domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spirito di patata.
Pubblicato il 21-06-2015


Enzo Bettiza, uno dei più grandi giornalisti della carta stampata, in interviste e scritti ha spesso raccontato la sua esperienza di condirettore del Giornale (di cui fu tra i co-fondatori) e il complesso rapporto che lo legò in quegli anni ad Indro Montanelli che, come è noto, finì per deteriorarsi irrimediabilmente, non condividendo le scelte di indirizzo politico del direttore che Bettiza considerava, a ragione, sbagliate. Il grande Indro, quotidianamente, con la sua prosa corrosiva, firmava un brevissimo corsivo per la rubrica “Controcorrente” e spesso capitava che il prodotto non corrispondeva alla sua fama. Bettiza non è ricorso a perifrasi: “Passava ore e ore a vergarli a mano, come una cavalletta fulminata… E finché durava questo invasamento dovevo sorvegliarlo perché, non so come, Montanelli tendeva a scivolare nella licenziosità sessuale…”. Stiamo parlando di due icone della storia del giornalismo. Oggi, purtroppo, ci sono in giro per le redazioni di importanti quotidiani, giornalisti e columnist che provano con una certa frequenza ad improvvisarsi scrittori di corsivi, cercando di imitare i loro illustri predecessori. Tra essi spicca il signor Sebastiano Messina, formatosi professionalmente (e politicamente) nella redazione catanese de L’Ora, storico giornale palermitano del pomeriggio legato a doppio filo con il Pci, per approdare successivamente alla corte di Eugenio Scalfari, dove si è cimentato, non lasciando in verità un grande segno, con svariati argomenti (dalla politica alla critica televisiva). Dirottato per 4 anni alla direzione redazione palermitana di Repubblica (a molti è sembrato il classico promoveatur ut admoveatur) dove ha brillato per faziosità, Messina è tornato infine alla casa madre dove il direttore Mauro gli ha affidato una rubrica,”Bonsai”, in cui il nostro si esercita (quasi) quotidianamente a scrivere e, se non bastasse, a diffondere su Repubblica Tv, i suoi davvero poco brillanti corsivi. Tutto da leggere (o ascoltare) quello dedicato all’ennesimo maleodorante scandalo calcistico di cui sono protagonisti eccellenti i dirigenti del Catania, la squadra della sua città, in cui, per celia, il nostro suggerisce di legalizzare scommesse e compravendite di partite di calcio. Siamo di fronte, come si usa dire, ad uno “spirito di patata”. L’umorismo e l’ironia non sono generi facili da manipolare e, sin troppo spesso, Messina mostra di non averne molta dimestichezza. Si consoli lui e consoliamoci noi. Se non ci riusciva ieri Montanelli non si capisce perché dovrebbe riuscirci oggi il signor Messina. Emanuele Pecheux

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