mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ucraina, Putin ‘scommette’ sul Papa
Pubblicato il 09-06-2015


Putin-papa FrancescoViaggio impegnativo quello che il presidente russo Vladimir Putin compie oggi in Italia. Gli incontri previsti sono al massimo livello, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e con papa Bergoglio. Con l’occasione rivedrà probabilmente anche il suo ‘amico’ Silvio Berlusconi. L’agenda è di quelle davvero scottanti e ruota soprattutto attorno al nodo dell’Ucraina e alle sanzioni economiche decise, da Ue e Usa, dopo la ‘conquista’ della Crimea e rafforzate col precipitare della crisi ucraina. Ma non solo, perché sul fondo si agita un tema molto caldo come quello del riarmo atomico sul suolo del Vecchio Continente e sul ruolo russo nelle crisi del vicino oriente, dall’Iraq alla Siria passando per l’offensiva militar-terroristica targata Isis.

In cima probabilmente però ai pensieri dell’autocrate del Cremlino, c’è il rapporto con papa Bergoglio. Ufficialmente parleranno della situazione in Ucraina e della “questione dei cristiani in Medio Oriente” come annunciato dal consigliere diplomatico del Cremlino, Iuri Ushakov che ha anche fatto riferimento a “possibili ulteriori contatti” compresa la possibilità di una visita di Francesco in Russia visto che “questo tema riguarda non solo lo Stato”, ma anche la Chiesa ortodossa russa.

La speranza di Putin, che sul piatto della bilancia può spendere il ruolo di Mosca in difesa dei cristiani dentro e fuori la Russia, è però forse segretamente quella di convincere papa Bergoglio a proporre la sua mediazione per sminare la crisi ucraina, un guazzabuglio da cui evidentemente non sa più come uscire senza rimetterci la faccia dopo averci rimesso un mucchio di soldi. Le sanzioni hanno infatti inflitto un colpo durissimo all’immagine del Paese e alla sua economia, con una violenta contrazione del PIL, un’emorragia di valuta pregiata per difendere il cambio di un rublo in caduta libera e la perdita dell’interscambio in alcuni mercati occidentali. La Russia, come Putin ha ribadito anche nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera sabato scorso, si è sentita accerchiata dalla Nato dopo lo smantellamento dell’Urss e ha letto alcuni eventi politici dell’Ucraina, non senza qualche ragione, come ‘pilotati’ dagli Usa proprio in funzione anti-russa. A questo si è aggiunta poi la ‘visione’ di Putin sul recupero del ruolo strategico del suo Paese e una certa tendenza a presentarsi, soprattutto in patria, come colui che vuole riscattare l’onore della Russia e, sotto sotto, dell’‘orso sovietico’.

Dalla Polonia alle Repubbliche baltiche, dall’Ucraina alla Georgia, questa operazione ‘nostalgia’ fa crescere il timore di essere costretti a snervanti trattative col Cremlino ogni volta che scelgono di compiere un passo verso un’Europa a sua volta spinta a una politica di appeasement dal peso degli enormi interessi economici in gioco. Non è un caso se nell’intervista al Corriere, Putin ricordava l’importanza (e il peso) dell’interscambio commerciale con l’Italia, un modo, neppure tanto sottile, di rammentare che se le sanzioni hanno un impatto negativo per Mosca, hanno però un costo anche per Roma, soprattutto se si decidesse un inasprimento.

L’occasione della visita in Italia è data dall’Expo, dalla cerimonia della giornata nazionale russa, e così prima di incontrare il Papa, Putin si vedrà a Milano col presidente del Consiglio e solo dopo risalirà in aereo per raggiungere la capitale dove avrà anche “il primo incontro con il nuovo presidente italiano” Sergio Mattarella. Ushakov ha fatto sapere che il leader del Cremlino e Renzi – al secondo incontro dopo quello di Mosca del marzo scorso – “visiteranno il padiglione russo e quello italiano” e che dopo “si terranno i colloqui” tra i due leader con una conferenza stampa finale prevista per le 13. Dulcis in fundo il possibile incontro in serata con Silvio Berlusconi.

Armando Marchio

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