giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Terrorismo, l’Italia non deve sottrarsi al proprio dovere
Pubblicato il 26-06-2015


Lo scenario mediterraneo instabile ci ha nuovamente donato le immagini del dramma quotidiano degli sbarchi settimanali e degli attacchi terroristici che si fanno sempre più ravvicinati e sempre di più imprevedibili al punto che lo stesso innalzamento dello stato di allerta diventa superfluo quando si è circondati di piccoli gruppi armati e coordinati in grado di colpire alla cieca vittime inermi.

Il terrore del fanatismo religioso islamico è oggi in grado di colpire il cuore delle economie dei paesi che resistono all’ondata dell’islamismo politico; è il caso della Tunisia, di nazioni che non si sono piegate neanche nel passato alla furia iconoclasta del radicalismo, come nel caso del Kuwait, ma anche di nazioni che già hanno recentemente pagato un tributo drammatico di sangue, che vivono le contraddizioni di una storia comune e che si sentono sotto minaccia quotidiana come la Francia, colpita oggi in un suo centro produttivo come se non importasse che la sacra alleanza fra popoli, nazioni e religioni passa anche e soprattutto attraverso lo sviluppo, la produzione, il lavoro.

L’azione di contrasto alla progressione terroristica orienterà nel futuro l’azione dei Governi in senso repressivo e non escludendo anche svolte di carattere militare anche in Tunisia.

D’altronde la vulnerabilità dei confini con la Libia, l’aumento conclamato del potenziale terroristico necessiterà di una risposta forte, essa può mettere a rischio anche il fragile equilibrio politico tunisino determinato dal compromesso fra partiti laico-nazionalisti e il movimento islamico di H’nada, d’altronde è ormai in gioco la sopravvivenza stessa della stabilità del paese e vi sarà un concorso internazionale per intensificare la difesa del territorio tunisino, difesa del quale anche l’Italia non dovrà sottrarsi.

Bobo Craxi

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