sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Serie A, le pagelle.
Juventus al top,
disastro milanese
Pubblicato il 09-06-2015


serie A pagelleCon la finale di Champions League di sabato scorso a Berlino, si è chiusa la stagione calcistica 2014/2015. Juventus dominatrice, nonostante il ko contro il Barcellona. Lazio, Empoli e Chievo le rivelazioni, flop di Napoli, Milan e Inter. Ecco le pagelle squadra per squadra.

Juventus 9.5  Con la vittoria della Champions League il 10 sarebbe stato obbligatorio. Una sconfitta che comunque non rovina una stagione strepitosa, nata con molto scetticismo dopo l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri. Invece il tecnico bianconero ha gestito al meglio il lavoro del suo predecessore, inserito gradualmente le proprie idee e ricucito il rapporto con Pirlo. Evidente il passo in avanti in campo europeo e dopo 20 anni la Vecchia Signora è tornata a vincere la Coppa Italia.

Roma 5 – Premessa: competere con questa Juventus era praticamente impossibile, così come sperare di centrare la qualificazione agli ottavi di Champions dopo il sorteggio sfortunato (gruppo con Bayern Monaco, Manchester City e Cska Mosca). Ma l’allenatore Rudi Garcia, a inizio stagione, aveva ripetuto più volte (anche in maniera arrogante) di essere sicuro che la sua squadra avrebbe vinto il tricolore. E invece è arrivata a 17 punti dai bianconeri. Anche in Europa i giallorossi hanno parecchi rimpianti: la qualificazione era praticamente in tasca, ma è stata buttata al vento nei minuti finali della sfida a Mosca e nel match spareggio contro il City. Senza dimenticare l’umiliante 1-7 subìto all’Olimpico dal Bayern e il pessimo cammino in Europa League. Il gioco che aveva fatto divertire lo scorso anno si è visto raramente, fortunatamente la vittoria nel derby alla penultima giornata ha regalato il secondo posto e la nuova qualificazione ai gironi della Champions. Ma a festeggiare, ancora una volta, sono gli altri.

Lazio 8  In pochi si aspettavano una stagione così positiva da parte dei biancocelesti di Pioli. Avvio stentato, poi l’esplosione di Felipe Anderson, l’affidabilità sotto porta di Klose e il ruolo fondamentale a centrocampo di Biglia e Parolo. L’obiettivo era tornare in Europa, farlo nella competizione più importante è un piccolo miracolo. Sconfitta in finale di Coppa Italia, ma la Juventus ha dimostrato di non avere rivali in Italia.

Fiorentina 6  Stagione positiva, con il quarto posto raggiunto all’ultima giornata. Ma troppi rimpianti e ruolo di co-protagonista che comincia a stare stretto ai tifosi viola. La delusione maggiore è arrivata in Coppa Italia, con la sconfitta casalinga 0-3 contro la Juventus dopo aver vinto la gara d’andata nel fortino dei bianconeri. In Europa League eliminazione dal Siviglia, che poi ha vinto il trofeo. Gran colpo Salah, Giuseppe Rossi infortunato tutto l’anno.

Napoli 4.5 – Un ciclo finito nel peggiore dei modi. I primi presagi di una stagione negativa si erano avuti in estate con un mercato insufficiente e, soprattutto, con l’eliminazione nei preliminari di Champions League contro l’Athletic Bilbao. Quel ko ha scosso e innervosito i maggiori protagonisti (Higuain su tutti), mentre Benitez si è dimostrato troppo ottuso in alcune scelte (turnover spesso esagerato e mai un cambio di modulo). Amarezza per l’eliminazione in semifinale di Europa League contro il Dnipro. Si ripartirà da Sarri.

Genoa 7.5  Europa League, anzi no. Gasperini ha ridato entusiasmo alla piazza, riportando il Grifone a lottare nelle parti alte della classifica e non più per la salvezza. Perotti e Iago Falque due scommesse vinte. Se la società riuscirà a trattenere i gioielli (compresi Bertolacci, Perin e De Maio) potrà farsi perdonare, in parte, l’errore di aver presentato in ritardo la documentazione per ottenere la licenza Uefa e disputare così l’Europa League, conquistata meritatamente sul campo. E la beffa è che il posto del Genoa verrà preso dai cugini della Sampdoria.

Sampdoria 6.5 – A Mihajlovic il merito di aver riportato i doriani in Europa (anche se per ‘disgrazie’ altrui) e di essere stato per buona parte della stagione in zona Champions. Poi nel finale il comprensibile calo, a causa soprattutto della partenza di Gabbiadini e dell’infortunio di Eder, due grandi protagonisti della più che positiva stagione blucerchiata.

Inter 4 – Un disastro non annunciato. L’anno scorso Mazzarri aveva ripetuto più volte che questa sarebbe stata la stagione della svolta. Dopo un inizio incoraggiante, si è consumato lo strappo con una parte della tifoseria e l’addio è stato inevitabile. Ma con il ritorno di Roberto Mancini la musica non è cambiata, anzi. Icardi ha chiuso vincendo la classifica cannonieri, la difesa è stata da film horror.

Torino 7  Inizio a singhiozzo, con pochi gol e gioco noioso. Poi a gennaio la squadra ha cambiato ritmo grazie ai gol ritrovati di Quagliarella e all’acquisto azzeccato di Maxi Lopez, rivitalizzato da Ventura. Da sottolineare l’ottimo cammino in Europa League con la storica vittoria al San Mames di Bilbao e, dopo addirittura 20 anni, il successo nel derby di ritorno contro la Juventus.

Milan 4 – Pochi promossi e tanti bocciati. L’esordiente Inzaghi ha più di un alibi per aver avuto a disposizione una rosa modesta. E lo avevano capito anche i tifosi rossoneri, che non hanno mai criticato il loro pupillo anche nei momenti di difficoltà. Bene Menez e Bonaventura, ma troppi flop, Torres su tutti. Con l’arrivo di Mihajlovic e l’ingresso societario di Bee Taechaubol (ha comprato il 48%), ci si aspetta un Milan nuovamente competitivo.

Palermo 7 Neopromossa che non ha mai lottato per la salvezza. I gioielli Vazquez e Dybala (ceduto alla Juventus per circa 32 milioni). Iachini che ha terminato un anno intero senza esonero quando il presidente si chiama Maurizio Zamparini, famoso per la sua fama di ‘mangiaallenatori’. Tutto ciò fa del Palermo una delle squadre che merita solo complimenti per l’ottimo campionato.

Sassuolo 6.5  Un’altra batosta, ancora 7 gol subìti e sempre dall’Inter. Ma quella pesantissima sconfitta di inizio campionato a San Siro resta l’unico neo nella stagione dei ragazzi di Di Francesco. Berardi e Zaza sono con le valigie in mano, pronti per una grande squadra (potrebbero finire entrambi alla Juventus). Ma è arrivato il prolungamento del contratto del tecnico, che si trova decisamente a suo agio nell’ambiente neroverde e costituisce la base per un’altra annata positiva.

Hellas Verona 6 – Stagione nata con qualche problema e Mandorlini più volte a rischio esonero. Hanno pesato i troppi gol subìti e il rendimento negativo di Marquez e Saviola, ormai prossimi alla pensione. C’ha pensato l’eterno Luca Toni a caricarsi la squadra sulle spalle e, a 38 anni suonati, chiudere con 22 gol all’attivo. Salvezza tranquilla, ed era quello che contava.

Chievo 7 – L’ennesima salvezza per la ex Cenerentola della Serie A, ora realtà importante e consolidata del campionato. Decisivo l’arrivo in panchina di Maran, che ha dato gioco e solidità ai gialloblù, salvi in largo anticipo e senza mai lottare. E per il tecnico è arrivato il meritato prolungamento triennale.

Empoli 7.5  Pochi si aspettavano un campionato così positivo da parte dei toscani. Tante le rivelazioni: dal difensore Rugani, sempre presente e mai ammonito, al regista Valdifiori, fino al ritrovato Saponara e al sempreverde Maccarone. Un’orchestra perfettamente gestita da Maurizio Sarri, tanto da meritarsi la chiamata del Napoli. Per gli azzurri ripetersi sarà difficile.

Udinese 6 – Senza infamia e senza lode. La prima stagione bianconera di Stramaccioni (che sarà anche l’ultima, al suo posto è già arrivato Colantuono) si è conclusa con l’obiettivo salvezza raggiunto, senza particolari patemi. Ma, oltre alla crescita di Allan e a qualche giovane promosso in prima squadra, ci si aspettava qualcosa di più, soprattutto dal punto di vista del gioco.

Atalanta 6  Obiettivo raggiunto e quindi sufficienza obbligatoria, anche se risicata. Si è concluso il ciclo Colantuono, esonerato a metà stagione. Reja con la sua esperienza ha gestito bene una situazione che poteva essere delicata. Troppi attaccanti hanno deluso, servirà un mercato migliore rispetto all’ultimo.

Cagliari 3 – Zeman, Zola e ancora Zeman. La Z non ha portato fortuna al Cagliari del presidente Giulini, retrocesso alla sua prima stagione da numero uno rossoblù. Il tecnico boemo non ha lasciato la sua impronta, i senatori hanno deluso e la squadra si è piano piano spenta. L’augurio è quello di tornare subito nella massima serie perché la Sardegna e Cagliari meritano il palcoscenico primario.

Cesena 5 – La missione impossibile non è riuscita ai romagnoli. Budget limitato, qualità anche. Anzi, la classe di Brienza e il talento di Defrel in un certo momento hanno lasciato sperare nel miracolo, ma la speranza è durata poco. Errori infiniti in difesa, applausi ai tifosi che sono sempre stati vicini ai loro beniamini, anche quando è arrivato l’amaro verdetto.

Parma 5  Un voto per non infliggere troppo su una situazione già drammatica. Si è parlato poco di calcio, con tutto l’ambiente influenzato dal caos societario, non ancora risolto. Giocatori e staff senza stipendi, retrocessione inevitabile e futuro incerto. Ma un applauso va a tutto lo staff tecnico che ha comunque proseguito e onorato il campionato fino all’ultima giornata. Si spera nell’arrivo di un presidente ben intenzionato a far tornare il Parma nel calcio che conta.

Francesco Carci

 

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