domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Il Psi non deve accontentarsi
del 2%
Pubblicato il 03-06-2015


Le elezioni regionali che si sono appena concluse hanno segnato l’ennesima battuta d’arresto per la rinascita di un progetto socialista in Italia. La scelta di non presentare liste di partito in alcune regioni e i risultati complessivi veramente modesti stridono fortemente con i toni trionfalistici di Nencini. La verità è che oggi, nella sostanza, non esistiamo politicamente. La nostra autonomia politica e parlamentare è stata più volte sacrificata sull’altare di un’obbedienza cieca al Pd e a Renzi. L’opinione pubblica italiana ignora del tutto la nostra esistenza come partito.

Noi abbiamo l’onore e l’onere di aver ereditato una storia importante, quella del Psi di Turati, Matteotti, Nenni, Pertini e Craxi. Come possiamo gioire di percentuali elettorali a cifra singola, sovente vicine all’unità? Come possiamo rallegrarci di aver eletto un solo consigliere regionale in Campania? Ma stiamo scherzando? Commentare positivamente questi risultati elettorali significa voler affondare la testa sotto la sabbia. Nient’altro.

Ma, al di là del mero conteggio dei voti, si pone per noi un problema politico ben più grosso. Stiamo appoggiando e difendendo le scelte di un Governo che sta stravolgendo la scuola, ignorando le ragioni di uno sciopero che ha toccato percentuali di adesione dell’80%. Difendiamo un Governo che si rifiuta di ottemperare ad una sentenza che gli impone la restituzione dei soldi estorti ai pensionati. Avalliamo una riforma costituzionale ed una legge elettorale che tolgono voce alla partecipazione e alle ragioni della democrazia. Sottaciamo gli insuccessi del Governo in tema di occupazione. Fingiamo di ignorare che il nostro Paese ha perso gran parte della sua autorevolezza internazionale, come dimostra l’atteggiamento dell’UE sul tema dei migranti e quello dei nostri alleati sui Marò. Tolleriamo che l’Italia affondi sotto il peso di una pressione fiscale asfissiante. Non denunciamo una legge come lo ‘Sblocca Italia’ che porterebbe le trivelle sul nostro territorio ed a poche miglia dalle nostre coste.

Il Psi ha il diritto ed il dovere di darsi una prospettiva diversa. E’ bene che si apra un confronto serrato al nostro interno. Io sono dell’idea che si debba uscire da questa maggioranza al più presto, per poi intavolare una discussione con l’area di centro-destra e con Forza Italia, nel pieno rispetto della nostra autonomia, anzi con il ritorno al garofano. In quell’area le nostre idee troverebbero ben altro spazio e riconoscimento. Ma, soprattutto, dobbiamo farlo per l’Italia perché il Partito Democratico ha fallito, e non è un caso che in questa tornata abbia visto fortemente ridimensionati i consensi. Mi auguro che si apra una stagione congressuale per tornare a pensare in grande. No, del 2% proprio non possiamo accontentarci.

Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Il 27 pv a Roma presso il centro congressi Cavour si terrà un convegno promosso da Bartolomei membro della direzione dal titolo “Ricominciamo dal socialismo” così si potranno porre le premesse per la rinascita del PSI e per evitare la distruzione dell’idea socialista come vogliono i catto-comunisti che da piccoli sono stati a scuola di Palmiro Togliatti comunista-stalinista e da adulti a scuola del Papa Giovanni Paolo II. Poi i nostri dirigenti vogliono farci scuola sul Socialismo perché chi dissente è altro. Forse l'”altro” lo troviamo nella nostra segreteria.

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