sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Truffa sui rifiuti arrestato presidente Ternana Calcio
Pubblicato il 03-06-2015


indagine vento di maestraleFrode in pubblica fornitura, truffa, falso materiale, falso ideologico, falso materiale e abuso d’ufficio. Sono i reati individuati dalla Procura di Viterbo nell’ambito della gestione dei rifiuti, della raccolta e dell’igiene urbana nella provincia e nel comune di Viterbo. Già dalle prime ore dell’alba di questa mattina gli agenti del comando provinciale dei carabinieri di Viterbo e i militari del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) stanno eseguendo, tra le  province di Viterbo, Roma, Latina e Terni, le nove ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo.

L’indagine, denominata “Vento di maestrale”, vede coinvolto tra gli altri anche Francesco Zadotti, presidente della Ternana Calcio Spa, che si trova agli arresti domiciliari a Roma, dove risiede. Zadotti, commercialista,  è considerato uomo di fiducia dell’avvocato Manlio Cerroni, imprenditore attivo nella gestione dei rifiuti urbani e patron dell’ex discarica romana di Malagrotta. Il gruppo Cerroni infatti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe proprietario in parte della società “Ecologia Viterbo”, coinvolta nell’inchiesta. Sono in corso perquisizioni in uffici pubblici addetti al settore rifiuti e presso le sedi legali e operative delle società oggetto di indagine. L’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro condizionato di un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti.

Tra gli arrestati anche il ternano Maurizio Tonnetti, 56 anni, consigliere di “Viterbo Ambiente” e direttore della Divisione ecologia e ambiente della cooperativa “Cosp Tecno Service”. In merito all’arresto di Tonnetti, il presidente di Cosp Tecno Service, Danilo Valenti, nell’esprimere fiducia nell’operato della magistratura, ha assicurato che l’azienda è completamente estranea alle indagini e quindi alle contestazioni mosse.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi in mattinata presso il comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo sono stati illustrati i dettagli dell’operazione. La frode, stimata in 1,2 milioni di euro circa, sarebbe consistita nella fornitura di servizi inesistenti o non a regola d’arte, regolarmente pagati dal Comune di Viterbo. La cifra tuttavia è provvisoria e si attendono ulteriori dettagli da parte degli organi inquirenti.

Pier Paolo Polozzi

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