giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“The Salvation”. Apologia di un western tra crimini, vendetta e banditismo
Pubblicato il 22-06-2015


Una scena del film "The Salvation"

Una scena del film “The Salvation”

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2015, il film “The Salvation” – del danese Kristian Levring – è frutto di una  nutrita co-produzione (danese, inglese, sudafricana, svedese e belga). Fin dall’ incipit  si respira un clima intimista, le inquadrature tendono a cogliere stati d’animo e pensieri reconditi, non vi sono esagerazioni, lunghe cavalcate, non vi è sangue versato a profusione, la macchina da presa  si sofferma il tempo necessario per ottenere un effetto sobrio e senza pathos. Non sembra, come detto da più parti, solamente un omaggio al western classico, in particolare quello degli “spaghetti  western”.

Protagonista è il colono danese Jon (un eccellente Mads Mikkelsen) luminoso, non ancora cupo, quando giunge, nel “locus amoenus” della stazione western, primo dei tanti “topos”: si è detto che questi sono stereotipi, tuttavia divengono motivi ricorrenti di un genere. Una carrellata ci introduce all’interno dove l’incedere lento dei passeggeri è sottolineato dal rallenti, la luce  è sfocata come lo sarebbe una fotografia ottocentesca. Bellissima la fotografia di Jens Schlosser: le figure sono assemblate in stile pittorico, i colori, ora vivaci quasi pastello, ora scurissimi. Vi è un certo calore umano che traspare. La macchina da presa si stampa sul volto del colono Jon che si ricongiunge alla bella moglie e al figlioletto di dieci anni (i dialoghi sono in lingua danese e il bravo Mikkelsen sembra gradire molto questa sorta di straniamento, si vede che è la sua lingua madre). Primissimi piani di lui innamoratissimo, alternati a quelli di lei, innamoratissima. La speranza di una vita nuova.

Lei non è la classica donna del western adombrata o in nero. E’ ancora una happy family. Il viaggio della diligenza non sembra presagire un assalto alla “Ombre Rosse”, il vero pericolo non è fuori, ma dentro: all’interno dell’abitacolo si parla il rassicurante e caldo danese, finché dal finestrino si intravede, più che il rosso, il blu cobalto del cielo che si fa plumbeo. Il film avvisa lo spettatore che qualcosa succederà. L’idilliaco dialogo tra padre e figlio, viene interrotto dai due balordi che si sa, sono coloni americani dalle maniere spicce, “natural born killer”; il danese no, lui è di altra stoffa, altro aplomb. Uno di loro anticipa il nome della seconda protagonista, la bella Madelaine, detta Principessa (la bravissima Eva Green) alla quale gli indiani hanno strappato la lingua. La violenza  si evoca ma lo spettatore non la vede e neppure Jon, che, dopo un balletto di pistole puntate, viene scaraventato fuori dalla carovana in corsa, avvolta in una luce da brughiera fosca e nebbiosa, nella sua folle corsa trainata da cavalli demoni in procinto di varcare l’Ade.

Il disperato Jon rincorre la carovana finchè può, alle sue spalle il cobalto  è sfumato ed è apparsa la luna. Bella inquadratura di pietà paterna, con lui che stringe al petto il figlioletto assassinato dai balordi. Il cadavere di lei non c’è ma uno degli assassini prima di morire ammazzato da Jon, grida che la donna si salverà ;il colono si ricorda di essere stato un soldato e spara senza pietà. Si fa giorno e i colori del west ritornano sulla prateria, come i “topos” del  villaggio, della prigione, dello sceriffo-prete, del sindaco becchino e soprattutto del “salvatore” che deve liberare la città dal cattivo, il colonnello Delarue (l’efficace attore americano Jeffrey Dean Morgan). Il tempo filmico è lento, si posa come una carezza sui corpi, si attarda: Jon  veglia i suoi cari, e piange davvero, non ha ancora la tempra del pistolero. Il cattivo Delarue si presenta baffi e cappello. e fa fuori tre innocenti per vendicare il  fratello morto, uno dei due balordi fatto fuori da Jon. La furia assiderata del Cattivo-Delarue, più simulacro di cattiveria che altro, porterà alla cattura di Jon, che sarà messo alla gogna, appeso ad un palo, ferito davanti alla Principessa dallo sguardo terreo ed erinnico. Adesso il “topos” della notte non ha la luna con sé, ma una pioggia insistente, una pioggia e una luce che sanno veramente di notte nordeuropea. I primissi piani di Jon esaltano la bravura dell’attore, quando si ritrova libero e con un fucile in mano. Anche la Principessa Madelaine scappa da Delarue e si ritrova su un treno.

Una suspance accennata, poi, l’inesorabile colonnello riacciuffa la fuggiasca: le inquadrature degli stivali, quelle sì, sono una citazione western. Anche Eva Green fa la pistolera, ma dura poco. Quand’ecco che John, riavutosi dallo sfinimento e fuori dal lutto, si fa astuto e pistolero. Un occhio di un cattivo viene trapassato da un coltello che sbuca da una parete di legno, unico momento di quasi trash. Lo spettatore avrà la sua catarsi, ma non sarà tutto omologato. I sopravvissuti si guarderanno in cagnesco, e lo stesso Jon a forza di fissare la donna muta perderà anche lui la parola, forse per sempre. Un eroe di ghiaccio, venuto dal freddo.

Alla fine una storia delicata, sciupata da bagliori western. La carrellata inghiotte tutto all’indietro, il tempo e lo spazio. Siamo ai titoli di coda e il film si toglie la pistola e il cinturone. “Voglio andare via da qui” dice Jon. Un dolly in movimento svela alte torri di legno tutte ravvicinate, quasi futuriste. Un’ opera sicuramente riuscita, corale, ciascuno sta nella propria parte, senza sbavature, senza barocchismi. Resta una storia non appariscente, forse poco “maledetta” che lascia delle sospensioni belle a  godersi, qua  e là, dove poter respirare, e di questi tempi non è poco.

Maria Chiara D’Apote

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento