giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Stefano Risoli:
E se ad asfaltare fosse il M5S?
Pubblicato il 16-06-2015


I ballottaggi delle Comunali hanno spiazzato analisti e partiti. Diversamente dalle aspettative di tanti portatori di verità la possibilità data agli elettori di decidere il sindaco della propria città non spinge alla partecipazione. Anche in questa tornata oltre la metà degli elettori rimane a casa, diversamente da quanto accaduto nei ballottaggi di precedenti comunali.

Un ballottaggio che, alla luce di quello introdotto nell’Italicum, ha spinto diversi esponenti politici del centrosinistra e della minoranza Pd a chiedere un ritocco dell’Italicum. Eccoli lì, mentre altri che prima vi si erano opposti sono ora convinti della sua validità, specie in M5s e Fi.

Il primo dato che ha sorpreso è il fatto che, da Venezia in primis, il candidato del Pd, in vantaggio nel primo turno, ha poi perso al secondo. Così è avvenuto anche ad Arezzo, Nuoro, Matera e Porto Torres, quest’ultima una delle cinque città conquistate da M5S (le altre sono Venaria, Quarto, Gela e Augusta). Al secondo turno gli elettori di M5S, quando il loro candidato non era presente, sono rimasti a casa, mettendo quindi sullo stesso piano il candidato del Pd e quello di centrodestra.

Viceversa gli elettori di centrodestra se al ballottaggio c’era un candidato del Pd ed uno di M5S, hanno preferito il secondo, specie laddove il candidato Dem era il sindaco uscente. Tutto cominciò da Parma ed ora si ripete .

Non ha quindi perso il candidato più radicale, come solitamente si sostiene; anzi si è affermato in nome del rinnovamento. Una situazione che ha spinto Luigi Di Maio, uno dei leader di M5s, ad una conversione all’Italicum, che prevede appunto il ballottaggio se nessuno supera il 40%: “Con il doppio turno nazionale asfaltiamo il Pd”, ha esultato, dopo che in Parlamento il Movimento si era opposto alla riforma. Il fatto che M5S sia competitivo al secondo turno ha spinto alcuni esponenti del centrosinistra a chiedere un ritocco dell’Italicum, con l’assegnazione del premio alla coalizione e non al partito vincente. Lo ha detto qualcuno della minoranza Pd, sostenendo la necessità di mettere in discussione il doppio turno in quanto tale.

Ma che bello. Se vinco gioco e se perdo cambio le regole del gioco. Questa si che si chiama coerenza!

Stefano Risoli
Cinb Collecchio – PR

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