (Forsu), recuperare materia ed energia dalle frazioni di rifiuti tipo: metalli, carta, legno, vetro, plastica, tessili, Raee, ingombranti, pneumatici fuori uso. Intanto nella Capitale d’Italia, quella dell’ottavo Re di Roma, la raccolta differenziata – avviata nel 2012 – non decolla. Essa è ferma a livelli molto bassi (di poco superiori al 25%) e ancora lontani dagli obiettivi di legge. I noti 3 acronimi “R” (Ridurre, Riutilizzare, Riciclare) sono ancora disattesi dal popolo romano. Richiamando un pregevole articolo di Barbara Conti (pubblicato dal giornale Avanti! del 23 dicembre 2012) con il titolo: “Malagrotta, Roma ha paura”!ribadisco che le suddette “R” equivalgono ancora a “Rispetto per la legge, Ripristino della salute dei cittadini, Rivalutazione delle risorse e contenimento dei costi”. Finalmente con la salvifica legge sugli ecoreati, di cui in narrativa, verranno inflitte pene dure per chi inquina. Si rischiano 15 anni di carcere. In presenza di associazioni mafiose o camorristiche finalizzate a commettere i delitti contro l’ambiente, scattano le aggravanti.

Parimenti previste le pene aggravanti in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. Benvenuta l’iniziativa del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella circa l’apertura al pubblico della tenuta di Castelporziano. Si tratta del Borgo e del Castello di Castelporziano, i quali sono “sdoganati” per un progetto mirato all’accesso della disabilità e consentire l’uso delle strutture balneari e del Parco. Il Parco è un’oasi incontaminata di quasi 6000 ettari di territorio “verde” alle porte di Roma. Da questa estate parte l’accesso alla tenuta di 500 persone disabili le quali potranno passare l’intera giornata sia nel Parco che nelle strutture balneari adiacenti di oltre 3 chilometri della costa sul litorale di Ostia. La pregevole bontà di Mattarella per lo sdoganamento di Castelporziano mi stimola a ritentare la richiesta da me avanzata il 17 luglio 2014 al suo predecessore, Giorgio Napolitano. Si tratta dell’ipotesi di realizzazione di una piattaforma ecologica a Castelporziano. Piattaforma utile all’educazione ambientale ed emergenza rifiuti di Roma.

Al riguardo, pur tenendo conto che quel sito presidenziale è “riconosciuto quale Area Nazionale Protetta, è oggetto di particolare protezione per i profili naturalistici e ambientali ed è assoggettata ai pareri formulati dalla Commissione tecnico-scientifica, composta da illustri esponenti della comunità scientifica e culturale, tesi a promuovere e garantire la conservazione dell’inestimabile patrimonio naturale”. Con la presente lettera aperta e nel rispetto delle prerogative della nuova legge ecoreati, riformulo al presidente Mattarella la richiesta di stralciare dall’area “verde” di 6000 ettari della tenuta un modesto “atomo di territorio” di soli 20 ettari sul perimetro meno pregiato della stessa da destinare alla suddetta piattaforma ecologica. La piattaforma potrebbe ospitare un impianto simbolo “rivalutatore ambiente pulito”, utile per attenuare l’impatto dell’emergenza rifiuti di Roma. L’impianto verrebbe dotato di termovalorizzatore con camino orizzontale a getto d’acqua, di digestore anaerobico Forsu e di centro “waterjet” per lo smaltimento di pneumatici fuori uso (Pfu). La proposta vuole impedire a Roma l’effetto Nimby (Not in my back yard).

Signor Presidente mi appello all’Art. 87 della Costituzione Italiana e la invito, poiché lei è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale, ad intervenire e dare un’alternativa alla situazione di emergenza rifiuti. I tempi però sono stretti. Lei non può non sapere che c’è sul territorio nazionale chi vuole fare ancora business sulle discariche. L’affondo è per riaffermare che i cittadini romani producono almeno 4500 tonnellate al giorno di Rsu. Con la raccolta differenziata avviata col criterio “porta a porta” nella Capitale si potrebbero selezionare ben 500mila tonnellate di Forsu all’anno. Occorre il suo input esaustivo per l’avvio del ravvedimento operoso di cui alla citata legge n. 68/2015.

Manfredi Villani

 

 

Pieve Emanuele, 26/06/2015

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Commenti all'articolo
  1. A sostegno della lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del signor Manfredi Villani, pubblicata il 26/06/2015 nell’Avanti! online ritengo che in Italia non esistano poli educativi ed operativi per la cultura del riciclo dei rifiuti.
    E’ doveroso oggi sottolineare sia l’emergenza rifiuti, che lo sviluppo di un’educazione ambientale per tutti i cittadini. L’impianto proposto nelle righe del sig. Villani è volto a sostenere l’ambiente e a portar via la vecchia soluzione delle discariche e termovalorizzatori, il cui nome già porta malessere alla popolazione per i commerci legati alle eco-mafie, per lo stupore della mancanza di idee nuove sul riciclo e per la presenza di rifiuti maleodoranti e inquinanti nelle discariche intorno Roma e in altri siti.
    Ecco perché la lettera del Villani non può che essere un’ottima proposta per creare dei cambia-menti nelle persone che governano le istituzioni pubbliche.
    Mi auguro che le nuove idee possano essere assimilate, ritenute giuste e condivise per un’educazione ambientale, civica, puntuale.
    (professore di economia ambientale)

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