giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ue, compromesso sull’immigrazione
Pubblicato il 26-06-2015


Immigrati-UEAccordo raggiunto nella notte tra i 28 Stati membri dell’Unione Europea sulla redistribuzione dei migranti: nei prossimi due anni saranno 40.000 le persone che saranno accolte nei diversi Paesi. A queste se ne aggiungeranno altre 20.000 da distribuire sulla base di accordi che l’Unione metterà a punto entro il mese di luglio.

Una fumata bianca arrivata al termine di un vertice tesissimo che ha fatto registrare un duro scontro tra il presidente della commissione Europea, Jean Claude Junker, e il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. Ma alla fine si è giunti a  un compromesso. I ninistri degli Interni a luglio decideranno a maggioranza qualificata la ripartizione dei 40mila, ma le quote per paese saranno riscritte da Commissione e presidenza del Consiglio Ue e verranno adottate per consenso. Salta quindi la volontarietà.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi, è intervenuto duramente per denunciare la mancanza di solidarietà all’interno del consesso europeo: “Se questa è l’Europa che volete, tenetevela pure. L’Italia può fare da sola, l’Europa no”, ha rimarcato il premier davanti al tentativo di alcuni Paesi di far rientrare il concetto della volontarietà dell’accoglienza nell’ultima versione dell’accordo.

All’alba, però, Renzi ha potuto mostrarsi stanco ma soddisfatto in sala stampa: “Si tratta di un primo passo verso una politica Europea dell’immigrazione”, ha sottolineato. Insomma il risultato raggiunto è senza dubbio un passo avanti. Sono stati in particolare ottenuti la certezza del numero complessivo di 40 mila e l’affermazione che tutti i paesi se ne fanno carico. Secondo quanto riferiscono fonti italiane a Bruxelles, “siamo entrati in una fase nuova, nessuno ha più la tentazione di voltarsi dall’altra parte” davanti all’emergenza immigrazione e anzi “tutti si rendono conto che il Mediterraneo è al centro” della questione. Anche il nuovo round di negoziati per un accordo fra le parti in Libia è un passaggio positivo, “per la prima volta sono tutti seduti attorno a un tavolo” in Marocco, sottolineano le fonti.

Spetterà al vertice informale del 10-11 luglio definire i criteri per la redistribuzione dei migranti. Ora c’è da lavorare a come definire i meccanismi delle quote.
“La sensazione è che ora ci sia l’accordo di tutti sulla redistribuzione e l’accettazione di 60.000 persone”, ha chiarito Juncker. Oggi, intanto, i lavori dei Ventotto vanno avanti sui temi della difesa, della sicurezza e della lotta al terrorismo. Renzi ha poi aggiunto che con questo accordo si supera Dublino 2. Ove si fosse fatta una formulazione sulla base volontaria, il numero dei quarantamila sarebbe stato generico. Con questa formulazione invece saranno 40mila persone che lasceranno l’Italia”. “Poi si troverà la quadratura sulle quote interne della ripartizione. L’Italia sta facendo la sua parte e non si tira indietro rispetto ai suoi impegni”, ha aggiunto Renzi. “A chi critica questo accordo dicendo che è poco rispondo che se non avesse firmato gli accordi di Dublino sarebbe stato molto meglio”. Un accordo che Renzi ha definito più utile all’Europa che all’Italia: “Questo non è un accordo che cambia la vita all’Italia. Non è l’Italia ad avere bisogno di questo accordo, ma è l’Europa che ne ha bisogno. L’Europa è solidarietà non egoismo”.  “Vedremo nelle prossime ore – ha detto ancora Renzi – se l’Europa ha un cuore. L’Italia non rinuncia alla sua storia di civiltà per mezzo punto in più nei sondaggi. L’Italia rimanda indietro quelli che devono essere rimandati indietro e accoglierà quelli che hanno diritto. “Se l’Europa perde questa occasione, perderà anche la propria dignità”, ha aggiunto Renzi.

Parole apprezzate dal Segretario del Psi Riccardo Nencini: “Bene ha fatto il Presidente del Consiglio – ha detto Nencini -. a battere i pugni sul tavolo di Bruxelles. Un primo passo è stato fatto. Non basta. Serve un’Europa più solidale con l’Italia che ha affrontato sino ad ora da sola un problema di tutta l’Unione” ha aggiunto. Rivedere quanto prima gli accordi di Dublino – ha spiegato – perché le fasi di emergenza si affrontano con soluzioni decisive. Serve uno sforzo importante da parte del Ministero dell’Interno nel distinguere i profughi che fuggono da guerre e miseria e i clandestini che vanno rimpatriati nei propri paesi d’origine. E se l’Europa tutta non si assumerà parte delle responsabilità, l’Italia ricontratti i 16 miliardi di fondi che si destinano all’Europa”.

Ginevra Matiz

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