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Opinioni e commenti
 

Ue-Russia, Gentiloni a Mosca tenta di ricucire
Pubblicato il 01-06-2015


Ucraina_guardia_nazionale

Uomini della Guardia Nazionale ucraina

L’Italia ricomincia a guardare oltre i confini, alla sua politica estera. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha cominciato oggi, primo giugno, la sua visita a Mosca incontrando nella sede del governo il vicepremier Arkadi Dvorkovich, che sovrintende al settore industriale e commerciale. In agenda, il consolidamento dei rapporti economici bilaterali. Più tardi, il capo della diplomazia italiana avrà un colloquio con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, con cui discuterà della situazione in Ucraina, Libia, Siria e Iran.
La Russia ha risposto alle sanzioni europee, inviando a diverse ambasciate europee i nomi di 89 funzionari, politici e ufficiali militari europei che non potranno più entrare in Russia, in risposta alle sanzioni economiche attuate dall’Unione europea per il ruolo del paese nella crisi ucraina. La Farnesina ha tentato di porre un argine, anche in vista della prossima visita ufficiale all’Expo del presidente Putin, diffondendo subito dopo una nota per definire la lista di Mosca “non comprensibile, soprattutto alla luce dell’assenza di criteri e condizioni di formulazione. Non se ne comprendono le ragioni e le modalità, ed essa non contribuisce al rilancio del dialogo tra Ue e Russia, che l’Italia continua a sostenere”.

Paolo Gentiloni è arrivato a Mosca con un obiettivo preciso, ricucire lo strappo europeo da una Russia che, nonostante la crisi e le sanzioni del Vecchio Continente, ha rimontato la china, dimostrando tutta la sua forza.
La risposta del suo omologo russo, Lavrov, al problema sanzioni, è stata chiara: “Le sanzioni, che abbiamo introdotto in risposta, riguardavano i personaggi che si erano distinti nel sostenere il colpo di stato che ha portato alle persecuzioni contro i russi in Ucraina e alla loro discriminazione”.
Secondo Sergej Lavrov, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Mosca a conclusione dell’incontro con il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni “ciò viene fatto in violazione delle numerose convenzioni, di cui Ucraina è parte, che obbligano le autorità a tutelare i diritti delle minoranze nazionali e dei gruppi etnici”.
Ma per il capo della Farnesina, resta di vitale importanza la questione della Libia, e il problema del Mediterraneo. Tanto che già ieri durante un’intervista ha fatto sapere come la “Russia sia un interlocutore necessario per i dossier politici più delicati ed ai quali la comunità internazionale tutta guarda con attenzione. Mi riferisco ad esempio alla Libia, che per l’Italia è tanto più rilevante data la vicinanza geografica e le conseguenze che l’instabilità in quel paese ha sul tema delle migrazioni e sulla minaccia terroristica”. La Russia, che ha il potere di veto in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza e nel piano dell’Unione europea per affrontare l’afflusso di migranti si richiede un mandato delle Nazioni Unite per essere in grado di intervenire in acque territoriali libiche. Lavrov, nella conferenza stampa con Gentiloni, è stato cauto su qualsiasi risoluzione che viene proposta in base al capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l’uso della forza per ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. “Non vogliamo che si ripeta” la storia sulla Libia del 2011 quando il capitolo 7 è stato “utilizzato per grave abuso della risoluzione Libia”, allora l’intervento Nato in Libia aiutò l’opposizione a rovesciare il dittatore Muammar Gheddafi.

Maria Teresa Olivieri

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