sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

USA, più vicini gli accordi
sul commercio con Asia e UE
Pubblicato il 27-06-2015


Senato_UsaLa strada da percorrere per terminare gli accordi degli Stati Uniti con Asia ed Europa si è notevolmente accorciata. Il 24 giugno scorso, il Senato americano ha approvato il fast track tanto voluto dalla presidenza Obama, con lo scopo di permettere al presidente, entro i prossimi sei anni, la conclusione di trattati commerciali non rischiando emendamenti. Infatti con l’approvazione da parte del Senato della Trade Promotion Authority il Congresso potrà approvare o bocciare gli accordi commerciali senza possibilità di emendarli.

Ad opporsi a tale delega sono stati innanzitutto i sindacati dei lavoratori nel timore che liberalizzare l’interscambio possa produrre dumping sociale, mettendo a repentaglio diritti e salari. A rassicurare i più timorosi è stato il TAA (Trade Adjustment Assistance), un programma federale che aiuta i disoccupati statunitensi che hanno perso il lavoro proprio a causa del commercio con l’estero. Il programma TAA mira a fornire loro tutte le competenze necessarie per rientrare nel mondo del lavoro.

La delega concessa alla Casa Bianca dal Senato ha lo scopo di rendere attuabile il TPP, Trans-Pacific Partnership, con i Paesi del Pacifico e il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, con l’Unione Europea. Riprenderanno senz’altro ora con maggior slancio i negoziati. Una carta che gli Stati Uniti intendono giocare anche per compensare gli europei alle prese con le sanzioni nei confronti della Russia. In proposito il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, rileva che le relazioni commerciali con gli USA già vanno in questa direzione: la “perdita commerciale con la Russia è ampiamente recuperata dall’aumento dell’export italiano verso gli USA nel solo primo quadrimestre di quest’anno, in particolare nel settore agroalimentare. L’Italia – ha proseguito Calenda – ha svolto e continuerà a svolgere, in raccordo con i partner europei e internazionali, un ruolo costruttivo per facilitare la risoluzione della crisi e il ritorno alla piena normalità nei rapporti con Mosca”.

Se dunque il negoziato per il TTIP riprende vigore, “l’accordo va sì perseguito con tutte le nostre forze, ma non a qualsiasi costo”. È quanto sostenuto dal Presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, all’Assemblea nazionale francese, nel corso della riunione interparlamentare del 17 giugno scorso sulle politiche commerciali dell’Unione europea e la negoziazione in corso sul TTIP. Tre sono le questioni sollevate da Mucchetti. La prima è l’armonizzazione delle politiche della concorrenza posto che “vi è su questo fronte un evidente squilibrio tra Europa e Usa nelle prescrizioni a tutela della privacy e della proprietà intellettuale, nei controlli antitrust e nel rispetto degli obblighi fiscali. Nessuna armonizzazione delle politiche della concorrenza sarà solida se la libera circolazione dei capitali, altro capitolo del TTIP, non poggerà sulla piena accountability del sistema finanziario. “La seconda questione aperta è l’energia” , prosegue Mucchetti, che sollecita a “non imporre autorizzazioni statali al libero commercio delle risorse energetiche e, per l’Europa, a non rallentare la costruzione di una rete unita dell’energia elettrica e del gas” . Infine la questione del ISDS. “Occorre evitare la doppia giurisdizione da cui deriverebbero distorsioni gravi sul fronte della concorrenza a favore delle multinazionali”, ma se tale questione è troppo controversa, meglio accantonarla. “Meglio meno, ma meglio”.

Francesca Fermanelli

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