mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scuola, assunzioni e fiducia scuotono il governo
Pubblicato il 22-06-2015


Insegnanti_scuolaSi continua a lavorare al testo del ddl scuola in attesa della seduta della Commissione Istruzione del Senato, prevista per martedì mattina, quando si tenterà di mettere a punto una proposta di sintesi, che tenga conto delle richieste di modifica degli altri gruppi parlamentari. Nei giorni scorsi il Pd aveva sottolineato la necessità di approvare in tempi rapidi il ddl in modo da rendere possibile l’assunzione di 100 mila docenti precari a settembre. Un allungamento dei tempi infatti renderebbe impossibile il raggiungimento di questo traguardo e proprio per questo motivo i relatori hanno chiesto ai gruppi uno sfoltimento degli emendamenti presentati.

Sui centomila torna a parlare il presidente del consiglio Matteo Renzi. “Deciderà il Parlamento”, afferma. Per quello che ci riguarda è del tutto evidente che se la riforma passa, ci saranno 100 mila assunzioni, se la riforma non passa o non passa in tempo, le assunzioni saranno quelle del turn over, che sono circa 20-22mila persone”. E sulla fiducia non si sbilancia e a chi gli domanda se il governo potrebbe mettere la fiducia sul ddl scuola, il premier risponde: “Le valutazioni dipendono dal Parlamento”. “Se la riforma della scuola non passa – spiega Renzi, a margine degli Stati generali del clima – non è che non ci sono assunzioni, ma ci sono le assunzioni previste dal turn over, perché si continua con il sistema di oggi”.

Con la riforma del governo “è il modello di scuola che cambia, cambia tutto il sistema, con l’introduzione dell’organico funzionale e quindi la possibilità di avere più professori. Se rimane il sistema di oggi” non si possono assumere i 100mila professori, perché “non si possono inserire” nel vecchio sistema: “cosa gli fai fare?”.

A ribadire il concetto anche il Ministro per la pubblica istruzione Stefania Giannini che afferma che “la fiducia è uno strumento tecnico e il ricorso o meno della fiducia dipenderà dalle “risposte dell’opposizione rispetto ai molti emendamenti”. In sostanza se questi non verranno ridotti drasticamente porre la questione, per il governo, diventerà un passo obbligatorio.

Una opzione che viene vista come fumo negli occhi dalle opposizioni. Per i grillini “Renzi è alla disperata ricerca di un capro espiatorio per giustificare davanti all’opinione pubblica la decisione, tutta sua, di far saltare le assunzioni dei precari pur di portare a casa, a colpi di fiducia, l’intera riforma della scuola”. Per i Pentastellati le “100 mila assunzioni si possono e si devono fare già da quest’anno”, insistendo sulla proposta di “stralcio del piano sul reclutamento da tutto il resto della riforma”. Ma l’accusa che il M5S rivolge e Renzi è di aver  “deciso di voltare le spalle ai precari illusi per mesi con la balla della Buona Scuola”.

Da Sel parlano di “ricatto ignobile e indecente”: “Ogni giorno – affermano il capogruppo di Sel alla Camera Loredana De Petris e la senatrice dello stesso partito Alessia Petraglia – il presidente del Consiglio ripete il suo ricatto: o la riforma della scuola passa come la voglio io o ne faranno le spese i 100mila precari che dovrebbero essere assunti”. Parole che si aggiungono a quelle di Vendola che invita il premier a “non fare il furbo, lui è stato un campione dei decreti legge” e “ci vuole un attimo per fare un dl per l’assunzione dei 100 mila e lasciare al Parlamento e alla scuola italiana la libertà di una discussione” per “produrre una buona riforma. Ma quella di Renzi è pessima”.

Una la riforma oltre che a vedere la contrarietà forte dell’opposizione divide anche la maggioranza e in particolare il Pd. L’ex capogruppo Roberto Speranza parlando a SkyTg24 si augura che il dll scuola “al Senato possa essere modificato e approvato senza mettere la fiducia, perché la fiducia sarebbe una sconfitta del Parlamento”. “Il Pd – aggiunge – deve fare la riforma della scuola con insegnanti e studenti, non contro. Perché di farla ‘contro’ se lo può permettere il centrodestra, non il Pd”, sottolinea Speranza. Un altro esponete della minoranza molto critico è Corradino Mineo . “Circolano voci e stati d’animo – dice – su un maxi emendamento” per il ddl scuola “ma né Tocci né io siamo stati chiamati per un confronto, né i senatori di opposizione”. “Ho visto una bozza, non so se è autentica”, ma in quel testo “non c’e’ nessuna apertura sulle questioni fondamentali, come il ruolo dei presidi o gli sgravi fiscali per le paritarie”. “Se ci fosse un documento con delle novità, chiederemmo qualche ora per ragionarci e diffondere la bozza”. Se invece non ci saranno cambiamenti sostanziali, “noi manterremo i nostri emendamenti, che sono circa 10”. Ma poi, ha ipotizzato, “il governo farà saltare il tavolo perché non ci saranno i numeri in Commissione e si andrà in aula con il testo uscito dalla Camera, con il maxi emendamento e, temo, col voto di fiducia”.

Sullo sfondo resta il malcontento di associazioni e Cobas con le prime che chiedono di approvare “immediatamente”, con un decreto legge, la stabilizzazione dei circa 100 mila docenti precari e di rinviare invece al 2016-17 l’introduzione dell’organico dell’autonomia, dopo aver preventivato un piano pluriennale di stabilizzazioni. I Cobas invece sono già pronti a mettere in campo una serie di mobilitazioni che dal “23 al 25 giugno si svolgeranno in tutta Italia.

Ginevra Matiz

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