sabato, 10 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

UBER, politica in ritardo
Ancora guerra coi taxi
Pubblicato il 11-06-2015


Uber_taxiA nulla sono servite le proteste e mercoledì (10 giugno) sono scadute le due settimane di tempo che il Tribunale di Milano aveva concesso ad Uber Pop per adeguarsi a quanto decretato: sospensione del servizio per concorrenza sleale. Ora, per ciascuna guida illegale, la multinazionale dovrà pagare una multa di 20 mila euro. Queste le disposizioni fino al 2 luglio, giorno in cui verrà discusso di nuovo il caso Uber.

Sono state quindi chiuse le porte ad Uber Pop, il servizio che, permettendo a chiunque di diventare un autista, ha trasformato l’azienda di San Francisco in una multinazionale da 40 miliardi di dollari. La proprietà della app californiana sottolinea come non sia interessata ad abbandonare la sua battaglia e scrive sul suo sito: “Noi continuiamo e continueremo a lottare per offrire una mobilità di qualità ed affidabile a chi non trova soddisfazione nelle soluzioni tradizionali. Le decine di migliaia di voi che ci hanno scritto e le numerose associazioni di consumatori che si stanno unendo alla nostra battaglia ci confermano che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta”.

La multinazionale fa anche notare un dato significativo: dopo la sentenza del 26 maggio le iscrizioni a Uber sono aumentate in media del 30 per cento. Il numero di utenti intenti ad usare il servizio è nello stesso giorno raddoppiato. 50mila persone si sono servite di social network, quali Twitter e Facebook, condividendo l’hashtag #iostoconUber. Benedetta Arese Lucini, General Manager di Uber Italia si dichiara dispiaciuta per la decisione del giudice e sottolinea che “moltissimi nelle ultime settimane ci hanno sostenuto, cittadini, opinion leader, associazioni di consumatori. È la dimostrazione che il nostro servizio è amato, proprio perché utile e decisivo per la mobilità cittadina. E anche l’Autorità dei Trasporti ha chiarito ancora una volta la necessità di una nuova regolazione per servizi innovativi come il nostro. Ora tocca alla politica portare l’Italia verso l’innovazione, prendendo le decisioni necessarie per permettere la mobilità del futuro”.

Tra le accuse sollevate contro Uber Pop il 26 maggio scorso, prima tra tutte è stata quella dell’abusivismo. Compare infatti nell’ordinanza che “prima dell’introduzione di tale app i soggetti privi di licenza avevano un circoscritto perimetro di attività e di possibilità di contatto con gli utenti mentre UberPop consente in tutta evidenza un incremento nemmeno lontanamente paragonabile al numero di soggetti privi di licenza che si dedicano all’attività analoga a quella di un taxi e parallelamente un’analoga maggiore possibilità di contatto con la potenziale utenza, così determinando un vero e proprio salto di qualità nell’incrementare e sviluppare il fenomeno dell’abusivismo”.

I legali che rappresentano le associazioni di categoria dei tassisti si dicono “estremamente soddisfatti. Non ci sono più alibi, è la seconda volta in sole due settimane che il Tribunale di Milano ordina al Gruppo Uber di bloccare l’attività Uber-pop per concorrenza sleale, precisando anche che avrebbe dovuto farlo sin dal 26 maggio scorso”.

La prossima puntata il 2 luglio quando, il Tribunale di Milano dovrà pronunciarsi ancora una volta sulla questione, accogliendo o respingendo il ricorso proposto da Uber che ora è sostenuto anche da Altroconsumo, l’associazione di consumatori che in Italia conta oltre 370 mila iscritti.

Francesca Fermanelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento