domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Spose bambine. Un’altra forma di sopraffazione
Pubblicato il 23-06-2015


Spose bambine

Tahani, 10 anni, nella casa in Afghanistan in cui vive con il marito 31enne. Sono sposati da 4 anni (S.Sinclair)

Una conseguenza trascurata delle migrazioni è il fenomeno dei “matrimoni forzati”, a cui sono sottoposte bambine tra gli 11 e i 18 anni. Non solo quindi il Sud del mondo dove i matrimoni combinati sono ormai la prassi, ma anche nel nostro Paese, dove 2 mila ragazze, nate in Italia, sono costrette a sposarsi negli Stati di origine dei loro genitori. Il problema è stato illustrato durante la conferenza “Avevo 12 anni quando è venuto un uomo a chiedere la mia mano:
 spose e madri bambine come fenomeno globale”, promossa dal Gruppo parlamentare “Salute globale e diritti delle donne” e AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo, che si è tenuta oggi, 23 giugno, 
presso la Camera dei deputati Sala del Refettorio. “Questi matrimoni sono quasi sempre incoraggiati e promossi dalle famiglie come rimedio alla povertà, come mezzo per liberarsi delle figlie, considerate un peso, perché poco produttive, nella speranza di assicurare loro un futuro migliore, in termini sia finanziari sia sociali”, ha detto Pia Locatelli, deputata socialista e coordinatrice Gruppo parlamentare “Salute globale e diritti delle donne”, aprendo i lavori.

I dati emersi mettono in luce quanto questo fenomeno risulti ancora persistente: sono 60 milioni i matrimoni forzati, 146 i paesi dove le ragazze possono sposarsi al di sotto dei 18 anni e 52 dove il matrimonio è consentito prima di compiere i 15 anni, ma anche dove la legge lo impedisce si verificano casi limite di matrimoni combinati con bambine anche di 8 o 10 anni. Ogni giorno, 20.000 ragazze sotto i 18 anni diventano madri nei paesi del sud del mondo. Le giovani sotto i 15 anni che partoriscono ogni anno sono 2 milioni su un totale di 7,3 milioni di madri adolescenti; se le tendenze attuali proseguiranno il numero di nascite da ragazze sotto i 15 anni potrebbe salire a 3 milioni l’anno nel 2030.

Spose bambine-LocatelliLa deputata socialista ha poi ricordato le conseguenze di questi matrimoni, non solo una sorta di “pedofilia legalizzata, ma anche danni per la salute di queste ragazze per via di parti e gravidanze per cui il loro corpo non è ancora pronto. “Chi nasce da una madre bambina – prosegue ancora Locatelli – o comunque minorenne ha un’alta probabilità di morire in età neonatale e, anche quando sopravvive, corre maggiori rischi di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici”.

Da sempre promotrice dei diritti delle donne, Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, ha mandato i suoi saluti ricordando che “finché ci saranno bambine a cui un uomo può chiedere la mano, l’uguaglianza di genere rimarrà una chimera irrealizzabile”.
Sandra Zampa, vicepresidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia, ha notato come “l’essere travolti da una crisi economico- politica ci porta a dimenticare un fenomeno a noi più che vicino”. Alcuni Paesi, come la Svezia, la Germania, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera, hanno tentato di valutare l’ordine di grandezza del problema, con dati alla mano. Mentre in Italia i dati sono stati ricavati, grazie informazioni e dati relativi alle comunità immigrate nel nostro Paese alla fine del 2012. Emerge così, indicativamente che il 75% delle ragazze immigrate dal Ghana in Veneto ha contratto un matrimonio prima dei 15 anni, e ancora che il 32% delle ragazze originarie del Bangladesh residenti in Lazio si è sposata prima dei 18 anni.

“Si può affrontare questo fenomeno fornendo maggiore consapevolezza dei propri diritti alle ragazze e alle bambine”, ha affermato Maria Grazia Panunzi, presidente di AIDOS. Maura Misiti, CNR/Le Onde Onlus, ha ricordato che “il matrimonio precoce fa parte della violenza di genere e della cultura di predominio maschile”. “Anche la nostra cultura recente – precisa Misiti – ha avuto a che fare con un fenomeno simile, riconducibile ai cosiddetti ‘matrimoni riparatori'”. Infine Barbara Spinelli, Trama di Terre Onlus, ha ricordato come spesso questo problema venga sottovalutato dalle nostre Istituzioni e dagli stessi assistenti sociali che non affrontano, nonostante le segnalazioni, la difficoltà di “bambine nate e cresciute in Italia che spesso vengono rispedite dai loro genitori nei loro Paesi di origine per andare in spose a degli sconosciuti”.

“L’azione per prevenire ed eliminare i matrimoni di minori, precoci e forzati – ha concluso Pia Locatelli – richiede altrettanto impegno di quello profuso nella campagna mondiale per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili e della quale l’Italia si è fatta promotrice in Europa. E’ necessario che questa piaga rientri a pieno titolo nel piano antiviolenza messo a punto da Governo, con un capitolo specifico e fondi adeguati che permettano indagini statistiche, formazione e campagne di informazione”.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento