mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

SCRUTINI, È GUERRA
Pubblicato il 05-06-2015


Suola-blocco scrutini

Continua a creare scompiglio la riforma della Scuola. Questa volta allo sciopero degli scrutini da parte degli insegnanti, a rispondere sono i dirigenti scolastici, che tentano di arginare il caos e prendono posizione a colpi di circolari intimidatorie. Mentre Usb ha fatto sapere che per “salvaguardare i lavoratori ed il sindacato dal rischio di sanzioni, abbiamo comunque comunicato che, in attesa di una risposta, sospendiamo il prolungamento dello sciopero e procederemo con un’astensione che si limiterà a 2 giorni consecutivi”. I presidi rispondono con circolari tipo: “Gli scrutini sono convocati in via straordinaria sabato sera alle ore 23”. O anche “domenica alle ore 11”. Oppure “si invita il personale a dare comunicazione volontaria dell’eventuale adesione allo sciopero”, e ancora “per tutto il periodo non saranno autorizzati permessi per motivi personali né giornate di ferie”.

La protesta del blocco degli scrutini dei sindacati di Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal, Gilda partirà la prossima settimana e sarà solo di un’ora per i primi due giorni di scrutini, mentre Cobas e Unicobas bloccheranno anche tutte le altre attività scolastiche. La protesta sta preoccupando non solo i presidi, ma anche i genitori, in quanto l’assenza di un solo insegnante durante il collegio può portare al rimando di tutto. In vista degli esami, sono escluse dalla protesta le ultime classi alle medie e alle superiori. Alla decisione dei presidi, ha subito controbattuto il sindacato della Scuola, Anief. “Compiono un atto illegittimo i dirigenti che indicono gli scrutini di domenica, per recuperare quelli non svolti a causa dello sciopero proclamato dai sindacati contro l’approvazione della riforma della scuola”.

A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente Anief, dopo aver appreso dalla stampa nazionale della volontà, da parte di più di un capo d’Istituto, di posticipare la convocazione degli scrutini finali alla domenica, con l’obiettivo di mettersi di traverso e “scongiurare l’ultima delle proteste contro la Buona Scuola di Matteo Renzi e Stefania Giannini”. “Se questi dirigenti dello Stato dovessero veramente spostare qualche scrutino a domenica 14 giugno – spiega Pacifico – si prenderebbero una bella responsabilità, perché stiamo parlando di attività a tutti gli effetti funzionali all’insegnamento, che devono essere obbligatoriamente svolte in orari e giorni feriali”. Questa decisione “comporterebbe delle conseguenze legali di cui i dirigenti dovranno rispondere in prima persona”.

La protesta diventa quindi un braccio di ferro nella scuola, mentre i sindacati Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal, Gilda annunciano per stasera fiaccolate,cortei e notti bianche nelle piazze italiane di prof, bidelli, studenti (e anche genitori) per “La cultura in piazza”.

“La grande mobilitazione di tutto il mondo della scuola contro la riforma del governo Renzi sta producendo i primi risultati se è vero, come riportano notizie di stampa, che l’approvazione del ddl potrebbe slittare a fine luglio con lo stralcio del piano di assunzioni. In questo momento è perciò fondamentale mantenere alta la guardia e proseguire con tutte le iniziative di protesta”. Afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda. “Se il ddl resta così com’è anche al Senato, bloccheremo la scuola a settembre”, ha detto Massimo Di Menna, segretario della Uil.

Gianfranco Volpari, responsabile scuola Psi, invita alla cautela i sindacati “in quanto il tempo del confronto con il Governo c’è stato”. Inoltre “non si capisce questo accanimento contro la valutazione degli insegnanti, come a dare per scontato che tutti gli insegnanti siano bravi”. “Certamente – precisa Volpari – i modi di valutazione vanno discussi, ma la posizione dei vari sindacati risulta di preconcetto anche perché non hanno colto gli aspetti più importanti della riforma come quelli che vanno contro il precariato nella Scuola”.

“Il pregiudizio dei sindacati sulla riforma della Scuola – spiega il socialista – è riscontrabile anche per quanto riguarda la famigerata questione dei “presidi sceriffi”, in quel caso c’è stata la modifica”. “Quindi – auspica Volpari – la soluzione è sempre quella del confronto. Ci sono i modi, gli elementi per modificare altri aspetti di questa riforma”, ricordando che in commissione Istruzione al “Senato c’è l’esame degli oltre 2 mila emendamenti al ddl”.

Maria Teresa Olivieri

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